“GIU’ LA MASCHERA/ La Grande Prosa al Teatro Massimo” di Cagliari – stagione 2014-15

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La Grande Prosa al Teatro Massimo
CAGLIARI / Stagione 2014/2015

GIU’ LA MASCHERA

Giù la maschera” è lo slogan che abbiamo scelto per accompagnarci nel percorso di questa stagione 2014-15 al Teatro Massimo di Cagliari, nell’ambito del XXXV Circuito Teatrale Regionale Sardo: il teatro come luogo della verità, in cui avviene lo smascheramento, lo svelamento. Menzogna e ipocrisia son diffusi e generalizzati nella vita quotidiana, spesso siamo portati a costruirci un’identità fittizia, mentre in scena, nella finzione, ci si può permettere il lusso di essere veri.

Nove titoli in cartellone da mercoledì 19 novembre fino ad aprile, tra cui immortali capolavori come il “Re Lear” di William Shakespeare interpretato da Michele Placido, alle prese con uno dei personaggi più complessi e affascinanti dell’opera shakespeariana, in una folgorante sintesi di umane fragilità e perversi meccanismi del potere – e l’“Enrico IV” di Luigi Pirandello, magnifico gioco di specchi tra identità e follia, con un inarrivabile Franco Branciaroli. Riflettori puntati su classici del Novecento come “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller nell’allestimento del Teatro dell’Elfo, con Elio De Capitani – che firma anche la regia – e sulla drammaturgia contemporanea, a partire dalla profonda riflessione sulla condizione dell’intellettuale moderno in “Prima del Silenzio” di Giuseppe Patroni Griffi, con uno strepitoso Leo Gullotta. Dalle inquietudini e incertezze del Terzo Millennio, prende forma “L’Origine del Mondo/ Ritratto di un interno” – fortunata e pluripremiata pièce di Lucia Calamaro che ritrae una costellazione familiare tra dialoghi filosofici e frammenti del quotidiano; e fa i conti direttamente con la storia (recente) del Belpaese “Novantadue/ Falcone e Borsellino, vent’anni dopo” di Claudio Fava, per una ricostruzione della lotta contro la mafia con attori come Filippo Dini e Max Mazzotta. Interprete e regista cult del nostro cinema, Sergio Rubini firma testo e regia de “La serata”, di cui sarà protagonista insieme a Fabrizio Bentivoglio: una raffinata indagine sull’amore e l’amicizia e i dilemmi della vita di coppia.

Ouverture in chiave teatral-musicale, con lo spettacolare “Beatles Submarine” del Teatro dell’Archivolto, rievocazione del mito dei Fab Four affidata al talento istrionico e un po’ stralunato di Neri Marcorè e della Banda Osiris; sul filo delle note e dei ricordi “Penso che un sogno così…” di e con Beppe Fiorello è una sorta di diario, privato e collettivo, da cui affiorano volti e vicende del secolo appena trascorso, insieme alle indimenticabili canzoni di Domenico Modugno.

Questo programma, al Teatro Massimo di Cagliari, per complessive 50 recite, si inserisce nell’attività del CTRS che, nella prossima stagione teatrale, tra novembre 2014 e aprile 2015, interesserà 17 località per un totale di 148 recite.

Il programma complessivo del CTRS comporta costi per un totale di 1 milione e 700mila euro, di cui 950mila per costi compagnie; 119mila per fitto teatri; 115mila per pubblicità; 250 mila per costi del personale, 86mila di oneri Siae, 150mila di spese generali e amministrative, 30mila di oneri finanziari. Le entrate sono costituite dagli incassi di botteghino, previsti in 630mila euro; e la differenza dovrebbe essere coperta dai contributi del MiBACT, della RAS e degli Enti Locali.

