Fratello Joseph Family Affair

Fratello Joseph Family Affair

Giuseppe Bassi – contrabbasso

Roberto Ottaviano – sax soprano

Yu Ying Hsu – pianoforte

Tina Raymond – percussioni

Fratello Joseph Family Affair è un quartetto cosmopolita formato dal contrabbassista Giuseppe “Fratello Joseph” Bassi con il sassofonista Roberto Ottaviano, la pianista Yu Ying Hsu e la percussionista Tina Raymond. Il titolo fa riferimento al grado di parentela che lega nella vita e nella musica Giuseppe Bassi con il grande sassofonista italiano Roberto Ottaviano, ma idealmente rimanda allo spirito di fratellanza che unisce ogni musicista di jazz del mondo.

Il quartetto infatti si compone di artisti provenienti da diverse parti del globo terraqueo: Yu Ying Hsu, pianista taiwanese, certamente tra le più interessanti musiciste asiatiche della ultima generazione, Tina Raymond, statunitense residente a Los Angeles, richiestissima batterista e docente accreditata in tutto il mondo.

A completare il quartetto , la parte maschile, Fratello Jospeh Bassi e Roberto Ottaviano, oggi entrambi degni rappresentanti del miglior jazz made in Italy nel mondo.

In un momento così delicato in cui a globalizzarsi è anche il peggior aspetto di un sociale malato che vede la donna vittima di ogni tipo di violenza, la musica e la relazione uomo-donna all’interno della musica universale , ristabilisce il meraviglioso ordine della natura, dove regna amore e rispetto per la vita. Non è un caso che Bassi abbia voluto per questo tour italiano comporre un gruppo di donne e di uomini, insieme.

Il perfetto equilibrio delle parti fra le componenti maschile e femminile nel quartetto simboleggia – a fronte di ingiustizie e discriminazioni, e alla drammatica emergenza della violenza di genere, una simbolica armonia che riflette il meraviglioso ordine della natura, dove regnano l’amore e il rispetto per la vita.

Declamare la bellezza è il meraviglioso compito del musicista. Il maschile e il femminile sono concetti di meravigliosa bellezza che hanno senso nel vicendevole completarsi. Quale migliore occasione di esaltare tale bellezza di un incontro in musica?

L’ensemble affronterà musica originale di grande forza evocativa, trasportando l’ascoltatore in un viaggio ideale da un paese all’estremo opposto della terra.

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Roberto Ottaviano – sax

Presente nel panorama musicale da quasi trent’anni, Roberto Ottaviano (compositore, sassofonista, didatta) ha fatto il suo debutto discografico come leader nel 1983 con “Aspects” per la Tactus Records, presentando un ensemble forte di personalità come Giancarlo Schiaffini, Paolo Fresu e Carlo Actis Dato ed un lavoro tra scrittura ed improvvisazione già maturo ed avanzato per la produzione musicale italiana presente in quel periodo.Da allora viene considerato unanimemente, per scelte, progettualità e distacco dalle mode, come una fra le voci europee più significative, anche se di certo un po’ scomodo ed imprevedibile ‘outsider’, ponendosi inevitabilmente all’attenzione di musicisti e critica internazionale grazie ad una quindicina di albums a suo nome, una cinquantina in collaborazione con altre formazioni e la partecipazione a numerosi festivals in Europa, Stati Uniti, America Latina, Asia ed Africa.

