“Don Giovanni” di Molière “illumina di prosa” Olbia, Tempio, Nuoro e Oristano

CeDAC
XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo

M’ILLUMINO DI PROSA
stagione 2012-13

Compagnia Gank / Teatro Stabile di Genova
Don Giovanni
di Molière
giovedì 14 febbraio 2013 ore 21 – Olbia/ CineTeatro Olbia
venerdì 15 febbraio 2013 ore 21 – Tempio Pausania/ Teatro del Carmine
sabato 16 febbraio 2013 ore 21 – Nuoro/ Teatro Eliseo
domenica 17 febbraio 2013 ore 21 – Oristano/ Teatro Garau

Il fascino dell’eterno seduttore e irriducibile libertino nel “Don Giovanni” di Molière, in tournée nell’Isola per M’Illumino di Prosa/ la stagione 2012-13 del CeDAC – proprio a partire dal giorno di San Valentino: lo spettacolo della Compagnia Gank in coproduzione con il Teatro Stabile di Genova debutterà infatti
giovedì 14 febbraio alle 21 al CineTeatro “Olbia” di Olbia.
“Don Giovanni” sarà poi in scena venerdì 15 febbraio alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania;  sabato 16 febbraio alle 21 al Teatro Eliseo di Nuoro e infine domenica 17 febbraio sempre alle 21 al Teatro Garau di Oristano.

 

COMUNICATO del 12.02.2013

Tragedia e farsa si mescolano nella storia di “Don Giovanni”, protagonista della celebre commedia di Molière in cartellone da giovedì 14 febbraio – giorno di San Valentino – sui palcoscenici della Sardegna sotto le insegne di M’Illumino di Prosa/ la stagione 2012-13 del CeDAC, nell’ambito del XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo.
Un capolavoro assoluto – nella mise en scène della Compagnia Gank in coproduzione con il Teatro Stabile di Genova, con la regia di Antonio Zavatteri (che interpreta sulla scena l’affascinante personaggio dell’infaticabile seduttore, attratto dal mistero di ogni donna, aristocratico e generoso, ma anche spietato, e temerario libertino) – “illuminerà” quindi giovedì 14 febbraio alle 21 il CineTeatro “Olbia” di Olbia. La tournée dello spettacolo proseguirà – ancora in Gallura – venerdì 15 febbraio alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania; sarà poi la volta sabato 16 febbraio alle 21 del Teatro Eliseo di Nuoro e infine domenica 17 febbraio sempre alle 21 “Don Giovanni” approderà al Teatro Garau di Oristano, con tutto il fascino dell’eroe in negativo, messo più tardi in musica da Mozart e Da Ponte.
Figura complessa, ricca di sfaccettature “Don Giovanni” riflette l’immagine di una nobiltà dissoluta e superficiale, dedita al piacere e insensibile ai dolori del mondo; perduto nella sua ricerca dell’ideale femminino, è però uomo d’acuta intelligenza e incline alla filosofia; amante e sposo fedifrago, figlio irriguardoso e ribelle, debitore insolvente, insolente e frivolo, ma coraggioso porta la sua sfida estrema fino al cielo. La sua audacia – e sfrontatezza – nell’affrontare il destino gli costerà cara: durante la fatale cena con il Commendatore, grave del peso delle sue (pessime) azioni e dei suoi delitti, l’avventuriero, conquistatore di donne e bestemmiatore, precipiterà all’Inferno.
Un vero (anti)eroe dunque, pur con una sua cupa grandezza che lo trasforma in archetipo, incarnazione del male e insieme di una ricerca estrema della libertà di pensiero: ben lontano del ridicolo seduttore da farsa della tradizione popolare, il “Don Giovanni” di Molière è un personaggio a tutto tondo, capace di spezzare i cuori e sprezzare l’amore, usare le sue arti di ammaliatore per poi seguire gli impulsi di un cuore incostante, calpestare la pietas e confrontarsi con il divino, per interrogarlo e provocarlo, finché un abisso si spalancherà sotto i suoi piedi.
Fulcro di una vicenda complicata, in cui si interrompono le regole dell’unità di tempo e di spazio, in una geografia dei sentimenti e delle passioni plasmata sulla volubilità dei pensieri e il mutare degli stati d’animo, “Don Giovanni” è pienamente inserito nella temperie culturale, filosofica e perfino politica del Seicento e insieme incarnazione dell’universale condizione umana, in bilico tra spirito e materia e, per insaziabile desiderio di conoscenza, imprigionato nell’eterno dilemma tra fede e ragione.
La regia di Antonio Zavatteri – protagonista sulla scena con Alberto Giusta, Massimo Brizi,
Ilaria Falini, Mariella Speranza e Alex Sassatelli – privilegia la dimensione evocativa, rinunciando a un improbabile realismo e naturalismo, per tratteggiare, sulla falsariga della commedia di Molière, situazioni e personaggi in una meravigliosa – e vertiginosa – giostra delle passioni.