Consci di aver svolto con impegno e convinzione un ruolo importante nella diffusione della cultura teatrale in Sardegna, coinvolgendo diciassette località e sollecitando una domanda ormai consolidata (oltre 90mila presenze a stagione – di cui 33mila a Cagliari), riteniamo che l’attività del CTRS debba essere protetta e difesa come “patrimonio comune” attraverso una più convinta partecipazione degli Enti Locali e un opportuno adeguamento delle regole regionali al progetto di riforma del MiBACT.

In particolare, va sottolineato che il MiBACT richiede una programmazione triennale con un minimo di 160 recite. Purtroppo, i tagli lineari subiti in questi ultimi anni ci hanno costretto ad una riduzione progressiva del numero di recite. Pertanto, anche a causa dei limiti imposti dall’insularità e del ridotto numero di abitanti, il CTRS corre il rischio di non raggiungere i parametri minimi necessari per ottenere il contributo ministeriale.

GLI SPETTACOLI

Beatles Submarine 6 ph Bepi Caroli

A dare il la a “La Grande Prosa al Teatro Massimo”/ “Giù la Maschera” – da mercoledì 19 a domenica 23 novembre 2014 – sarà un ideale viaggio nelle atmosfere della Swinging London nei mitici Sixties con lo stravagante “Beatles Submarine”: lo spettacolo concerto del Teatro dell’Archivolto, con testo e regia di Giorgio Gallione, intreccia aneddoti e canzoni, i racconti surreali di John Lennon e i versi di Paul McCartney, le avanguardie pop e le filastrocche di Lewis Carroll con la psichedelia.

La leggenda dei Fab Four e l’inesauribile beatlesmania rivivono sul palcoscenico, in un coinvolgente divertissement in cui le doti canore e affabulatrici di Neri Marcorè s’intrecciano alle stravaganze dei quattro maestri della Banda Osiris – Sandro Berti (mandolino, violino, trombone), Gianluigi Carlone (voce, sax), Roberto Carlone (trombone, pianoforte), Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba) – per riscoprire il senso di una profonda rivoluzione culturale che sognava di vedere finalmente la fantasia al potere.

Riecheggiano le note della colonna sonora di un’epoca – e di più di una generazione – e scorrono le sequenze di “Yellow Submarine”, il celebre film di George Dunning: tra allucinazioni lisergiche e ideali, giovanile intransigenza e irruenza, si snoda il “Magical Mystery Tour”, un percorso nella musica e nella storia di una delle band più amate di tutti i tempi.

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La stagione di prosa del CeDAC al Teatro Massimo di Cagliari proseguirà con un appuntamento importante: dal 10 al 14 dicembre 2014 sarà in scena “Re Lear” di William Shakespeare nell’allestimento di Goldenart Production, in collaborazione con Ghione Produzioni e con l’Estate Teatrale Veronese, per la regia di Michele Placido e Francesco Manetti.

Il capolavoro del Bardo inglese indaga il senso dell’esistenza, il conflitto tra l’amore e il dovere, il potere e l’umana fragilità, e l’eterna lotta tra il bene il male: protagonista sulla scena, Placido incarna il sovrano che sceglie di abdicare, rinunciando al trono, per ritornare alla condizione di uomo tra gli uomini, e finalmente «gattonare verso la morte», circondato dall’affetto delle figlie diventate regine. Lusingato dall’ipocrisia cortigiana di Regana e Gonerilla e indignato per la sincerità della prediletta Cordelia, Lear spartisce il suo regno tra le maggiori ed esilia la più giovane; un’azione sconsiderata, che lascia il vecchio in balìa di due donne calcolatrici e ambiziose, mentre dalla Francia arriva la minaccia di una guerra per riportare Cordelia sul trono. La duplice trama – con la parallela vicenda del conte di Gloucester e dei suoi due figli – culmina, come è noto, in tragedia: la mente di Lear, privato dell’autorità e tradito negli affetti, scivola nella follia, con l’unico sollievo di poter riabbracciare la figlia perduta prima della fine.

