Fuga da Via Pigafetta

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Fuga da Via Pigafetta
scritto da Paolo Hendel, Gioele Dix e Marco Vicari

con Paolo Hendel

e con Matilde Pietrangelo

scene e costumi Francesca Pedrotti
musiche originali Ranieri Sessa

regia Gioele Dix

Nel suo nuovo spettacolo Fuga da Via Pigafetta, Paolo Hendel torna all’originaria vocazione teatrale che lo ha reso celebre ai suoi esordi quando, con coraggiosa inventiva, parlava con la propria immagine sdoppiata dentro a un televisore. Quella stessa vena surreale, unita alla capacità di cogliere in anticipo il potenziale comico della tecnologia, viene messa ora al servizio di una commedia molto divertente e originale, ambientata in un’immaginaria Italia del futuro, scritta da Paolo Hendel con Marco Vicari e Gioele Dix, che ne firma la regia.

Un uomo vive da solo in un appartamento gestito totalmente da un sofisticato sistema operativo, che pianifica la sua esistenza e lo protegge dal mondo circostante. Le sue giornate sono punteggiate da continui ed esilaranti litigi con il computer, che gli fa da alter ego e pretende di conoscere i suoi bisogni meglio di lui. Polemico e nostalgico, l’uomo ha ridotto al minimo le proprie relazioni umane, convinto che l’unica forma di sopravvivenza sia l’isolamento.

Finchè nella sua vita irrompe Carlotta, sua figlia. L’incontro scatena un’imprevista altalena emotiva che lo costringerà, fra brucianti conflitti e inattese tenerezze, a ribaltare le proprie priorità. Il sogno di un lungo viaggio da fare insieme verso un pianeta lontano restituirà a entrambi, nel finale, il desiderio di scommettere sul proprio destino, senza risentimenti né paure.

Fuga da via Pigafetta nasce dall’idea di raccontare una storia ambientata in un futuro non apocalittico, coniuga felicemente l’ironia feroce sul degrado del presente con i toni appassionati di una commedia di sentimenti.

Racconta Paolo Hendel: “Abbiamo immaginato un futuro prossimo, il 2080, in cui la Terra è diventata invivibile a causa dell’inquinamento e dei conseguenti stravolgimenti climatici. Inizia la colonizzazione di Marte. Il tutto viene raccontato attraverso la vita di un padre e di sua figlia che, terminati gli studi, ha trovato lavoro sul Pianeta Rosso. Quando si dice “la fuga dei cervelli”!

Questo spettacolo si riallaccia a Via Antonio Pigafetta Navigatore, il mio spettacolo del 1981. Mi sembra che da allora le cose siano cambiate in peggio. Oggi c’è una grande sfiducia nel cambiamento e una irresistibile tentazione a prendere le scorciatoie illudendosi che “l’uomo forte” di turno possa risolvere sbrigativamente i problemi con i facili slogan e con la demagogia”.

In scena con la giovane attrice Matilde Pietrangelo, Paolo Hendel abbandona momentaneamente l’affabulazione libera in cui è maestro per dedicarsi con entusiasmo a un progetto comico e drammaturgico più articolato e complesso, guidato dalla regia di Gioele Dix.

“Quando con Marco Vicari ho cominciato a pensare a questo spettacolo – spiega Paolo Hendel – ci siamo posti subito il problema della regia. Ci voleva un bravo regista che avesse senso dell’umorismo, con cui potersi sentire in piena sintonia. Abbiamo raccontato la nostra idea a Gioele, che ho sempre apprezzato come attore e come comico e, più di recente, per le sue regie teatrali, e ci siamo capiti fin dal primo momento. Siamo andati avanti lavorando a tre sul testo e la messa in scena è stato un coronamento di questa bella intesa. Gioele Dix è un regista di grande sensibilità, attento e meticoloso ed è un meraviglioso compagno di giochi. La presenza in scena di una brava attrice, fresca e spontanea come Matilde Pietrangelo è un elemento fondamentale di arricchimento che dà vivacità allo spettacolo rafforzando il meccanismo comico tra padre e figlia.

Durata: un’ora e 20 minuti circa – senza intervallo

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NOTE DI REGIA di Gioele Dix

Il comico possiede un istinto speciale che gli permette di instaurare col pubblico una relazione diretta, quasi subliminale. Ma non sempre questa dote è sufficiente a teatro per essere credibili.

