Assassina

Emilia Romagna Teatro Fondazione
Assassina
di Franco Scaldati

con Enzo Vetrano (la vecchina)
Stefano Randisi (l’omino)
e i Fratelli Mancuso (i genitori)

scene e costumi di Mela Dell’Erba

musiche e canti originali composti ed eseguiti in scena dai Fratelli Mancuso

riduzione e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Poeta, drammaturgo e attore di talento singolare, il siciliano Franco Scaldati è stato definito da Franco Quadri il Beckett italiano. Con la sua lirica surreale e raffinata ha dato voce a una marginalità sociale ed esistenziale di netta opposizione al potere e ai suoi condizionamenti. Per la stagione 2016-2017 Enzo Vetrano e Stefano Randisi, artisti di acuta sensibilità, ne affrontano di nuovo la scrittura (hanno messo in scena, qualche anno fa, una toccante versione di Totò e Vicè). Musiche e canti, composti dai Fratelli Mancuso, rielaborano in modo originale la tradizione popolare siciliana.

Scritto nel 1984, Assassina è «un giallo sotterraneo della coscienza, dove ancora una volta morti e vivi convivono» come fu sintetizzato dallo stesso Quadri, che lo considerava uno dei testi più struggenti di Scaldati. Una vecchina e un omino vivono nella stessa casa dove si preparano da mangiare, si lavano, parlano e giocano coi loro animali: la gallina Santina e il topo Beniamino. Alla parete ci sono appesi i ritratti dei genitori, che di tanto in tanto fanno sentire la loro voce con lirici assoli o divertiti commenti. Ma la vecchina e l’omino non si conoscono, non si sono mai incontrati, anzi ignorano l’uno l’esistenza dell’altro. E quando improvvisamente, una notte, si scoprono a dormire nello stesso letto, che ognuno ovviamente giura essere il suo, comincia un’infinita sequenza di battibecchi, interrogatori, accuse e smentite, scambi di identità…

Nel teatro di Scaldati siamo su un piano irreale, con personaggi e in un mondo ritagliati nella materia del fantastico o del sogno: in fuga da una realtà e da un mondo inaccettabili.