“Hamlet Travestie” in tournée

CeDAC
XXXV Circuito Teatrale Regionale Sardo
Stagione di Prosa 2014/2015
GIU’ LA MASCHERA!

Punta Corsara e 369gradi

Hamlet Travestie

da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare

di Emanuele Valenti e Gianni Vastarella

martedì 10 marzo 2015 – ore 21.00                             – ARZACHENA / Auditorium Comunale

mercoledì 11 e giovedì 12 marzo 2015 – ore 21.00  –      SASSARI / Teatro Comunale

venerdì 13 marzo 2015 – ore 21.00                                 MACOMER / Teatro Costantino

Sbarca nell’Isola – sotto le insegne del CeDAC, nell’ambito del XXXV  Circuito Teatrale Regionale Sardo – l’affascinante e originale “Hamlet Travestie/ da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare” di Punta Corsara e 369gradi: la pièce che intreccia il dramma elisabettiano e il burlesque al teatro popolare napoletano debutterà – in prima regionale  – DOMANI (martedì 10 marzo alle 21 all’Auditorium Comunale di Arzachena, per approdare mercoledì 11 e giovedì 12 marzo alle 21 al Teatro Comunale di Sassari e infine venerdì 13 marzo alle 21 sarà in scena al Teatro Costantino di Macomer.

Il dilemma di Amleto, principe di Danimarca, reso immortale dal genio shakespeariano, rivive nell’intrigante mise en scène firmata da Emanuele Valenti (che cura anche la regia) e Gianni Vastarella, anche protagonisti sotto i riflettori insieme a Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Carmine Paternoster e Valeria Pollice: dall’ironica parodia di John Poole, artefice ai primi dell’Ottocento di un celebre e fortunato “Hamlet Travestie”, al vivace affresco del “Don Fausto” di Antonio Petito, tra la quotidiana lotta per la sopravvivenza e gli incubi, i dubbi e le paure di un “figlio senza padre”, preludio a «un’improbabile tragedia redentiva… in una famiglia fuori di sesto».

COMUNICATO del 09.03.2015

Cronache del quotidiano e inquietudini di un “figlio senza padre” per “Hamlet Travestie/ da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare” di Emanuele Valenti (che firma anche la regia) e Gianni Vastarella in cartellone (in prima regionale) DOMANI (martedì 10 marzo) alle 21 all’Auditorium Comunale di Arzachena, poi  mercoledì 11 e giovedì 12 marzo alle 21 al Teatro Comunale di Sassari e infine venerdì 13 marzo alle 21  al Teatro Costantino di Macomer nell’ambito del XXXV  Circuito Teatrale Regionale Sardo organizzato da CeDAC (con lo slogan “Giù la Maschera!”).

Il dramma di Amleto, Principe di Danimarca, rivive sulla scena nell’intrigante spettacolo di Punta Corsara e 369gradi, in cui le parole ispirate e visionarie del capolavoro del Bardo s’intrecciano alla parodia della tragedia scritta  nello stile irridente del burlesque settecentesco dell’inglese John Poole e alle suggestioni partenopee di un ritratto di famiglia tracciato da Antonio Petito, grande attore e drammaturgo napoletano nel suo “Don Fausto”.

Una felice mescolanza di temi e di accenti, per una pièce originale che mette al centro sull’universale dilemma fra pensiero e azione, fra le consolazioni e la solitudine della filosofia e la concreta lotta per l’affermazione della propria personalità (e dei propri diritti) che affronta chi si getta nella mischia – specchio dell’inquietudine adolescenziale, dei sogni e delle ambizioni di un giovane uomo che fatica a diventare adulto, in b ilico tra l’ozio e il ritiro dello scienziato e l’attraente ma pericolosa giostra delle umane passioni.

L’ambiguità delle visioni, al confine tra verità e immaginazione, tra follia e realtà – già sottesa nella tragedia elisabettiana – e la caratteristica malinconia del Principe fanno di Amleto un personaggio enigmatico e complesso, su cui si sono ampiamente esercitate l’arte e la psicanalisi, nel tentativo di scandagliare l’animo dell’erede al trono spodestato dallo zio, immerso in un conflitto edipico, tra proiezioni della figura paterna e il mistero di un (possibile) fratricidio.

 

Nella mise en scène di  Punta Corsara e 369gradi la trama si complica, e insieme si semplifica, riannodandosi ai temi e alla dimensione più prosaica del quotidiano: il registro alto dell’opera shakespeariana, che si contamina nel gioco metateatrale dell’incontro con i comici invitati a corte, giunge all’estremo della farsa nella giocosa trasposizione di Poole, per poi approdare alla dimensione quasi naturalistica del teatro popolare napoletano, di cui Antonio Petito, straordinario Pulcinella, è stato uno dei più apprezzati maestri.