Ho messo a disposizione di Paolo, oltre alla mia esperienza di attore, che ci accomuna, anche quella di regista, che negli ultimi anni mi ha permesso di approfondire, con comici di diversa estrazione, le necessità della messa in scena. Un conto è lavorare a un monologo con chi è abituato a calcare il palcoscenico in solitudine, altro è proporsi per una narrazione con personaggi che interagiscono in un contesto.

Considero il talento di Paolo indiscutibile, è un comico intelligente, acuto, introspettivo e fanciullesco, travolgente, capace di far ridere fino alle lacrime. E non sono certo io a scoprirlo. Il nostro è stato un incontro molto felice, ci conoscevamo dai tempi di Mai dire gol, ma non avevamo mai collaborato. Siamo partiti da una sua folgorante idea e abbiamo scritto un testo completamente originale insieme a Marco Vicari, giovane autore che ha portato la vivacità e la prontezza di chi è cresciuto con un’idea di comicità contemporanea, riferita all’attualità.

In Fuga da via Pigafetta proviamo a raccontare come si vivrà fra sessant’anni, immaginandoci un futuro non apocalittico, o perlomeno non troppo, con problemi nuovi e guai antichissimi. Al protagonista, il signor Nestlé Monsanto Mitsubishi (in questo nostro futuro ognuno porterà un nome sponsorizzato), ne capiteranno di tutti i colori, soprattutto per colpa del suo carattere fumantino e controcorrente.

Hendel-Nestlè è stato un uomo che ha creduto molto nel progresso (era un biologo appassionato), ma ora vive da solo, chiuso in se stesso e in un appartamento gestito in domotico da Al, un computer configurato in modalità alter-ego, un po’ scassato e brontolone come lui, appunto. In questa pacifica routine, fatta di spassose discussioni con Al ed elucubrazioni sul mondo che va in rovina, irrompe la figlia Carlotta, che ha con lui un rapporto molto difficile, seppur affettuoso. Sarà la giovane pioniera Carlotta a sconvolgere le abitudini del protagonista con una proposta che gli cambierà per sempre la vita.

Fuga da Via Pigafetta è uno spettacolo molto divertente in cui si ride di proiezioni e previsioni sul futuro alimentare (si mangeranno cavallette, scorpioni e stracchino fatto con latte di pantegana a chilometro zero), sulle nuove frontiere della scienza (ogni casa sarà dotata di microserre per la coltivazione di organi umani di ricambio), sulle involuzioni della tecnologia (che arriverà a inventare lo smartphone sottocutaneo che si accende a schiaffi). E sul conto da pagare per colpa di certe follie del nostro presente: non ci sarà più acqua (ci si laverà solo con solventi chimici, con bizzarri effetti collaterali come i testicoli lampeggianti), ci si nutrirà di cibi prevalentemente sintetici, si partirà per colonizzare Marte (ma per renderla abitabile bisognerà “terraformarla”, ovvero renderla simile alla Terra ricreando anche sul pianeta rosso l’effetto serra).

Fuga da via Pigafetta rivela un Hendel diverso, inatteso, specie nelle pieghe “sentimentali” del rapporto con la figlia Carlotta, interpretata dalla giovanissima Matilde Pietrangelo.

E lo spettatore ritroverà anche l’Hendel delle origini, con quei guizzi surreali che l’hanno reso noto e speciale. Non è un caso che nel titolo rievochiamo il suo spettacolo di esordio (Via Antonio Pigafetta Navigatore, 1981) nel quale, con grande anticipo sui tempi, Paolo ironizzava sulle derive dell’ossessione per l’immagine e perciò si sdoppiava, dialogando e litigando con la propria immagine trasmessa da un monitor.

BIOGRAFIA di PAOLO HENDEL

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Espressione della più pungente satira della realtà sociale e politica del nostro paese, Paolo Hendel nasce a Firenze, dove si laurea in lettere. Inizia a scrivere monologhi comici per il teatro come Via Antonio Pigafetta, navigatore del 1981, che lo fanno conoscere al pubblico. Nel 1987 è ospite di Teletango all’interno della trasmissione Va pensiero e, nel 1988, I Martedì di Paolo Hendel, su Raitre.

