Fermentacion

di Enrique Vargas

 

con

Nelson Jara Torres, Francesca Giaconi, Aurora Arenare,

Francisco Javier Garcia, Davide Giacobbe

drammaturgia e regia

Enrique Vargas

 

Spettacolo connesso al laboratorio di introduzione

alla poetica dei sensi

“Tanto, tanto tempo fa, solo alcuni uomini conoscevano il segreto e il rischio di risvegliare l’anima che abita nel vino….“

 

I viaggiatori ascoltano il racconto in una cornice unica, scoprono il minuscolo chicco d’uva che compare nella terra fertile. Sorgerà molto lentamente sotto una piccola montagnola di terra umida e verrà raccolto con attenzione estrema. Consegnato ai viaggiatori, il chicco e il suo futuro saranno collegati agli spettatori per tutto il viaggio. Pigeranno l’uva con le dita delle mani, e ormai convertiti in lavoratori di questo microcosmo della vendemmia, scopriranno che estrarre il succo dell’uva è come estrarre il succo della vita stessa. Dopo, il riposo, la fermentazione in uno spazio che, grazie al gioco drammaturgico, si sarà trasformato in un barile coperto durante il percorso, per proteggere e decantare il sapore, la polpa, il profumo. L’oscurità aumenta l’intensità del viaggio. Trasformandosi lentamente in vino, mentre, solo in apparenza, dorme, il succo dell’uva trasporta i viaggiatori nel suo passato di pianta e nel suo futuro di liquido depurato e prezioso; dalla foglia al ramo, dalla radice fino al pianta, fino nel profondo della terra, da dove già si anticipava come premonizione, come sogno e come certezza, la sua trasformazione in vino. I viaggiatori si svegliano da questo sogno con il suono che li guida verso la condivisione di un bicchiere di vino. Il profumo diventa memoria di tutto quello che il vino è stato, legno, mela, noce, erba. Il sapore ha la forma non solo di quello che il palato riconosce, ma anche il corpo intero e la sua anima. E alla fine, la celebrazione, la festa, la musica che accompagna la nascita del vino, la libertà, la follia; incontrare il proprio altro, svelare il segreto o meglio ancora, conservarlo, si, proteggerlo, come ogni segreto.

Un viaggio intimo dentro di te.

All’inizio era il grano, terra, crescita, radice. Il vino libertà dell’aria, fermentazione, trasgressione e fusione dei limiti tra ebberezza e sapienza, realtà e pazzia, identità e frammentazione, “solo la pazzia salva il mondo”. Così scrive Vargas nelle note di regia allo spettacolo la Memoria del vino, cui Fermentacion è certamente legato. E la critica gli fa eco “Il pubblico non assiste ma partecipa pienamente al rituale della preparazione del vino: si assaggia il chicco, si odora il mosto, si pesta il vino e si beve l’istruttivo succo (zumo) che ti conquista all’allegria e al ballo carnevalesco” (Francesc Massip, Avui); “C’è sempre un segreto,. C’è sempre una storia. E lo spettatore/visitatore ne diviene parte durante il suo stare? In questo spazio senza tempo, calmo, irreale” Santiago Fondevila, La Vanguardia, I progetti del Teatro de los sentidos hanno la loro origine nella constatazione che, con sempre maggiore frequenza, il pubblico teatrale si converte in elemento passivo. Obiettivo primario del lavoro è potenziare la partecipazione creativa degli spettatori facendoli viaggiare dentro se stessi in un ambiente tale da risvegliare l’immaginario ancestrale. Le proposte del Teatro de los Sentidos sono esperienze intime. La drammaturgia fa sì che l’esperienza del pubblico sia individuale. Le esperienze e le emozioni che lo spettatore incontra nel percorso fanno sì che da un primo impatto di curiosità verso l’ambente in cui si trova, lo spettatore si converta non solo in viaggiatore, ma nel protagonista del suo labirinto interiore dove la memoria del corpo gioca un ruolo primordiale. La miglior forma di trovarsi è perdersi. Il Teatro de los Sentidos offre con Fermentación uno spettacolo che si nutre della memoria del vino e dell’immaginario ancestrale dionisiaco. Guidati da un gruppo di attori si crea un’installazione ludico-sensoriale che, nella forma del labirinto, al quale si accede in gruppi di 30 persone, si vincola alla memoria del corpo e alla poetica dei sensi.

Lo spettacolo ha debuttato nel 2011 al Festival Internacional de Teatre de Tarragona. E’ stato presentato nello stesso anno al Festival Benevento Città Spettacolo e alle Vie dei Festival di Roma