Nato a Bari il 21 dicembre 1957, si appassiona ben presto a tutta la musica e ne diventa un fanatico divoratore. Sentendo forte l’esigenza di cominciare a produrre personalmente quei suoni e quelle visioni che tanto lo appassionano comincia a studiare a 14 anni la batteria ed il flauto come autodidatta, passando successivamente al clarinetto che studia per cinque anni con Antonio Di Maso presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari. Ma è il saxofono che in realtà lo interessa e quindi inizia il suo apprendistato come autodidatta facendo tesoro dei consigli di alcuni maestri di Banda e, alla vecchia maniera, cercando di carpire dai dischi delle sue prime fonti di ispirazione, Lester Young e John Coltrane, l’importanza del suono, degli accenti e della creatività. Grazie al fortuito incontro con Steve Lacy, suo modello e mentore, ne approfondirà sistematicamente lo studio in particolar modo sul soprano, nel periodo ’80-’86 tra Parigi e l’Italia. Contemporaneamente a Perugia con il grande virtuoso classico Federico Mondelci metterà a punto una preparazione tecnica per così dire ‘pura’ partendo dalla tradizionale scuola francese che lo porterà a conseguire il Diploma nel 1984.

Tra la fine degli anni ’70 e la prima parte degli ’80 frequenterà inoltre alcuni stages con Evan Parker e con Jimmy Giuffre. Per l’armonia e la composizione classica studia con Walter Boncompagni e frequenta alcuni stages tenuti da Giacomo Manzoni e Luigi Nono. In occasione di alcuni soggiorni statunitensi studierà invece armonia, arrangiamento e composizione jazz con Ran Blake, Bill Russo, e George Russell frequentando con quest’ultimo anche un Workshop di una settimana in Austria.

Nonostante la sua città in quegli anni non offrisse che pochissime occasioni per entrare in contatto con la musica afroamericana, Ottaviano compirà le sue prime esperienze Jazzistiche all’interno di una big band locale che ospiterà periodicamente alcuni illustri musicisti di passaggio tra i quali Buck Clayton, Ernie Wilkins, Benny Bailey, Sal Nistico e grazie ai quali avrà modo di entrare nel vivo delle questioni dell’improvvisazione, riprendendole poi in seno ad un altro organico orchestrale, la Mitteleuropa Orchestra di Andrea Centazzo in cui vi militeranno fra gli altri Gianluigi Trovesi, Radu Malfatti e Carlos Zingaro.

Parallelamente all’attività di musicista, Ottaviano affiancherà inoltre quella di organizzatore portando sulle scene pugliesi per la prima volta artisti del calibro di Anthony Braxton. Muhal Richard Abrams, Richard Teitelbaum, Frederic Rzewsky, Alvin Curran. E’ stato l’inventore ed il direttore artistico del Festival Internazionale “Time Zones” che ha ospitato Jon Hassell, Laurie Anderson, David Sylvian, Michael Nyman, Terry Riley, Meredith Monk, John Zorn e tantissimi altri, imponendosi come modello culturale di incrocio fra culture sonore.

Sebbene l’evoluzione musicale di Ottaviano, di cui più volte è stata evidenziata la vena fortemente lirica ed italiana è certamente legata alla grande storia afroamericana, tuttavia egli ha sempre cercato come compositore ed improvvisatore di adattarvi una chiave di lettura personale ed avere un rapporto dialettico con questa tradizione estetica e filosofica credendo fermamente che uno dei suoi insegnamenti principali debba essere per tutti quello di portarvi un contributo individuale. Per questa ragione egli ha sempre cercato di evidenziare, senza forzature, il collegamento con la propria cultura europea, le varie possibilità di integrazione tra scrittura ed improvvisazione e l’assimilazione di tutti quegli elementi derivati dalle esperienze fatte in altri contesti culturali dal teatro alla danza al cinema alla poesia alle arti figurative.

