Honour

di Joanna Murray-Smith

traduzione Masolino d’Amico

Fama Fantasma Produzioni Teatrali
Asti Teatro 30

con
Paola Pitagora e Roberto Alpi

e con
Viola Graziosi, Evita Ciri

idea scenica Franco Però
costumi Mariolina Bono
musiche Antonio Di Pofi
luci Marco Alfieri
foto di scena Pasquale Mingo

regia
Franco Però

Fino a quale punto l’amore può prevalere?

Cosa succede quando un confortevole e pluridecennale matrimonio di classe media all’improvviso si frantuma? Quando valori e responsabilità condivise non possono più convivere? Quando si presenta la possibilità di rinnovare la propria vita, ma a spese della felicità e della sicurezza di qualcun altro? E qual è l’impatto di tutto ciò sul resto della famiglia? Murray Smith, con il suo stile essenziale e immediato arriva dritta in punta di penna al cuore di tali dinamiche, mettendo alla prova la nostra concezione di “dignità” e di senso della “convenienza”. Il testo, costruito in forma di frammenti, si snoda lungo questo sentiero emotivo con un’inevitabilità che avvince, fino ad arrivare ad un finale nient’affatto scontato.

George, giornalista e critico letterario, famoso e molto influente; Honour, sua moglie, già brava scrittrice; Claudia, giovane intervistatrice, molto determinata, con mire letterarie; Sophie, fragile figlia della coppia, studentessa universitaria.

Una famiglia importante dell’establishment intellettuale, dove i ruoli della coppia sono ben definiti con soddisfazione ( reale? apparente?) di entrambi i partners.

Ma poi piomba, meteora inaspettata, questa giovane a intervistare Lui, l’intellettuale famoso. E l’ingranaggio, in apparenza perfettamente oliato del ménage familiare, comincia ad incepparsi.

Che una giovane donna, attraente, affascini l’uomo maturo al punto di fargli abbandonare la vita precedente, rientra in una conosciuta casistica; ma che la giovane Claudia intrecci rapporti con gli altri membri della famiglia – che sono, poi,  due donne: Honour e Sophie – e li “usi” e si faccia “usare” da questi per quella che si rivela, essenzialmente, come una crudele forma di ri-nascita – o, se vogliamo, di riscoperta di sé stessi – per tutti i personaggi coinvolti, cambia la prospettiva da cui si lascia osservare questa dissoluzione familiare.

Ed è soprattutto Honour che subisce lo shock più duro, con quel sentirsi tirare fuori con violenza le parti appannate di sé stessa: la scrittrice e la donna tout-court nella sua ritrovata autonomia. Ma non minore sarà la sorpresa di George nel trovarsi così fragile, né più facile sarà la ricerca di una faticosa vita propria da parte di Sophie.

Ogni rapporto, ogni gerarchia verrà spezzata, ogni personalità dovrà ricostruirsi, e non solo all’interno del nucleo preesistente, ma anche, cadendo nell’inevitabile gioco di specchi, sarà la stessa Claudia a scoprire zone ancora sconosciute di sé stessa.

Lo scontro tra forme di amore – quello confermato da una vita in comune e quello scoppiato sotto il segno della passione – è il punto di partenza del testo; ma  una scrittura che unisce l’uso del bisturi per sezionare comportamenti e rapporti alla leggerezza dei toni da commedia  e una struttura che procede con un andamento simile alle riprese di un incontro di boxe, sono le armi che consentono alla Murray Smith, autrice australiana di culto, col suo stile essenziale e immediato, di raccontare superbamente questa storia.