 

Sotto i riflettori – in questo raffinato e coinvolgente “Hamlet Travestie”, che prende le mosse proprio dal famoso burlesque di Poole per confrontarsi con uno dei capolavori della storia del teatro, e con il personaggio ricco di luci e ombre divenuto quasi un emblema del dubbio, ricercano le tracce fra le trame del teatro come nella contemporaneità – un’affiatata compagnia di giovani e bravi attori, formata da Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Carmine Paternoster, Valeria Pollice e gli stessi Emanuele Valenti e Gianni Vastarella.  Il disegno luci è di Giuseppe Di Lorenzo e l’invenzione dello spazio scenico è strettamente legata alle scelte registiche di Emanuele Valenti, per un’ambientazione che possa render conto delle diverse situazioni e temperature emotive.

 

Ritratto di famiglia (partenopea) tra la guerra per la sopravvivenza, tra le mille piccole e grandi questioni e preoccupazioni del quotidiano – la casa, i debiti, le difficoltà del lavoro e il futuro dei figli, “Hamlet Travestie” racconta la normalità della vita e insieme l’isolamento di quel ragazzo forse geniale e ipersensibile, forse solo scontroso e introverso, che si nutre di sogni, imprigionato fra desiderio di riscatto e paura, alla ricerca di un suo destino, del suo posto sulla ribalta del mondo.

Il sole e la vivacità di una Napoli di oggi – e di ieri – fanno pendant alle evocate ombre dell’antica corte danese, in un gioco di contrasti che offre allo spettatore la chiave per i diversi livelli di lettura, e le infinite possibili interpretazioni di un dramma che sembra acuirsi in un terribile, silenzioso crescendo, fino all’improbabile catarsi, in un sottile equilibrismo fra legami di sangue e ambizione,  tenerezza e rabbia, orgoglio e paura.

 

“Hamlet Travestie” –tra variazioni  e contaminazioni – mette in risalto, ancora una volta, l’immortalità e universalità dei classici, e la capacità del grande drammaturgo inglese di indagare e svelare i segreti della mente e del cuore umano, al di là del bene e del male e di qual si voglia giudizio – o pregiudizio morale; e restituisce, attraverso la leggerezza e l’ironia dolceamara della commedia, la forza evocativa di un teatro che sa farsi specchio della realtà. Un itinerario attraverso i secoli e i generi, un excursus nella storia del teatro che unisce idealmente il Cinquecento all’Ottocento – passando per l’età della Restaurazione inglese per scoprire – ancora una volta – un Amleto nostro contemporaneo.

 

CONTATTI: per l’Ufficio Stampa del CeDAC/ Sardegna:

Anna Brotzu – cell. 328.6923069 –  cedac.uffstampa@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

INFO & PREZZI

 

 

ARZACHENA

Biglietti

Posto unico: intero €14– ridotto €11

info: tel:328 6996706 – aliver94@gmail.com – gianpiero@cinemaolbia.it

www.cedacsardegna.it

 

 

 

 

SASSARI

Biglietti:
platea  primi posti: intero €18 – ridotto €15

platea secondi posti e galleria: intero €15 – ridotto €13

 

info: cell. 3391560328 – circuitoteatralesardo@gmail.com

www.cedacsardegna.it

 

 

 

 

MACOMER

Biglietti:

primi posti: intero €15 – ridotto €13

secondi posti: intero €13 – ridotto €10

studenti € 5

 

INFO: cell. 3478777538 – www.cedacsardegna.it

Punta Corsara e 369gradi

Hamlet Travestie

da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare

di Emanuele Valenti e Gianni Vastarella

 

con

Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Carmine Paternoster,
Valeria Pollice, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella

 

dramaturg Marina Dammacco

disegno luci Giuseppe Di Lorenzo

collaborazione artistica Mirko Calemme

 

regia e spazio scenico Emanuele Valenti

 

in coproduzione con Fondazione Pier Lombardo / Teatro Franco Parenti

e con il sostegno di Armunia /Inequilibrio Festival, Fuori Luogo – La Spezia, Olinda

 

Lo spettacolo

A partire da “Hamlet Travestie”, riscrittura burlesque settecentesca di John Poole, passando per “Don Fausto” di Antonio Petito, immaginiamo una famiglia napoletana a noi contemporanea, i Barilotto, in un quadro di sopravvivenza quotidiana: il lavoro, la casa, i debiti, i figli. Ognuno vincolato al legame con l’altro, in una stasi violenta in nome dell’unità. Dissociato, se ne sta Amleto, il figlio senza padre, ad alimentare un conflitto di dubbi e paure. Intorno a lui, la vicenda shakespeariana diventa il canovaccio di un’improbabile tragedia redentiva, una fallimentare distribuzione di ruoli e di pesi, in una famiglia fuori di sesto.