Nel cast – oltre a Michele Placido – spiccano i nomi di Gigi Angelillo e di Francesco Bonomo, Federica Vincenti e Francesco Biscione, accanto a Giulio Forges Davanzati, Peppe Bisogno, Brenno Placido, Alessandro Parise, Marta Nuti, Maria Chiara Augenti, Mauro Racanati, Bernardo Bruno, Gerardo D’Angelo. Le scene sono di Carmelo Giammello, i costumi di Daniele Gelsi e le musiche originali di Luca D’Alberto.

Franco Branciaroli 3 big

Sarà poi la volta – dal 14 al 18 gennaio 2015 – dell’ “Enrico IV” di Luigi Pirandello, nella mise en scène del Teatro de Gli Incamminati e CTB Teatro Stabile di Brescia, con la regia di Franco Branciaroli, anche protagonista sotto i riflettori, accanto a Melania Giglio, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti, Tommaso Cardarelli, Valentina Violo e Daniele Griggio (completano il cast Sebastiano Bottari, Andrea Carabelli, Pierpaolo D’Alessandro, Mattia Sartoni). Scene e costumi portano la firma di Margherita Palli e il disegno luci è di Gigi Saccomandi.

Fulcro del dramma è il tema della follia: imprigionato per una crudele beffa del destino nei panni dell’imperatore tedesco, il protagonista ha consumato la sua giovinezza in quella stravagante fissazione, mentre la vita intorno a lui ha continuato il suo corso, finché un subitaneo risveglio lo ha riportato alla realtà. La coscienza del tempo irrimediabilmente perduto lo induce a recitare la sua pazzia, mantenendo intorno a sé quella finzione, di cui ora è cosciente, finché un singolare esperimento terapeutico lo mette di fronte alla donna amata e al rivale – quali erano e quali sono diventati – in un gioco di specchi che misura la distanza tra passato e presente.

I misteri della mente – e della malattia – si misurano con il giudizio delle società: il folle è un irresponsabile, e dunque pericoloso, ma gode di una libertà che è negata ai sani, costretti a vivere la propria esistenza dietro la maschera imposta dalle convenzioni e dell’educazione, celando i propri sentimenti, senza mai mostrare il proprio vero volto.

calamaro

Riflettori puntati – dal 28 gennaio al 1 febbraio 2015 – su “L’Origine del Mondo/ ritratto di un interno”: vincitore di tre Premi Ubu, tra cui quello per la ricerca drammaturgica, lo spettacolo scritto e diretto da Lucia Calamaro e interpretato da Daria Deflorian, Federica Santoro e Daniela Piperno racconta un rapporto madre-figlia, intorno a cui ruota una costellazione familiare, in un paesaggio domestico che assume tratti surreali e quasi iperrealisti. Dramma moderno in tre atti con titoli fortemente evocativi, come “Donna melanconica al frigorifero” e “Certe domeniche in pigiama” e infine “Il silenzio dell’analista”, “L’Origine del Mondo” – produzione 369 gradi e PAV/ Diagonale artistica – fotografa la frammentarietà dell’esistenza, la solitudine inevitabile anche in mezzo agli altri, le piccole e grandi nevrosi del quotidiano.

La sfera degli affetti e i paesaggi interiori affiorano da un dialogo (in)interrotto, in cui l’apparente semplicità mette in luce le contraddizioni dell’essere; la definizione graduale dei ruoli, il reciproco riconoscimento e la ridefinizione dei confini avvengono in una sorta di sospensione del tempo, che mette insieme il ritmo naturale di una conversazione e l’istante infinito di un pensiero.

I riti di una convivenza – nello spazio abitato dagli elettrodomestici – si ripetono senza soluzione di continuità, nel fluire delle ore e dei giorni, in una sorta di (auto)biografia distillata per rapide illuminazioni, in un alternarsi di delusioni e consolazioni, con tutto il dolce e l’amaro della vita.