Nel 1990 passa a TMC dove partecipa al programma Banane. Dal 1996 al 1998 e nel 2001 è ospite fisso della trasmissione Mai dire gol, creatura televisiva della Gialappa’s Band (che l’hanno voluto anche per il loro primo film, Tutti gli uomini del deficiente del 1999, per la regia di Paolo Costella), dove nasce il personaggio Carcarlo Pravettoni, parodia del più cinico e spietato uomo d’affari. Nel 1998/99 partecipa al programma Comici su Italia 1, mentre nel 2000 è nella trasmissione Rido in onda su Raidue. Da ottobre a dicembre 2007 conduce la trasmissione Second Italy di Comedy Central, in cui Paolo Hendel è il rispettato e temuto “Direttore” del programma di varietà pungente che porta sul satellite la satira di qualità. Nel 2009 è protagonista della fiction tv All Stars, in onda su Italia Uno, a fianco di Diego Abatantuono, Bebo Storti, Fabio De Luigi, Gigio Alberti, Antonio Cornacchione, Ambra Angiolini, per la regia di Massimo Martelli. Nel 2011 partecipa alla trasmissione di La7 Fratelli e Sorelle d’Italia, condotto da Veronica Pivetti e dedicato ai 150 anni dell’unità d’Italia. Il 2012 segna il ritorno in TV di Carcarlo Pravettoni: ogni settimana è ospite fisso della trasmissione L’ultima parola, condotta da Gianluigi Paragone e in onda su Rai Due e dal 2013 al 2015 della trasmissione La gabbia, sempre al fianco di Gianluigi Paragone, in onda in prima serata su La7.

Apprezzato per il suo talento surreale e travolgente, si fa conoscere anche nel mondo del cinema. I Giancattivi lo vogliono sul set del film A Ovest di paperino, poi prende parte a pellicole importanti: nel 1982 è sul set di La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani e, nel 1986, ha una parte in Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli. Nel 1988 è tra i protagonisti di Paura e Amore di Margaret Von Trotta e di Domani accadrà di Daniele Luchetti. Nel 1989 lavora a Cavalli si nasce di Sergio Staino e nel 1990 è tra i protagonisti di La settimana della Sfinge di Daniele Luchetti. Il grande pubblico impara a conoscere e apprezzare Hendel anche per le sue apparizioni nei film Il Ciclone e Il pesce innamorato del conterraneo Leonardo Pieraccioni (campioni d’incasso nella seconda metà degli anni ’90). Nel 2010, all’impegno teatrale si aggiunge quello cinematografico sul set di Amici miei… Come tutto ebbe inizio, il prequel del celebre film del 1975, accanto a Christian De Sica, Massimo Ghini, Giorgio Panariello, per la regia di Neri Parenti.

Particolarmente intensa è la sua attività teatrale: scrive e interpreta monologhi quali Caduta Libera (1990-92), Alla deriva (1992-94), Nebbia in Val Padana (1995-96), Il meglio di Paolo Hendel (1997-99), Occhio alla penna (1999-2001), W l’Italia! (2002-04), Non ho parole! (2005-06). Dal 2006 al 2008 è in scena con lo spettacolo Il bipede barcollante, scritto con Piero Metelli in collaborazione con Sergio Staino. Nel 2009 debutta Il tempo delle susine verdi, scritto da Paolo Hendel con Piero Metelli, uno spettacolo teatrale che sarà in scena per tutto il 2010. Per la stagione 2011-2012 è in scena con lo spettacolo teatrale, Molière a sua insaputa, di cui è autore con Leo Muscato. Nelle stagioni 2014-2015/2015-2016 è impegnato in Come truffare il prossimo e vivere felici, nei panni dell’alter-ego Carcarlo Pravettoni, scritto con Marco Vicari e Francesco Borgonovo e in parte tratto dall’omonimo libro edito Mondadori.

Nel 2017 debutta con un nuovo spettacolo teatrale Fuga da Via Pigafetta, scritto con Marco Vicari e Gioele Dix che ne firma anche la regia.

Paolo Hendel è autore di due libri: Ma culo è una parolaccia?, scritto con Piero Metelli nel 1998 (Zelig Editore) e il libro di Carcarlo Pravettoni Come truffare il prossimo e vivere felici (2014) scritto a 4 mani con Francesco Borgonovo per Mondadori.