Dal ’79 è quindi alla costante ricerca di una sua precisa fisionomia musicale dando performances solistiche, un tipo di espressione mai abbandonata, in spazi anche molto atipici come i musei, i siti industriali dismessi, le carceri ed i centri psichiatrici, e collaborando con alcuni fra i più importanti musicisti americani, europei ed extraoccidentali, molto vari per stile e concezione ma ugualmente spinti dalla stessa aspirazione inventiva. Alcuni fra questi: Dizzy Gillespie, Art Farmer, Mal Waldron, Albert Mangelsdorff, Chet Baker, Enrico Rava, Georg Grawe, Franz Koglmann, Barre Phillips, Keith Tippett, Giorgio Gaslini, Ray Anderson, Steve Swallow, Irene Schweizer, Kenny Wheeler, Ran Blake, Henry Texier, Paul Bley, Aldo Romano, Myra Melford, Tony Oxley, Misha Mengelberg, Han Bennink, Mark Dresser, John Taylor, Graham Haynes, Myra Melford, Tony Oxley, Ralph Alessi, Marc Ducret, Francis Bebey, Trilok Gurtu, Lamina Kontè, il gruppo coreano “SaMulNoRi” , il “Singing Drums” e l’European Chamber Ensemble di Pierre Favre.

Fonda il suo quartetto “Pinturas” e dirige il quartetto “Roba” con Glenn Ferris, Jean Jacques Avenel e John Betsch. Fa parte del quintetto “Canto General” con il batterista sud africano Louis Moholo, del Karl Berger All Stars con tra gli altri Mark Helias e Bob Stewart, e della Minafric Orchestra di Pino Minafra. Come leader e come freelance ha modo di fare tournee’ in varie parti del mondo comparendo in alcuni fra i piu’ importanti festivals in Germania, Austria, Inghilterra, Irlanda, Scozia, Francia, Spagna, Portogallo, oltre che in India, Messico, Stati Uniti, Brasile, Israele ed in alcuni stati africani come Marocco, Senegal e Cameroun.

Nel Giugno 2000 realizza inoltre un importante scambio musicale con alcuni musicisti africani in Senegal e Cameroun, esibendosi anche alla Maison De La Culture “Douta Sek” di Dakar con i musicisti dell’Orchestre Nationale. La sua presenza discografica è documentata da etichette come la Red, Splasc(h), Soul Note, Dodicilune, Hat Art, Intakt, ECM, DIW, Ogun, ed inoltre realizza diverse colonne sonore ed ambientazioni musicali collaborando con artisti quali Nam June Paik, Joseph Beuys, Biagio Caldarelli, Teri Weikel, Raimond Depardon.

Il suo talento è stato più volte premiato attraverso i referendum delle riviste: Jazz 360 degrees (Svizzera), Cadence (USA), Musica e Dischi e Musica Jazz (Italia). Come didatta ha tenuto clinics e seminari a Woodstock N.Y., nei conservatori di Mexico City, Vienna e Groningen, ed in libere istituzioni ad Urbino, Cagliari, Firenze, Siracusa, Roma. E’ autore del libro “Il sax: lo strumento, la storia, i protagonisti” F.Muzzio editore. Padova e dal 1989 è titolare della cattedra di Musica Jazz presso il Conservatorio N.Piccinni di Bari ed è direttore del Corso di Laurea di I° e 2° Livello del Dipartimento di Jazz e Musiche Improvvisate. Dal 2004 al 2012 è stato direttore artistico del festival internazionale BariInJazz; e ha lavorato ad un progetto con la Comunità Europea per la realizzazione di un Centro Studi per l’improvvisazione musicale nelle culture del Mediterraneo dal Maghreb ai Balcani, e dalla Grecia alla penisola Iberica.

Pubblicazioni: “Il sax: lo strumento, la storia, i protagonisti” (F.Muzzio ed.) “Expanding the Horn” (Universal). Articoli per : Musica Jazz, Jazz It, Laboratorio Musica, Papirorosa, Athanor, Bollettino della Società della Musica Afroamericana, Musica Oggi, Corriere della Sera, Gazzetta del Mezzogiorno. Programmi radiofonici RAI: “Il Jazz, improvvisazione e creatività nella musica”, “Battiti” Masterclasses a Siena Jazz In.Jam, Università di Milano. Direzione artistica: Cinestudio, Time Zones, Strange Fruit, Jazz & Dintorni, Tangram, Fonomanie, BariInJazz, Nel Gioco del Jazz.