Prima del Silenzio - LeoGullotta 2

Spazio poi – dal 4 all’8 febbraio 2015 – a “Prima del Silenzio” di Giuseppe Patroni Griffi, produzione del Teatro Eliseo che vede protagonista, in un’intensa e convincente prova d’attore, un artista come Leo Gullotta accanto a Eugenio Franceschini, e alle apparizioni di Sergio Mascherpa, Andrea Giuliano e quella speciale di Paola Gassman, in un allestimento multimediale, impreziosito dai video di Luca Scarzella e dalle musiche di Germano Mazzocchetti, per la regia di Fabio Grossi.

La pièce – scritta per Romolo Valli nel 1979 – indaga la condizione dell’intellettuale contemporaneo, davanti al dilemma della scrittura e specialmente della poesia: una crisi personale e creativa che fa affiorare i fantasmi del passato, figure simboliche come quella della moglie, che rappresenta la famiglia, un’entità divoratrice e vagamente ricattatoria; e il figlio, che incarna il modello di una élite sociale e culturale, e le aspirazioni, i comportamenti, le vanità della piccola borghesia. La realtà trasfigurata nell’incubo coinvolge perfino il cameriere, in cui si ravvisano i tratti impositivi e coercitivi del dovere, gli obblighi e l’assillo del senso di colpa.

L’ispirazione trae forza e nutrimento dall’unica nota positiva nel presente, il rapporto con un ragazzo che fuga le ombre del passato, parentesi positiva in un’esistenza travagliata in cui il peso delle convenzioni soffoca il respiro dell’artista; prima della fine, nell’ora dell’inevitabile tramonto, il protagonista ritrova il legame antico con la parola, e riscopre l’amore e il senso della poesia.

CINEMA: MI RIFACCIO VIVO (I refer alive )

Il senso della vita e l’imprevedibilità del cuore sono al centro de “La serata”, inedita pièce teatrale scritta e diretta da Sergio Rubini e prodotta da Nuovo Teatro, in cartellone dal 18 al 22 febbraio 2015: nel cast, oltre allo stesso Rubini, anche Fabrizio Bentivoglio, alle prese con la trama sottile degli affetti, per una riflessione sui legami d’amore e d’amicizia. L’elegante attico con vista sulla capitale di una coppia di “intellettuali di sinistra” diventa scenario di una guerra di parole, in cui si scontrano opposte visioni del mondo e affiorano tensioni nascoste e conflitti interiori: una visita inattesa cambia il corso degli eventi, un’amica irrompe con il suo dramma personale, in cerca di conforto e attenzione. Un tradimento coniugale e quel che ne consegue innescano una discussione infinita sui fondamenti di una relazione, sul valore della fedeltà e l’importanza del rispetto reciproco ma anche sul fragile equilibrio dei sentimenti nella prova della convivenza, tra le piccole difficoltà e la noia della routine quotidiana. Il veleno del dubbio s’insinua, spezza l’idillio dei due eterni fidanzati convinti che basti la passione per giustificare lo stare insieme mentre ci si interroga sulle responsabilità e i sensi di colpa, fino alle prime luci dell’alba.

La dialettica dei sentimenti, le convenzioni sociali ma anche la gestione della casa, dei figli e del denaro affiorano tra confessioni e lacrime, progetti e aspettative di futuro, e alla fine di una notte bianca arriverà, per tutti i personaggi, il momento dei bilanci e delle scelte, non senza sorprese.