 

Punta Corsara è stata ospite, con il primo studio di Hamlet Travestie, di Tfaddal, il progetto con cui il Teatro Franco Parenti ha festeggiato i 40 anni dalla prima rappresentazione dell’Ambleto di Testori, nel gennaio del 1973, chiedendo a tredici giovani compagnie, allora non nate, di presentare un breve studio sull’Amleto, nella totale libertà di reinventare il testo shakespeariano.

 

rassegna  stampa:

…Fra le operazioni più riuscite, da quanto ho visto, c’è il trascinante Hamlet travestie allestito da Emanuele Valenti con la compagnia Punta Corsara di Scampia: una folgorante contaminazione tra una parodia settecentesca di John Poole e il Don Fausto di Antonio Petito…

Renato Palazzi_Il Sole24Ore

 

Tra i vari omaggi, ci hanno colpito i trenta minuti, serrati e densi, realizzati da Punta Corsara, a confermare lo stile di questa giovane compagnia che, rifacendosi alla tradizione napoletana, ne reinterpreta lo stile, immettendovi contenuti attuali.

…Un miscuglio farsesco amaro e divertente che rimanda ad Eduardo, alla classica Sceneggiata ma che, ed è quel che più conta, non tradisce minimamente le suggestioni che il testo originale riverbera.

Mario Bianchi_KLP

 

La compagnia

Punta Corsara nasce a Napoli nel 2007 con la direzione artistica di Marco Martinelli, come progetto speciale presso il Teatro Auditorium di Scampia, con la volontà di attivare percorsi artistici per il quartiere e per la città, coinvolgendo adulti e adolescenti.

Premio Speciale Ubu, premio Hystrio–Altre Muse e Premio Ubu Nuovo Attore under 30, dal 2010 la guida del progetto è stata affidata a Emanuele Valenti e Marina Dammacco. Attualmente la compagnia, formata da giovani attori, organizzatori e tecnici, ha al suo attivo gli spettacoli “Petitoblok il baraccone della morte ciarlatana”, “Il signor di Pourceaugnac”, farsa minore da Molière e “Il Convegno”.

I maestri

 

Tra i più grandi drammaturghi di tutti i tempi, William Shakespeare nacque a Stratford-upon-Avon, nel 1564; appena diciottenne, nel 1582, sposò Anne Hathaway, da cui ebbe  tre figli, Susanna e i gemelli Judith e Hamnet (morto prematuramente all’età di undici anni).

Iniziò la sua carriera teatrale a Londra, dove nel 1592 era già noto come attore e collaboratore alla stesura di copioni per il teatro pubblico. Autore di capolavori – da “Riccardo III” a “Tito Andronico”, dal “Sogno di una notte di mezza estate” a “Il mercante di Venezia”, da “Amleto” a “Giulio Cesare”, “Otello”, “Re Lear”, “Macbeth” e “La tempesta”, e figura di spicco nell’Inghilterra elisabettiana, Shakespeare ha saputo magistralmente indagare il mistero della natura umana. Nelle sue opere è presente il respiro dell’immortalità.

 

 

Il drammaturgo inglese John Poole (1786–1872), è stato uno dei primi e più apprezzati autori del genere comico e della farsa tra Settecento e Ottocento. Tra le sue opere spicca “Paul Pry”, considerata una delle sue pièce più importanti, mentre “Hamlet Travestie”, rappresentato in forma di burlesque, è la prima parodia shakespeariana dall’età della Restaurazione.

 

 

Attore e drammaturgo, Antonio Petito (Napoli, 1822-1876) fu un celebre Pulcinella, uno dei più apprezzati interpreti della maschera partenopea. Figlio di un altro celebre Pulcinella, Salvatore Petito, e di donna Peppa, impresaria di un baraccone in cui si rappresentavano spettacoli di teatro popolare, Antonio ricevette il battesimo teatrale al Teatro San Carlino di Napoli (dove iniziò e si concluse drammaticamente la sua brillante carriera). Amato dalla gente del popolo e dall’aristocrazia, Petito fu anche drammaturgo e la sua opera venne riscoperta per merito di Raffaele Viviani che, nel 1941, mise in scena “So’ muoto e m’hanno fatto turna a nascere” con il titolo “Siamo Tutti Fratelli”.