INFO & CONTATTI

Olbia info: tel: 0789 28773 – olbia.cineteatro@cedacsardegna.it – www.cedacsardegna.it
Tempio Pausania. info: 079 671580 – 079 630377 – 328.1503742 – infogiovani.tempio@tiscali.it
Nuoro info: 0784.230784 – 329.0708812 – nuoro.teatroeliseo@cedacsardegna.it
Oristano: info: tel. 0783 78886 – cedac@cedacsardegna.it – www.cedacsardegna.it

 

 

per l’Ufficio Stampa del CeDAC/ Sardegna:
Anna Brotzu – cell. 328.6923069 – cedac.uffstampa@gmail.com

 

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Compagnia Gank/ in co-produzione con il Teatro Stabile di Genova
Don Giovanni
di Molière
traduzione Cesare Garboli

con
Alberto Giusta, Antonio Zavatteri, Massimo Brizi,
Ilaria Falini, Mariella Speranza, Alex Sassatelli

scene e costumi Laura Benzi
luci Sandro Sussi
promozione Paolo Zanchin

regia Antonio Zavatteri

Note di regia

Don Giovanni di Molière è un’opera sublime e strana sotto molti punti di vista, è una commedia atipica rispetto alla vasta produzione del commediografo francese: ha una trama poco lineare, dei personaggi incredibilmente distanti fra loro, nei caratteri e nell’appartenenza sociale, e forse si potrebbe definire la più Shakespeariana fra le sue creazioni.
Questa libertà creativa apparentemente caotica, forse dovuta ad una fretta compositiva da parte dell’autore, e le “psicologie” ma soprattutto le azioni dei suoi proverbiali protagonisti, regalano a questa commedia un fascino senza paragoni.

In passato abbiamo messo in scena Anfitrione di Molière, che con Don Giovanni condivide, oltre alle molteplici versioni teatrali, un rapporto molto particolare con gli dei. Mentre Anfitrione è vittima dell’arroganza di Giove e Mercurio, Don Giovanni si pone in completo conflitto con Dio e con la morale. Questo conflitto è scelto, affermato con forza in contrasto con il pensiero comune e conformista di Sganarello e degli altri “compagni” di scena, e questa scelta rende il protagonista della commedia un essere intellettualmente non comune.
Questa ricerca forsennata di “pensiero libero” lo schiaccerà e lo caccerà dritto all’inferno in modo meravigliosamente e sorprendentemente repentino.

Il nostro Don Giovanni asseconderà una struttura bizzarra in cui commedia e tragedia si succedono senza preavvisi, con un succedersi di luoghi e spazi che nulla hanno a che fare con il naturalismo, una vicenda in cui statue prendono vita e si vendicano.
Con un testo del genere non possiamo far altro che creare un gioco meta-teatrale in cui gli attori e lo spazio si trasformino senza soluzione di continuità. Uno spettacolo in cui prevale l’evocazione rispetto ad una ricerca di realismo scenico che non riteniamo adatto alla commedia né alla nostra compagnia.
Antonio Zavatteri

 

 

 