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YuYing Hsu – pianoforte

An award-winning Taiwanese jazz pianist and composer, YuYing Hsu has performed in legendary jazz clubs in New York City, such as Birdland, Sweet Rhythm, and with renowned musicians like legendary jazz drummer Albert “Tootie” Heath, Alex Sipiagin, Michael Philip Mossman, Antonio Hart, and the complete violinist Benjamin Schmid.

Her debut album “Untitled” won two Golden Indie Music Awards, which is Taiwan’s version of the Grammy, for “Best Jazz Album” and “Best Jazz Single” in 2011. Two years later, her second album “sentimotional”, which featured trumpet virtuoso Alex Sipiagin on three songs, again garnered two Golden Indie Music Awards for “Best Musician” and “Best Jazz Single”. In 2014, “sentimotional” was nominated for Golden Melody Awards for “Best Instrumental Album” and “Best Instrumental Album Producer.”

YuYing has a Master of Music degree from Purchase College, State University of New York, and studied with piano masters such as Gerard D’Angelo, Hal Galper, Arturo O’Farrill, Charles Blenzig, and Sam Yahel. Her thesis focused on jazz piano legend Keith Jarrett and his style of improvision in piano trio and solo in the late 1960s and 1970s.

Since she relocated back to Taiwan in 2010, YuYing has performed in music festivals around the world such as Pozzuoli, Palermo, Beat Onto, Empoli Jazz Festivals, Shanghai Jazz Festival, Taichung Jazz Festival, and Summer Jazz Party held by the National Theater Concert Hall. In summer 2015, she went on a 11-city tour in China with pop singer-songwriter Sky Wu as keyboardist in the band Sky Five. In the spring of 2014, YuYing went on an adventure by herself in India, performed at the Bandra Base in Bombay. In the winter of the same year, she was invited by Taiwan Spotlight and went on a toured in France, The Netherlands, Belgium and Italy performing her original music with local musicians as well as attending artist gatherings. She has also held her own concerts, workshops, and performed at various jazz venues around Taiwan. YuYing currently teaches at the Department of Music at National Taiwan University of Arts. She’s also part of the teaching staff at the Summer Jazz Camp held by National Theater Concert Hall (2012- present).

An avid listener of jazz music, YuYing seeks to fuse improvisation with her own life experience. She takes inspirations, thoughts of her travels, her love of artists such as Francis Bacon and Yayoi Kusama, and turns them into musical notes that bounce off the pages, as heard in her original, award-winning pieces “Twisted One” and “Anything Can Happen on a Sunny Afternoon.” Through her music, YuYing hopes to share her emotions, passions, and love of life with jazz aficionados around the world, one performance at a time.

https://www.simplearts.com.tw/yuying-hsu

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Giuseppe Bassi – contrabbasso

Dopo gli studi al Conservatorio N. Piccinni, Giuseppe “Fratello Joseph” Bassi intraprende la carriera musicale in ambito jazzistico spaziando tra Be Bop, Hard Bop, Classic e Modern Jazz, privilegiando tutte le forme e gli stili tipicamente acustici di jazz– tra i suoi riferimenti Ray Brown, Oscar Peterson, John Clayton, Monty Alexander.

Ha suonato con Apaturia quintet (Ottaviano, Boltro, Morelli, Magliocchi); Fabrizio Bosso quintet; Jazz Convention; Street Jazz Unit; fondatore del:Giuseppe Bassi quartet (Dado Moroni piano, Daniele Scannapieco sax, Lorenzo Tucci batteria), fa parte del Guido Di Leone trio con Massimo Manzi, e del Bosso-Di Leone-Bassi “trio” e suona nel Tribute to Shorter (Cisi, Bosso, Lussu, Bassi, Tucci).

