Coppelia

Annullata la replica di  Coppélia al Teatro Comunale di Sassari.

I biglietti saranno rimborsati a partire da lunedì 11 gennaio ed entro il 31 gennaio 2016.

Il Botteghino del Teatro Comunale sarà aperto tutti i giorni da lunedì 11 a venerdì 15 gennaio dalle 17 alle 19.

Per informazioni: Tore Pintus – cell. 339.1560328 – e-mail: circuitoteatralesardo@gmail.com

 

Daniele Cipriani Entertainment

Coppélia

Balletto in due atti di Amedeo Amodio
dal racconto di E.T.A. Hoffmann Der Sandmann

musica Léo Delibes
musiche della balera di Giuseppe Calì

scene Emanuele Luzzati e Luca Antonucci
costumi Luisa Spinatelli
luci Marco Policastro

coreografia e regia Amedeo Amodio

 

 primi ballerini

Anbeta Toromani (Clara)
Alessandro Macario (Nataniele)

 

 

Lo spettacolo

“Occhi ci vogliono, occhi ci vogliono…Lancia un urlo…”

“…Come potete pretendere che io consideri le vostre figure fosche e confuse come creature vere, piene di vita e di sentimento?”

Ciò che maggiormente mi ha affascinato nel racconto di Hoffmann è la complessità della percezione risolta in termini di immagini frammentarie, a brandelli che il racconto prima, in seguito la musica mi suggerivano.

L’idea di usare tecniche cinematografiche che rappresentassero i momenti “soggettivi” di Nataniele (resa in termini narrativi della discontinuità, oserei dire della “confusione”) ha determinato come conseguenza che tutto il balletto avvenisse in un set cinematografico rendendo così più ambiguo l’uso stesso di spezzoni filmati.

Si sta girando un film di cui scopriamo i particolari, primi piani e spezzoni di scenografia spesso irrelati tra loro, in cui Coppelius è il misterioso regista e Nataniele uno dei personaggi, la cui immaginazione verrà spesso a manifestarsi negli spezzoni di film, sogni o presagi di morte.

Ad esempio quella caduta dalla torre del corpo di Nataniele che apparirà già all’inizio e ne rappresenterà il suo tragico e inesorabile destino; o gli occhi vuoti di Olimpia che lo trarranno in inganno promettendogli apparenti bellezze. Occhi che osservano, dunque, e in tutti i contesti: l’occhio di Nataniele che vede se stesso e la sua realtà, quello di Coppelius che demiurgicamente osserva e “conduce” Nataniele, l’occhio del pubblico che vede il tutto.

Al culmine delle visoni, centro del tutto, c’è la balera che rappresenta, come momento a sé, la realizzazione dei sogni di Nataniele; su una serie di trasfigurazioni musicali di uno dei precedenti temi di Delibes, in forma di danze che appartengono ormai al nostro inconscio collettivo quali il mambo, il tango, il cha-cha-cha, Nataniele liberato per un momento da impedimenti razionali, vedrà Olimpia diventare persona viva e con lei danzerà vivendo così ciò che tanto a lungo ha desiderato.

Nella discontinuità di questo “magma” appariranno anche scene o frammenti o personaggi entrati ormai nell’attuale mitologia: oltre alle danze di cui si diceva, dal contenuto fortemente simbolico, anche scene e citazioni di film si mescoleranno al materiale originale mentre Coppelius, artefice del destino di Nataniele, trasformandosi in regista della vita quotidiana, saprà condurre noi spettatori nelle scene della sua magica follia.

di Amedeo Amodio

 

 Coppelia ph rosellina garbo 2

Sintesi del racconto Der Sandmann di E.T.A. Hoffmann
a cura di Maurilio Orbecchi

Der Sandmann (1816), variamente tradotto con L’uomo della sabbia, Il mago sabbiolino, L’Orco Insabbia, racconta del giovane Nataniele che nella sua infanzia subì il forte influsso di una storia, narratagli in parte dalla madre e in parte dalla governante, secondo la quale un oscuro personaggio, il Sandmann, getta sabbia negli occhi dei bambini che non vogliono dormire fino a quando gli occhi stessi, sanguinanti, escono fuori dalle occhiaie ed egli li porta sulla mezzaluna, in pasto ai figli che li mangiano con i loro becchi a punta.

Il bambino identifica questo essere con un amico del padre che egli odia, Coppelius, la sera in cui lo scopre compiere esperimenti alchemici col padre. Coppelius ricomparirà in seguito anche sotto altre spoglie.

Nataniele è studente universitario in una città italiana ove uno scienziato di nome Spallanzani ha costruito una bambola meccanica chiamata Olimpia. Egli la vede e se ne innamora scambiandola per una donna. Quando Nataniele, a causa di un inaspettato ingresso in casa Spallanzani, si accorge che Olimpia non è che un automa, in quel momento senza gli occhi, impazzisce e viene ricoverato. Dopo la guarigione egli riprende il rapporto con la precedente fidanzata, Clara. Qualche tempo dopo, mentre osserva la città dalla torre del municipio, scambia Clara per un automa e impazzisce nuovamente. Nel momento in cui scorge nella piazza sottostante lo sguardo di Coppelius si getta nel vuoto.