Casina

di Marina Thovez da Tito Maccio Plauto

Ludus in fabula

con
Mario Zucca e Marina Thovez

scene Nicola Rubertelli
foto di scena Renato Lisini

regia
Marina Thovez

La celebre commedia di Plauto riscritta per due attori che si alternano a coprire tutti i ruoli: sette personaggi protagonisti, più le comparse! Casina è la più bella commedia di Plauto: storie di infedeltà coniugale s’intrecciano a rivalità tra servi, invidie tra amiche, litigi tra genitori e figli, piccoli dispetti, grandi scherzi. E’ il trionfo del difetto umano. Se chiedessimo a chiunque perché Plauto abbia ritratto le debolezze dell’uomo con tanta ricchezza, con così spietata fantasia, sicuramente ci sentiremmo rispondere: “perché era un grande poeta”. Giusto. Ma se lo chiedessimo a Plauto stesso, probabilmente risponderebbe: “perché fa ridere”.

La trama

Casina è una trovatella che è stata adottata dalla ricca coppia di Sciolgotutto e Strepitosa, ed è perciò una figlioccia ma anche una schiava, poiché di natali oscuri. I due hanno già un figlio che è innamorato proprio di Casina e vorrebbe sposarla, ma le leggi non consentono un matrimonio tra un uomo libero e una schiava. La fanciulla è talmente bella che anche il vecchio patrigno Sciolgotutto perde la testa per lei. Strepitosa, la moglie, capita l’antifona, per accontentare il figlio, e soprattutto per sottrarre la ragazza alle brame del marito, combina il matrimonio di Casina col giovane scudiero Palino, col patto lei che passi la prima notte di nozze con suo figlio. Sciolgotutto allora fa lo stesso accordo col fattore Olimpione. Dopo vari litigi tra marito e moglie e tra i due servitori, si decide di affidare al fato la scelta, tramite un sorteggio. Vince Olimpione, e mentre Sciolgotutto si prepara alla sua notte d’amore, le donne di casa architettano una grande beffa che manderà in bianco i due vegliardi.

Note di regia

Questo spettacolo ha un grande significato per me. Riproporre una nuova versione di Casina significa avvicinare al teatro anche un pubblico di giovani, per il quale Plauto è materia di studio, e per il quale è molto importante il divertimento sano, intelligente e soprattutto non consumato da soli ma condiviso con gli altri. Riscrivere un classico è forse un azzardo, recitare in due una commedia basata sull’intreccio lo è sicuramente. Credo nella riscrittura di non aver tradito lo spirito dell’originale, -ché anzi grande cura è stata messa per restituire la “patina plautina”- e di aver operato con un larvato, e mi auguro garbato, intento didascalico al fine di collocare la commedia nel suo contesto socio-politico, sia per quanto riguarda i rapporti tra Roma e il resto del mondo, sia nei rapporti tra i personaggi. Quando le commedie di Plauto andavano in scena per la prima volta era immediatamente perspicua per il pubblico la funzione sociale che ogni personaggio aveva, e con essa la sua piena valenza drammaturgica; oggi non è più così: la struttura della familia è cambiata, la servitus non esiste più, e non è comunque paragonabile a quell’abominio recente che è la schiavitù. Perdere queste relazioni significa perdere gran parte dell’umanità dei personaggi; io ho voluto suggerirle all’attenzione del pubblico contemporaneo non certo per fare scuola, né tanto meno per fare politica, ma per rappresentare dei personaggi a tutto tondo, come immagino siano nati nella fantasia di un poeta appartenuto a una civiltà che amo molto, una civiltà che credo possa far innamorare chi non la conosce. Perché far recitare solo due attori? Per creare un gioco nel gioco, il meccanismo del teatro nel teatro, dove gli attori, rimasti soli per un artifizio che si svelerà durante lo spettacolo, entrano ed escono dai personaggi sotto gli occhi del pubblico, trasformati in pochi secondi, animati da un’appassionata ed eroica voglia di far teatro, la stessa che portò Plauto ragazzino a cercare fortuna a Roma. Infatti questa Casina è un unico grande omaggio al teatro, attraverso Plauto che è stato il primo drammaturgo in suolo italico, e attraverso le vicende dei due attori, che del teatro e dei grandi sacrifici che comporta sono i due tragicomici interpreti.

Marina Thovez