Lo spettacolo
Il Don Giovanni di Molière è un capolavoro del teatro di tutti i tempi, un classico sempre sospeso tra comicità e tragedia, che trova unità nel personaggio del “grande seduttore”: amante infedele, sposo adultero, debitore insolente, padrone tirannico, figlio crudele, ateo temerario e ipocrita temibile.
Commedia in cinque atti in prosa, “Dom Juan ou Le festin de Pierre” fu rappresentata per la prima volta al Palais Royal di Parigi il 15 febbraio 1665. Prendendo spunto da un`antica leggenda (da cui lo spagnolo Tirso de Molina aveva già tratto un famoso dramma: “El burlador de Sevilla”) Molière narra le imprese di un gentiluomo di Corte, perverso e libertino, che, mentre con il servo Sganarello fugge per nave dai fratelli della abbandonata Donna Elvira, è gettato da una tempesta sulle coste italiane, dove seduce due contadine con la promessa di matrimonio. In seguito, Don Giovanni è protagonista di altre imprese, cui l`inseparabile Sganarello assiste sempre più allibito. In una foresta vuole costringere un povero a bestemmiare. Strada facendo salva la vita al fratello di Donna Elvira, la quale cerca invano di farlo ravvedere. Più tardi mette alla porta i creditori e tratta con scherno il padre che gli rimprovera la sua vita dissoluta. Infine, invita a cena la statua del Commendatore da lui ucciso in precedenza e, quando questa si presenta all`appuntamento, sull`impenitente Don Giovanni si abbatte un fulmine, la terra gli si apre sotto i piedi ed egli è inghiottito nell`inferno, mentre il servo Sganarello può solo lamentarsi del salario arretrato che nessuno gli pagherà.
Creando un personaggio che servirà poi d`esempio anche a Mozart e a Da Ponte, Molière (il cui vero nome era Jean-Baptiste Poquelin, 1622-1673) volle offrire al sovrano di Francia e al pubblico parigino uno spietato ritratto della gente di Corte, quale egli aveva ben conosciuto soprattutto in occasione delle dispute intorno al suo Tartuffe: gente che, dietro l`apparenza brillante e frivola, celava il vuoto spirituale e la più cinica amoralità. Quello che ne nacque fu comunque un personaggio gigantesco, odioso e affascinante nello stesso tempo, capace di unire in sé empietà e dissolutezza, scetticismo e ipocrisia, vitalità materialista e ironico disprezzo delle leggi umane e divine. Il tutto in un continuo intrecciarsi di motivi e di situazioni molto diverse tra loro: ora grottesche, comiche e buffe; ora tragiche, drammatiche e severe; ora anche realistiche o farsesche, romanzesche o soprannaturali.

