Doppio Sogno

CALENDARIO TURNI AL TEATRO MASSIMO DI CAGLIARI

Turno A: mercoledì 24 febbraio – ore 20.30
Turno P: giovedì 25 febbraio – ore 16.30
Turno B: giovedì 25 febbraio – ore 20.30
Turno C: venerdì 26 febbraio – ore 20.30
Turno D: sabato 27 febbraio – ore 20.30
Turno E: domenica 28 febbraio – ore 19.00

Si ricorda al gentile pubblico che per garantire il puntuale inizio dello spettacolo, le porte d’ingresso del Teatro saranno chiuse alle ore 20.25 per i turni A, B, C, D, alle ore 18.55 per il turno E e alle ore 16.25 per il turno P.

Compagnia Molière
Doppio Sogno
di Giancarlo Marinelli
tratto dall’omonimo racconto di Arthur Schnitzler

con Ivana Monti, Caterina Murino, Ruben Rigillo, Rosario Coppolino

e con Andrea Cavatorta, Francesco Maria Cordella, Serena Marinelli,
Simone Vaio, Carlotta Maria Rondana

scene Paolo Beleù / Andrea Bianchi
costumi Adelia Apostolico
musiche Roberto Fia
light designer Mirko Oteri

regia Giancarlo Marinelli

Per la prima volta in teatro il racconto di Arthur Schnitzler che fonde in modo affascinante il sogno e la realtà, Freud e il romanzo d’appendice, e da cui Stanley Kubrick, con “Eyes Wide Shut”, ha tratto il suo ultimo capolavoro, rimasto incompiuto.

«Dopo il grande successo delle due stagioni di Elephant Man, cercavo un testo che possedesse una caratteristica; darmi la possibilità, come drammaturgo e come regista, di creare personaggi multipli per i miei attori; un testo che fosse già teatro multiplo. Dove la storia fosse tante storie; dove la verità fosse tante verità; e dove, finalmente, l’amore, la morte, il senso di colpa, il peccato e il riscatto, affiorassero prepotentemente tutti insieme.

In una Vienna innevata eppure caldissima, il dottor Fridolin riceve la più imprevedibile delle confessioni dalla moglie Albertine: “Ti ricordi, l’estate scorsa, sulla spiaggia danese, quel giovane uomo? Se mi avesse chiamata, non avrei potuto oppormi. Ero pronta a sacrificare te, la nostra bambina, tutto il mio futuro”.

Dall’intima confidenza di un tradimento solo fantasticato all’ossessione che dura un’interminabile notte; dopo aver viaggiato negli inferi della mente e della carne, sullo scivolo dell’alba, i due coniugi si ritrovano soli, smarriti, ma innamorati più di prima.

In fondo solo questo mi interessa: raccontare, (ancora una volta), i crimini, anche solo della fantasia, che attentano ogni giorno alla felicità della coppia; dire quanto sia disperante dover amare e essere amati, facendo i conti con l’infantile terrore e la sadica eccitazione dell’abbandono; mettere in scena la follia di chi, ad un certo punto della sua vita, è convinto che il dolore che subiamo, in verità, sia la punizione meritata a quel nostro abbandonare, tradire, violare chi ha scelto di essere, per sempre, nostro.

Il teatro è amare gli attori. E odiare tutto ciò che riescono ad essere al posto nostro.»

(Giancarlo Marinelli)