1€ Festival 2014 – Presentazione

Teatro giovane, nuove matrici espressive, vivacità drammaturgica ed estetica, sperimentazione e contaminazioni: questo il cuore pulsante di 1 €uro Festival che anche quest’anno, a partire dal 18 maggio, si svolgerà nella preziosa cornice del Teatro delle Saline di Cagliari.
Un evento importante e ricorrente organizzato dall’Akròama in collaborazione con CeDAC, che corona con successo un fortunatissimo sodalizio in grado di unire forze e risorse a favore della promozione e divulgazione delle produzioni emergenti del teatro sardo, del teatro nazionale e internazionale.
Il Festival, ormai giunto alla sesta edizione, rappresenta un imperdibile appuntamento che svela con passione e vigore uno spaccato culturale di straordinaria vivacità creativa, dove si fondono le migliori capacità espressive teatrali, declinate secondo un poliedrico paradigma che comprende ricerca, sperimentazione e linguaggi multimediali.
L’appuntamento, vivacizzato da un’eccezionale pluralità di proposte, si pone al pubblico attraverso una formula rivoluzionaria riguardo l’esiguo costo dell’abbonamento: un modo per far entrare il teatro nella quotidianità delle persone, favorendo la familiarità con l’universo dello spettacolo.

1 €uro Festival prende il via il 18 maggio con “I promessi sposi – Questo matrimonio non s’ha da fare” prodotto da Akròama e firmato da Lucia Dore. Lo spettacolo nasce con l’intento di invogliare i giovani e non, alla lettura del famoso romanzo di Alessandro Manzoni. Nonostante la trama rimanga invariata, lo spettacolo lascia spazio alla contaminazione moderna di figure più o meno note della televisione e del cinema che, attraverso un linguaggio più attuale, danno ai personaggi del Manzoni un colore e una vivacità fuori dalle righe.
Si prosegue il 20 maggio con “Il terzo giorno” della compagnia Artisti Fuori Posto, scritto e diretto da Alessandro Pani, diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica di Cagliari. Uno spettacolo forte e dai toni decisi che ci catapulta nel clima politico dell’Italia contemporanea, attraverso una paradossale e utopistica rivoluzione parlamentare a Montecitorio, sullo sfondo di una diffusa rabbia sociale.
Il 22 maggio sarà poi la volta di Marta Proietti Orzella con “Cantar l’altrove”, prosa e poesia di Sergio Atzeni da “Versus” e “I sogni della città bianca”. Un percorso teatrale, ma anche musicale, tra i protagonisti di storie che appartengono alle più svariate classi sociali.
Si prosegue il 25 maggio con “Corocò” prodotto da Ilos per la regia di Marco Nateri ed Elena Musio. Musica, cabaret, ironia e comicità nella rievocazione surreale del teatro e del cinema degli anni Cinquanta.
Il Festival prosegue il 27 maggio con la Compagnia Teatro Sassari che porta in scena “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello (“Lu berrettu cu li campaneddi”) diretto da Marco Spiga. Una delle opere più complesse e impegnative di Pirandello che ben si adatta alla dimensione sarda.
Il 29 maggio sarà invece di scena Batisfera, gruppo sardo emergente, con “La sesta domanda” diretto da Valentina Fadda e Angelo Trofa. Uno spettacolo in cui due attori in scena daranno vita a tre episodi brillanti e grotteschi. Protagonista dello spettacolo sarà l’umanità di vario genere che guarda, osserva e confida in un famoso quiz televisivo, visto di volta in volta come la possibilità di cambiar vita e di trovare riparo ai propri problemi.
Si prosegue il 1 giugno con “Bellas Mariposas” prodotto da EgumTeatro e firmato da Annalisa Bianco. Si tratta di un’originalissima trasposizione del celebre romanzo di Sergio Atzeni, dove la protagonista narratrice, una farfallina di dodici anni che vive nell’ambiente socialmente e moralmente degradato della periferia di Cagliari, lo fotografa con spiccata e smaliziata intelligenza.
Il 3 giugno sarà poi la volta del fortunatissimo spettacolo “Giorni Felici” di Samuel Beckett, prodotto da Akròama e diretto da Lelio Lecis. Prima ed unica opera dedicata al rapporto di coppia, porta in scena una condizione esistenziale estrema e ironica per un dramma che rispecchia molteplici aspetti della misera condizione umana.
Il 4 e 5 giugno sarà in scena la Companhia de Teatro de Braga, importante compagnia portoghese di teatro contemporaneo riconosciuta dal Ministero della Cultura, con “A arte do futuro | Ultimo acto” (“L’Arte del Futuro | Ultimo Atto”) di Ruj Madeira, Anna Langhoff e Alexej Schipenko. Uno spettacolo che unisce due drammaturgie: 1) “Ultimo Acto”, di Anna Langhoff è un ritratto crudele e comico sulle relazioni di potere nel teatro; 2) “A arte do futuro”, di Alexej Schipenko, un testo dove si parla dell’arte, di Dio, della morte, del mondo, di nostri desideri e paure.
Il Festival prosegue l’8 giugno con il Teatro dell’Argine e lo spettacolo “Teatro in viaggio – Lungo la rotta dei migranti” tratto dall’omonimo libro, scritto, diretto e interpretato da Pietro Floridia.
La stagione si chiude il 15 giugno con “Vertigine” del Teatro d’Inverno, scritto e diretto da Giuseppe Ligios. Lo spettacolo si rifà a quel filone della drammaturgia contemporanea in bilico tra la commedia dell’assurdo ed il surrealismo, tipica di molti grandi autori del ’900.
Lelio Lecis
Akròama

Quest’anno, visto il successo dell’anno precedente, abbiamo deciso di rinnovare la collaborazione con l’Akròama per la realizzazione di 1 €uro Festival, affermatosi in questi anni come interessante “vetrina” di proposte di giovani compagnie emergenti.
Il CeDAC, nella consapevolezza di svolgere un ruolo di “servizio culturale” nella rete del Circuito sardo, non poteva non aderire a tale invito in un momento di grande difficoltà e incertezza come quello che stiamo vivendo.
Oggi più che mai è necessario creare momenti di aggregazione e di sinergie virtuose per qualificare lo spettacolo come bene collettivo, come investimento in capitale culturale che ci aiuta ad esorcizzare le difficoltà economiche e sociali e guardare oltre.
Condividiamo con Akròama l’idea che 1 €uro Festival sia percepito dalle compagnie che si esprimono con originalità e serietà di intenti come un momento importante di visibilità e sia vissuto anche dal pubblico come un grande momento di ricognizione sui nuovi linguaggi del teatro contemporaneo.
Antonio Cabiddu
CeDAC