Giuseppe Fiorello

S’intitola “Penso che un sogno così…” lo spettacolo scritto (con Vittorio Moroni) e interpretato da Giuseppe Fiorello, in cartellone per “La Grande Prosa al Teatro Massimo” di Cagliari dal 4 all’8 marzo 2015: un viaggio nell’Italia e nella Sicilia del secondo Novecento, tra i ricordi d’infanzia e il fascino delle canzoni di Domenico Modugno, che hanno disegnato la colonna sonora di un’epoca. Una sorta di diario privato, con le impressioni e le sensazioni di un bambino, poi adolescente e giovane uomo del Sud, tra sogni e speranze, buffi incontri, storie divertenti e amare, e incredibili avventure che affiorano dalla memoria, in una sinfonia di volti e voci, colori e suoni. Un vivido affresco di un mondo in parte perduto, cancellato dalla modernità, e dalla “globalizzazione”, per un ritorno alle radici della propria cultura, all’ingenuità e alla meraviglia dell’età dell’innocenza.

La narrazione segue il filo dei pensieri e delle emozioni, s’intreccia alle musiche eseguite dal vivo da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma e agli inserti video di Cristina Redini: lo spettacolo prodotto dal Nuovo Teatro di Marco Balsamo e IBLA Film e diretto da Giorgio Gallione (le scene sono di Patrizia Bocconi e il disegno luci di Alberto Negri) è un personalissimo amarcord, e insieme un ritratto del Belpaese attraverso lo sguardo di un ragazzo con l’arte nel cuore.

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La ricerca della verità – implicita in quel “Giù la maschera” che è titolo e tema della Stagione 2014-15 – riaffiora prepotentemente con “Novantadue – Falcone e Borsellino, vent’anni dopo” di Claudio Fava, al Teatro Massimo di Cagliari dal 18 al 22 marzo 2015: la pièce riprende il filo della storia da quei giorni di isolamento forzato sull’Isola de L’Asinara, durante i quali i due magistrati completarono l’atto d’accusa per il maxi processo contro la mafia. Un momento cruciale per la lotta contro la criminalità organizzata, che avrebbe reagito con violenza alla fine dell’impunità: è il preludio alla stagione cruenta delle bombe, le stragi di Capaci e di via d’Amelio, le minacce e gli omicidi di uomini politici, gli attentati a Firenze e a Milano e quello – fallito – allo Stadio Olimpico di Roma. Cronache di una guerra annunciata che sfocia nella trattativa stato-mafia, al centro di indagini e processi: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono tra le vittime di quell’attacco al cuore dello stato, silenziosi eroi ispirati a un profondo senso del proprio dovere, coraggiosamente impegnati fino all’ultimo in una battaglia per la giustizia e la legalità.

Nato in occasione dell’anniversario delle stragi, lo spettacolo di BAM Teatro ritorna in scena in un nuovo allestimento, con attori come Filippo Dini (Premio Hystrio Anct 2014) e Max Mazzotta (Enrico Fiabeschi in “Paz!”) diretti da Marcello Cotugno: i due giudici – in un’immaginaria dimensione fuori dal tempo – diventano testimoni della storia, accanto a un mafioso e a un consigliere istruttore, figura ambigua legata a un’idea opaca di giustizia sottomessa ai poteri forti.

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Chiuderà in bellezza il cartellone de “La Grande Prosa al teatro Massimo” di Cagliari – dal 22 al 26 aprile 2015 – uno dei capisaldi della drammaturgia del Novecento, “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller nel bell’allestimento del Teatro dell’Elfo, con la regia di Elio De Capitani, anche protagonista sulla scena con Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Federico Vanni, Andrea Germani, Gabriele Calindri, Alice Redini, Vincenzo Zampa, Marta Pizzigallo. Una tragedia americana che riflette il fallimento del “sogno”: il protagonista, Willy Loman, dopo aver inseguito per tutta la vita il miraggio del successo, traccia l’amaro bilancio di quel che gli resta.Tra delusioni e rinunce, tra le ambizioni e le speranze riposte nei figli, e l’ingannevole immagine di se stesso, cede ad un ultimo sussulto d’orgoglio che gli impedisce di cambiare lavoro, precipitandolo nell’inevitabile sconfitta.