L’autore
Molière (al secolo Jean Baptiste Poquelin) nasce a Parigi nel 1622 in seno alla borghesia e cresce nell’animato quartiere de Les Halles; il padre Jean è un tappezziere, un artigiano abbastanza agiato da poter sostenere gli studi del futuro drammaturgo e poeta nonché attore fino all’università. Iscrittosi alla Facoltà di Giurisprudenza, Jean Baptiste preferisce però dedicarsi al teatro, fondando con Madeleine Béjart nel 1643 l’Illustre Théâtre e iniziata la sua carriera d’attore, assume il nome d’arte di Molière. Seguono anni difficili, perfino la prigione per debiti, le tournées in provincia poi i primi successi, in un continuo confronto con il pubblico in cui si affinano le doti d’interprete e commediografo, autore di farse, canovacci, divertimenti a imitazione degli italiani, finché la Troupe de Monsieur (titolo concesso da Filippo d’Orléans, fratello del re) sbarca a Parigi. “Le Docteur amoureux” di Molière diverte Luigi XIV, e segna una svolta nella carriera dell’artista, ospite con la sua compagnia nel Petit-Bourbon e poi nella sala del Palais Royal: nascono pièces fortunate come “Le preziose ridicole” e “Sganarello o il cornuto immaginario”, “La scuola dei mariti” e per le celebrazioni in onore del sovrano “Gli importuni” (Fâcheux). Molière scrive i suoi capolavori, le grandi commedie che ancor oggi vengono portate sulla scena, ma i satirici affreschi della società suscitano anche polemiche – è il caso de “La scuola delle mogli” e il celebre “Tartufo”. Eppure pièces come “Don Giovanni”, “Il misantropo” e “L’avaro”, “Georges Dandin”,“Il borghese gentiluomo” e “Le furberie di Scapino”, “Le intellettuali” e “Il malato immaginario”, ultima interpretazione di Molière (dopo un malore durante la quarta replica, l’artista muore pochi giorni dopo il 17 febbraio 1673) continuano ancor oggi ad appassionare e divertire gli spettatori, con la loro vis comica e un sapido ritratto di varia e ben riconoscibile umanità.
La Compagnia
La compagnia Gank nasce nel 2002 dalla collaborazione tra Alberto Giusta e Antonio Zavatteri che, dopo varie esperienze con il Teatro Stabile di Genova e dopo aver fondato la compagnia Progetto U.R.T. insieme a Iurij Ferrini, mettono in scena Mojo Mickybo di Owen McCafferty, regia di Iurij Ferrini, Otello, regia di Alberto Giusta e successivamente, nel 2003, Amleto, regia di Antonio Zavatteri.
Nell’aprile del 2005 la compagnia mette in scena, in collaborazione con il Teatro Stabile di Genova La Bisbetica Domata di W. Shakespeare e in ottobre Glengarry Glen Ross di David Mamet entrambi con la regia di Alberto Giusta.
Nell’ottobre del 2006 debutta Eden di Eugene O’Brien, spettacolo co-prodotto con il Teatro Stabile di Genova e diretto da Alberto Giusta. Alla fine dello stesso anno mette in scena al Teatro della Tosse di Genova Il Calapranzi di Harold Pinter con la regia di Antonio Zavatteri e Alberto Giusta.
In aprile 2007 debutta al Teatro Duse di Genova Anfitrione di Molière, regia di Antonio Zavatteri, co-prodotto con il Teatro Sociale di Stradella e con la collaborazione del Teatro Stabile di Genova.
Nel 2008 viene co-prodotto con il Teatro Stabile di Genova Polvere alla Polvere di Robert Farquhar, regia di Flavio Parenti, e subito dopo La Scelta del Mazziere di Patrick Marber, regia di Marco Ghelardi.
Successivamente la compagnia mette in scena Il Misantropo di Molière, regia di Alberto Giusta, nel 2009 La Bottega del Caffè di Carlo Goldoni, regia di Antonio Zavatteri e La Guerra di Klamm di Kai Hensel, regia di Filippo Dini, entrambi questi ultimi co-prodotti con il Teatro Stabile di Genova.
In luglio 2010 debutta al Festival Teatrale di Borgio Verezzi Questa Sera si Recita a Soggetto di Luigi Pirandello, regia di Alberto Giusta.
Nel 2011 vengono co-prodotti 2 spettacoli: prima Romeo e Giulietta di Shakespeare con il Teatro Eliseo di Roma, regia di Valerio Binasco con Riccardo Scamarcio, Deniz Ozdogan e gli attori delle compagnie Gank e Gloriababbi, poi il Don Giovanni di Molière, con il Teatro Stabile di Genova, per la regia di Antonio Zavatteri.

Alberto Giusta
Diplomato alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1995 è attore e regista teatrale. E’ socio fondatore della Compagnia Gank; in Teatro ha lavorato come attore con i registi Luca Ronconi, Marco Sciaccaluga, Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Antonio Zavatteri e Jurij Ferrini. In Cinema è stato diretto da Silvio Soldini.

Antonio Zavatteri
Si diploma Geometra nel 1984 e lavora per 4 anni alla Snam di Metanopoli. Quindi decide di provare a fare teatro e comincia con Piero Mazzarella e Rino Silveri recitando parti “italiane” in commedie milanesi. Dopo vari provini per entrare nelle scuole di recitazione viene preso a quella del Teatro Stabile di Genova, finita la quale fonda, insieme ad altri, la compagnia Progetto URT, dalla quale esce nel 2002 per fondare, finalmente, la Compagnia Gank.