Collabora stabilmente con Dado Moroni, Fabrizio Bosso, Salvatore Bonafede, Daniele Scannapieco, big band del Conservatorio Piccinni di Bari, Guido Di Leone, Roberto Ottaviano, Emanuele Cisi. Ha collaborato con il Roberto Ottaviano, trio, quartet, quintet e con la Jazz Convention (Bollani-Bosso-Partipilo-Petrella-Accardi). Ha suonato con David Liebman, Jessie Davis, Tim Warfield, Mal Waldron, John Hicks, Michelle Hendrix, Dick Hallagan, Greg Osby, Linda Wesley, Adrianne West, Robert Bonisolo, Renato Chicco, Andrea Pozza Rosario Giuliani, Gianni Basso, Franco Cerri, E. Rava, T.Ghiglioni, G.Coscia, Bruno Marini.

Tiene stages e seminari in Conservatori, scuole di muusica comunali e private.

Tra i riconoscimenti: Premio Massimo Urbani II classificato sez.contrabbasso, I concorso internazionale Viva il Jazz, concerto su Rai 1 con il trio di Dado Moroni.

Discografia:“Apaturia” Apaturia quintet (yvp) “Fast Flight” Fabrizio Bosso quintet (red record) “Look out tribute to Basso-Valdambrini” Schema sextet “Italian Jazz today”cd allegato a musica jazz gennaio 1996 “Top Jazz 2000” cd allegato a musica jazz gennaio 2001 “Up Up with the jazz convention” Jazz Convention (schema).

Giuseppe “Fratello Joseph” Bassi (Bari 1971) He studied at the Conservatory of Music N. Piccinni in Bari, graduating in music theory, he studied privately with bassists in jazz world renowned as Ray Brown, Dave Holland, Christian McBride. Bassi lived in New York city for about four years.

His concert career began in 1988, but starting from 1990 it became assiduous and constant. He performed in fact in 1991 in the prestigious and historic jazz club “Strange Fruit” in his town Bari. With Roberto Ottaviano, he began to frequent the most important stages of festivals and jazz clubs most representative of all Italy.

Giuseppe Bassi, has performed and recorded with some of the greatest jazz musicians in the world including: Lew Tabackin, Bill Mays, Don Friedman, Bobby Durham, John Hicks, Jed Levy, Joe Magnarelli, Helen Sung, Mark Soskin, Bill Goodwin, Billy Drummond, Greg Osby, John Hicks, Mal Waldron, David Liebman, George Garzone, Tony Scott, Harold Danko etc…

He has played and recorded with all the most important and representative jazz musicians in Italy: Enrico Pieranunzi, Dado Moroni, Francesco Cafiso, Roberto Gatto, Fabrizio Bosso, Stefano Bollani, Gianni Basso, Dino Piana, Franco Cerri, Maurizio Giammarco, Gegè Telesforo, Rosario Giuliani, Roberto Ottaviano etc…

His discography is conspicuous : as a leader he has ever recorded four recordings: “Apaturia” in 1995 (R. Ottaviano, F. Boltro, N. Morelli, M. Magliocchi), “We’ll be together again” in 2000 (D. Moroni, F. Bosso, D. Scannapieco, L. Tucci), “My love and I” in 2005 (N. Andrioli, F. Scarafile, M. Campanale), and 10 years later “Just You, Just me” in 2015 (Domenico Sanna).

With Apaturia, Giuseppe Bassi is present in the guide “Penguin” written by Richard Cook and Brian Morton. They rated the recording as “excellent and original in the international jazz scene” the highest artistic evaluation.

As a component of other groups, there are important records: “JAZZ AT PRAGUE CASTLE” with the quartet of Lew Tabackin, “REMEMBERING SHELLY” in two volumes with Roberto Gatto Quintet, “FAST FLIGHT” recording that launched Fabrizio Bosso, “LOOK OUT” with Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella, “Up Up with Jazz Convention” with Stefano Bollani.