Fotografia di una società soggiogata dal mito del denaro, dai simboli del benessere, dalle regole del consumismo sfrenato – l’America di ieri come l’Italia di oggi – “Morte di un commesso viaggiatore” mette in luce il dramma di un uomo costretto a fare conti con le proprie menzogne e i propri errori, senza più una via di fuga dalla realtà. La mente di Willy si perde, divaga, confonde verità e invenzione, la sua idea del mondo si scontra con i fatti ineludibili, la consapevolezza della sua situazione si fa via via più acuta e amara; ma gli manca il coraggio, e la forza, di confessare il proprio fallimento proprio a coloro – la moglie e i figli – che meglio potrebbero e forse vorrebbero comprendere tanto da perdonargli assenze, tradimenti, bugie; non gli resta che rinchiudersi nel silenzio assordante della sua solitudine.

INCONTRI CON GLI ARTISTI

I protagonisti de “La Grande Prosa al Teatro Massimo”/ Giù la Maschera” incontreranno il pubblico per “Oltre il Sipario/ gli attori raccontano”, il ciclo di appuntamenti in programma tra la MEM/ Mediateca del Mediterraneo e il Cinema Odissea di Cagliari che, in occasione degli spettacoli, porta il dibattito sui temi trattati – e quindi metaforicamente l’azione teatrale – in varie location cittadine, con il coinvolgimento di appassionati e curiosi.

SCHERMI & SIPARI – il teatro incontra la decima musa

A corollario della stagione di prosa del CeDAC al Teatro Massimo di Cagliari, si rinnova l’appuntamento con la rassegna “Schermi & Sipari” al Cinema Odissea di Cagliari organizzata in collaborazione con la cooperativa Spazio 2001: cinque film “a tema” – dallo psichedelico “Yellow Submarine” di George Dunning, musical d’animazione dedicato ai Fab Four, allo storico “Re Lear” di Peter Brook; dall’ “Enrico IV” di Marco Bellocchio, a “Giovanni Falcone” di Giuseppe Ferrara alla trasposizione cinematografica de “Morte di un commesso viaggiatore” firmata da Volker Schlöndorff.

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La stagione 2014-15 de “La Grande Prosa al Teatro Massimo”/ Giù la Maschera” è organizzata dal CeDAC, nell’ambito del XXXV Circuito Teatrale Regionale Sardo, con il contributo e il patrocinio del MiBACT/ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e dell’Assessorato del turismo, artigianato e commercio della Regione Autonoma della Sardegna, dell’Assessorato alla Cultura, Pubblica Istruzione, Sport, Spettacolo e Politiche Giovanili del Comune di Cagliari. “La Grande Prosa al Teatro Massimo” è sostenuta inoltre dalla Fondazione Banco di Sardegna, con il prezioso apporto di Sardinia Ferries – che ospita gli artisti in viaggio da e per l’Isola.

PARTNER

La Grande Prosa al Teatro Massimo”/ Giù la Maschera” – stagione 2014-15 si avvale di preziose sinergie e collaborazioni come quella con Spazio 2001 per la rassegna e gli incontri al Cinema Odissea di Cagliari, con la MEM/ Mediateca del Mediterraneo sempre per “Oltre la scena”. Si rinnova anche la convenzione con l’ERSU, con riduzioni speciali per gli studenti universitari, oltre agli abbonamenti speciali per le scuole. Infine la sinergia con l’Istituto per ciechi “Maurizio Falqui”che ha l’obbiettivo di rendere il nostro servizio culturale più accessibile anche per i non vedenti riservando loro sconti particolari, ma sopratutto realizzando una piccola brochure del programma teatrale tradotto in Braille e un’applicazione audio per pc e smartphone oltre al fatto che riserveremo sconti particolari per i ciechi.

per l’Ufficio Stampa del CeDAC/ Sardegna:
Anna Brotzu – cell. 328.6923069
cedac.uffstampa@gmail.com

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