I prodotti

Teatro fisico per sei acrobati di Nairobi e danzatori anomali

ARTIFICIO23 e BALLETTO CIVILE
in collaborazione con Pepe Produzioni
Afro Jungle Jeegs
Fondazione Teatro Piemonte Europa

ideazione e regia  Michela Lucenti e Leonardo Pischedda
coreografia  Michela Lucenti e  Balletto Civile

con
Emanuele Braga, Maurizio Camilli, Michela Lucenti,  Asamba Peter Willis Kuria,  Were Stephine Odhiambo, Onacha Erik Odida, Agero Nicholas Onyango, Raudo Hamphrey Omondi, Emanuela Serra, Mboka Churchill Wandanda

disegno luci Tiziano Scali
disegno sonoro Tiziano Scali, Michela Lucenti,
Leonardo Pischedda, Maurizio Cavilli
video Leonardo Pischedda, Emaunele Braga
scena  Michela Lucenti e Leonardo Pischedda
costumi Federica Genovesi
assistente alla coreografia Emanuela Serra
assistente alla regia Francesco Traverso
foto di scena Antonio Di Giuseppe

I Prodotti non è nato per caso: artisti diversi si incontrano, si studiano, iniziano a scambiarsi esperienze e tecniche, poi capiscono che hanno voglia di fare uno spettacolo insieme, perché tutti insieme hanno qualcosa che li riguarda da raccontare. Gli artisti sono africani e italiani.

Il progetto teatrale I Prodotti vede coinvolto un gran numero di persone, a cominciare da un gruppo di giovani acrobati kenioti, gli Afro Jungle Jeegs, arrivati in Italia portando piccoli spettacoli di elevata e divertente acrobazia fisica, grazie al sostegno di Artificio23 e P.e.p.e. Produzioni.

Leonardo Pischedda, di Artificio23,  società che fa dell’incrocio dei generi il centro della sua ricerca, ha proposto agli acrobati africani di interagire con altri artisti come quelli del Balletto Civile, compagnia italiana di teatro fisico capitanata da Michela Lucenti che lavora da anni privilegiando quasi esclusivamente il linguaggio del corpo, del canto e della danza.

Ne è nato un lungo percorso di formazione e di lavoro ancora in atto, un percorso tra Europa e Africa, che si è sviluppato nell’arco di due anni, ottenendo un primo risultato compiuto con lo spettacolo I Prodotti, messo in scena grazie alla collaborazione artistica fra Michela Lucenti e Leonardo Pischedda.

Un viaggio che mescola tecniche differenti (danza, acrobazia, recitazione) e storie differenti dove il primo obiettivo è superare la retorica dell’incontro di culture per lasciare respirare gli interpreti sulla scena. Corpi immersi nel bianco, che è il colore delle cose sospese.

Lo spettacolo parla del rumore di fondo che si può ascoltare quando tutto il resto tace E’ il rumore della paura e della solitudine, che, come dice uno dei personaggi (Eric di Nairobi), sono naturali nella vita di ognuno.

Racconta storie diverse (tante quante le persone in scena),  ma parla sempre della stessa cosa, KIGUIZA BARIDII (una parola in lingua Kswailii che si può tradurre con freddo dentro), e racconta anche una storia di paura:  due piccoli fratelli cadono in mare in una notte di tempesta.

Lo spettacolo racconta anche la storia di 20.000 paperelle di plastica che navigano per gli oceani  tutte insieme, e di quando sono rimaste intrappolate nei ghiacci dell’Artico e poi sono ripartite.

In ogni caso, alle fine, il budget dello spettacolo verrà analizzato nei dettagli, e questo chiarirà tutto.