Bassi is present in one of the last recordings of Gianni Basso “You are my everything” and the last record of Franco and Dino Piana “SEVEN” with an exceptional group composed by: Enrico Pieranunzi on piano, Roberto Gatto on drums, Franco Piana on flugelhorn, Dino Piana on trombone, Fabrizio Bosso on trumpet, Max Ionata on saxophone. Other recent work, for example “Jazz Convention”, a group of all-star Italian: Bosso, Partipilo, Accardi, Filippini, Bassi.

Bassi currently records and plays constantly in the new Gegè Telesforo group (NU JOY), the quartet of Max Ionata, in Roberto Gatto Quintet (Remembering Shelly), in the quartet of Lew Tabackin, in his italian jazz quartet with Enrico Pierannunzi, Maurizio Giammarco and Roberto Gatto, in Francesco Cafiso quintet.

Bassi is active as a composer and leader of several groups since 1996.

In his groups there are great musicians as: Dado Moroni and Roberto Gatto (Ray Brown Tribute), Fabrizio Bosso and Rosario Giuliani (Bosso – Bassi quintet), Roberto Ottaviano and Flavio Boltro (Apaturia), Helen Sung, and Sangoma Everett (Blues connotations), Enrico Pieranunzi, Maurizio Giammarco, Roberto Gatto (Italian Jazz Quintet)

He teached jazz bass in 2005 at the Conservatory of Cosenza, then for artistic reasons he moved to NYC for three years. Bassi, since 1996, teaches in the music school “The Pentagram” in Bari. Starting from 2000, Bassi is an assistant to the highly specialized courses for jazz singers in Spoleto. From 2013 he teaches also bass there.

alborejazz.com

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Tina Raymond – percussioni

“Throughout it all, Raymond displays ferocious chops and a remarkable sense of balance, supporting the overall group sound as much as she asserts her individual voice. In fact, her equipoise as a drummer is perhaps the most salient aspect of this disc, proving time and again that when it comes to left and right, it’s coordination – not separation – that produces the most satisfying results.” – Downbeat Editor’s Pick by Brian Zimmerman

“Tina Raymond is another strong female, a forward thinker and a change-maker. She isn’t afraid to express her revolutionary spirit on this compact disc of music. Her arrangements are powerful and expressive. Her artistry; undeniable… she is one of a few women throughout the country in a full-time faculty position in jazz. Even more importantly, she is an exceptional drummer. Every cut on this CD is an exclamation mark on the word excellent.” – Musical Memoirs by Dee Dee McNeil

“With loads of material you wouldn’t expect on a jazz trio date, Raymond shows why she’s rising to the top in LA due to eyes and ears approaching things being wide open. An auspicious debut from a cat with a 360 degree observational perspective that doesn’t fail her. Hot stuff.” – Midwest Record by Chris Spector

Tina Raymond’s highly praised debut CD Left Right Left is a musical journey through the American Progressive movement. Raymond conceived of the project in the aftermath of the 2016 presidential election. The frustration that she felt in the days that followed quickly turned into a desire to act, using her music as an expression of resistance.

Since moving to Los Angeles in 2008, Tina Raymond has been steadily building a reputation as an inventive, first-call drummer. She’s shared the stage with many jazz luminaries including Bobby Bradford, Bennie Maupin, Emil Richards, Art Lande, and Vinny Golia. She can be heard on several albums, including Cathlene Pineda’s “A Week’s Time,” Jon Armstrong’s “Burnt Hibiscus,” and “The Harold Trio,” also featuring Amy K Bormet and Biggi Vinkeloe.

She is currently a full-time professor of music at Los Angeles City College in Hollywood, CA, one of just a few women throughout the country who have a full-time faculty position in jazz. Besides being a mainstay on the Southern California jazz scene, she performs, adjudicates, and presents workshops worldwide at a variety of venues, festivals, and conventions.

Raymond attended California Institute of the Arts, studying African ewe music with Ghanaian chief Alfred Ladzekpo, and jazz drum set with Joe LaBarbera, Jeff Hamilton, and John Von Ohlen.

Raymond is endorsed by Sabian, Regal Tip, and Remo.

http://www.tinaraymond.com