Bizart

Compagnia Circadì

Bizart

in scena Lucrezia Maimone e Álvaro Sebastián Pérez Sobrado

collaborazione alla drammaturgia Roberto Magro

costumi Cinzia Medda, Stefania Dessì

realizzazione video Federica Liseni

coproduzione ZEROGRAMMI teatrodanza (TO) – ASMED Balletto di Sardegna (CA)

contributo alla produzione e residenze: © TersicoreaT.Off – Officina delle arti sceniche

fotografia Roberto Curridori, Federica Liseni

collaborazione all’allestimento Teatro MoMoTi (IT)

“Bizart” è una proposta scenica che esplora le possibilità poetiche del circo-teatro. Peculiarità della creazione è lo sviluppo e la ricerca di un linguaggio personale poetico e gestuale, dove le tecniche del circo si trasformano in scrittura coreografica attraverso la relazione con la danza contemporanea e il teatro fisico. La nostra poetica ci da la forza di andare ancor più lontano con le discipline coinvolte perché esse interagiscono sempre al servizio delle emozioni.

Una porta si apre, due personaggi, semplici e senza radici, mostrano il loro sorriso per poi svanire di nuovo in una delicata lontananza.

Madame e Monsieur Menelik appaiono in un’oscura notte senza tempo, scelgono un luogo come rifugio temporaneo, lo trasformano nella soglia del loro universo desiderosi di scoprire un luogo pieno di speranze. Una romantica astrazione degli homeless nata dalla fantasia dei due artisti, di temperamento assai diverso anche in scena. Gli “effetti speciali” non ci sono: o meglio, nascono tutti dall’immaginazione che si trova dietro ad ognuno delle scene che si propone con umore, ingenuità e poesia, e dove Tempo e Storia sono temi principali.

“Bizart” parla di una società ciclica dove la sola ricchezza che può esistere è concentrata nelle emozioni più semplici dell’essere umano. La fuga alla ricerca di un mondo migliore, un viaggio che passa attraverso il comportamento della nostra società davanti all’assenza delle proprie abitudini e tradizioni. Lo spettacolo non è un insieme di immagini, ma un rapporto sociale tra le persone, mediato dalle immagini. L’urgenza della ricerca di uno spazio raccontata attraverso una storia fantastica e una scenografia semplice e simbolica, dove i personaggi vivono in chiave ironica la relazione tra loro e il dramma che gli unisce: la ricerca, l’incontro e la costruzione di uno spazio dove convivere.

“Non abbiamo niente di nostro tranne il tempo, di cui godono gli stessi che non hanno alcuna dimora.”

 Baltasar Graciàn, L’uomo di corte

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Bizart, l’ultima creazione di Lucrezia Maimone e Alvaro Sebastian Perez Sobrado approfondisce il ruolo dell’artista circense in cui si intrecciano le tecniche di circo, danza e teatro contemporaneo. Partendo dal precedente lavoro “En otro tiempo”, un viaggio ironico tra circo, danza, acrobatica e giocoleria, la compagnia spagnola Cie Circadi in coproduzione con Zerogrammi di Torino e Asmed di Cagliari, ha proposto una nuova pièce in cui confluiscono la straordinaria creatività dei due danzatori-coreografi e le discipline artistiche dell’arte scenica circense. Attraverso le proposizioni coreografiche mediante il corpo, le sue manipolazioni, i gesti, i movimenti, i due attori-danzatori creano e smontano gli stereotipi della vita di coppia tra grande senso dell’umorismo e dramma esistenziale. La coppia, metafora dell’istituzione, si sfalda tra noia e routine alla ricerca dell’identità dei due individui che le danno vita. La coppia esiste fuori dal tempo, è indifferente all’orologio biologico, perché “finché morte non vi separi”.

Malinconici, sottoposti inesorabilmente al tempo vengono dal tempo trasformati nei loro progetti, e in oggetti, di cui essi stessi si impossessano impietosamente, reciprocamente, insensatamente.

Il sogno, l’illusione, il gioco, l’ebbrezza, uniche scappatoie per ritornare individui, con le proprie ambizioni, la percezione di sé. Corpi inebriati di rinnovata vitalità che diventano unici e che, insieme, si tengono in equilibrio, si incastrano, volteggiano nell’aria come trottole, sorridono, si fidano, l’uno dell’altro.”

Paola Cireddu