Bellas Mariposas… a Macomer

Egumteatro e Armunia/Festival Inequilibrio Castiglioncello
in collaborazione con La Città del Teatro di Cascina
con il sostegno della Regione Toscana-Sistema Regionale dello Spettacolo
BELLAS MARIPOSAS
da Sergio Atzeni, ovvero Musica di parole per amore e per rabbia

con Monica Demuru

realizzazione scene Paolo Bruni
luci e direzione tecnica Andrea Guideri
scelte musicali Monica Demuru
realizzazione costumi Carla Cecchi
musiche originali Giovanni Guaccero

regia Annalisa Bianco

si ringraziano Paolo Bragaglia e Cristiano Calcagnile
Lo spettacolo
IMG_0442Bella mariposa è la protagonista narratrice, una farfallina, appunto, di dodici anni che vive nell’ambiente socialmente e moralmente degradato della periferia di Cagliari e lo fotografa con intelligenza smaliziata e desideri espliciti e diretti.
Miti sottoproletari metropolitani: microcriminalità, droga e sessualità spiccia vissute come normalità ma giudicate con feroce lucidità, sarcasmo e spesso disprezzo da questa farfallina che su un tale mondo svolazza e mira in alto, verso l’Amore, l’Amicizia ed un futuro di realizzazione personale. Una farfallina che vuole diventare rockstar ed ha una solidissima fiducia in se stessa Il tutto in una casa che un “tornado” ha devastato e la forza di “resilienza” ha ricomposto. Come meglio si poteva.

Il racconto di Sergio Atzeni, del quale il monologo teatrale è adattamento, è caratterizzato da un fondamentale legame con la musica, intesa come sostrato ritmico ed emotivo della scrittura e di questi personalissimi sguardi sul mondo.
Scrittura intesa sia come racconto che come voce, espressione della sensibilità e dell’intelligenza umana. Parole che camminano sui suoni della musica e viceversa, emozioni che si generano nell’incontro tra quel vuoto di significato che è la musica e quel pieno che è il racconto. Come quando ascoltando la musica guardiamo la realtà intorno a noi e tutto viene ridisegnato, tutto si compone e trova senso.

 

L’autore
bellasmariposas_02Sergio Atzeni nasce a Capoterra (Cagliari) nel 1952 ma da subito vive a Cagliari, la sua città, dove trascorrerà l’infanzia, l’adolescenza – con una parentesi a Orgosolo (Nuoro) frequentando le scuole medie – e parte della maturità. A Cagliari compie gli studi liceali e s’iscrive alla Facoltà di Filoso#a, senza per altro laurearsi. Quelli giovanili sono anni d’impegno politico, nelle file del partito Comunista, che trovano riscontro in esperienze teatrali pure militanti, solo in parte affidate alla stampa. Sono anche gli anni in cui inizia una ininterrotta e precoce (1966) attività giornalistica condotta su vari periodici e quotidiani (“Rinascita sarda”, “Il Lunedì della Sardegna”, “L’Unione Sarda”, “l’Unità”, “La Nuova Sardegna” e “Altair”, rivista fondata e diretta dallo stesso Atzeni) ma anche per la radio. Al 1976 risale il primo impiego stabile, all’ENEL, lavoro d’ufficio sgradito che accompagna agli inizi letterari in terra sarda, fino alla decisione di trasferirsi fuori dall’Isola nel 1987, un anno dopo la pubblicazione dell’Apologo del giudice bandito, il suo primo romanzo. Si stabilisce a Torino, con una parentesi a Sant’Ilario d’Enza in Emilia, tra il 1990 e il 1993. Sono anni occupati, oltre che dalla scrittura letteraria, dalla professione di traduttore per conto di diversi editori italiani. Torino resterà la sua residenza fino alla morte avvenuta il 6 settembre 1995 nelle acque dell’isola di Carloforte durante un soggiorno in Sardegna. Tra il 1986 e il 1995 si colloca il periodo più produttivo di Atzeni: scrive e pubblica i suoi romanzi più noti (“Il figlio di Bakunin”, “Il quinto passo è l’addio”, “Passavamo sulla terra leggeri”, uscito postumo ma consegnato in vita all’editore), pubblica numerosi articoli e recensioni sui giornali, oltre ad affermarsi come raffinato traduttore (dal francese) di saggistica e narrativa.
per saperne di più:

http://www.mostradellibroinsardegna.it/?gclid=CPGqrpTRp7oCFcGd3goduiQASA