“Io provo a volare!/ omaggio a Domenico Modugno” di e con Gianfranco Berardi in tournée nell’Isola

CeDAC
XXXIV Circuito Teatrale Regionale Sardo

Questa è la nostra Stagione
stagione 2013/2014

 ph Tommaso le Pera - Io provo a volare - 7434

Compagnia Berardi Casolari

Io provo a volare!

omaggio a Domenico Modugno

di e con Gianfranco Berardi

 

giovedì 10 aprile 2014 – ore 21 / ARZACHENA – Auditorium Comunale

venerdì 11 aprile 2014 – ore 21 /OLBIA-Cine/Teatro Olbia

sabato 12 aprile 2014 – ore 21 / CARBONIA – Teatro Centrale

Tra vita e sogno, la storia di un artista di provincia in “Io provo a volare!/ omaggio a Domenico Modugno”, lo spettacolo scritto e interpretato da Gianfranco Berardi (attore, regista e drammaturgo tarantino dall’istrionico talento, tra le più interessanti rivelazioni delle scorse stagioni teatrali) in tournée nell’Isola sotto le insegne del CeDAC, nell’ambito del XXXIV Circuito Teatrale Regionale Sardo. Dopo il debutto – in prima regionale – giovedì 10 aprile alle 21 all’Auditorium Comunale di Arzachena, “Io provo a volare!” approderà venerdì 11 aprile sempre alle 21 al Cine/Teatro Olbia di Olbia e infine sabato 12 aprile alle 21 al Teatro Centrale di Carbonia.

 

Parole, note e visioni, ricordi e rimpianti si mescolano in un affresco del Belpaese, con la pièce ironica e struggente ispirata a Domenico Modugno e alle sue canzoni: come in un flashback si sviluppa il racconto di una fuga verso la metropoli, tra incontri emblematici, speranze e disillusioni, e di un ritorno alla piccola città di provincia, per cercare di conquistare almeno un frammento di felicità. Sullo sfondo il piccolo teatrino da cui tutto ha avuto origine, ora vuoto e abbandonato, in cui vengono alla ribalta fantasmi del presente e personaggi del passato in un curioso “amarcord”.

COMUNICATO del 07.04.2014

 

Fascino e magia del palcoscenico attraverso lo sguardo di un giovane – nato e cresciuto in una cittadina di provincia – che sogna una vita d’artista: si apre il sipario su Io provo a volare!/ omaggio a Domenico Modugno”, lo spettacolo ideato, scritto e interpretato da Gianfranco Berardi, per la regia di Gabriella Casolari, in tournée nell’Isola sotto le insegne del CeDAC, nell’ambito del XXXIV Circuito Teatrale Regionale Sardo. Dopo il debutto – in prima regionale – giovedì 10 aprile alle 21 all’Auditorium Comunale di Arzachena, “Io provo a volare!” – liberamente ispirato alla biografia e alle canzoni del cantautore puglieseapproderà venerdì 11 aprile sempre alle 21al Cine/Teatro Olbia di Olbia e infine sabato 12 aprile alle 21 al Teatro Centrale di Carbonia.

Tra ironia e poesia la pièce – impreziosita dagli interventi musicali di Davide Berardi (voce solista e chitarra) e Giancarlo Pagliara alla fisarmonica – disegna un vivido affresco della realtà quotidiana nella provincia italiana più profonda, lontano dalla frenesia delle grandi metropoli: una dimensione in cui il tempo appare sospeso, in una sequenza di giorni (apparentemente) sempre uguali, e le aspirazioni e le ambizioni si traducono troppo spesso in pure velleità.

Inseguire i propri sogni, sulla spinta della passione, diventa arduo quanto superare pregiudizi e paure, difficoltà e ostacoli reali e immaginari, e l’immancabile timore dell’ignoto, per spiccare finalmente il vuoto: attore e chansonnier, artista poliedrico e impegnato in politica e nel sociale, Domenico Modugno diventa il simbolo di quel riscatto attraverso la musica e il teatro, il cinema e la televisione, in virtù del talento e del sacro fuoco dell’arte.

Il ragazzo pugliese (originario di Polignano a Mare, in quel di Bari), partito per Torino in cerca di fortuna, inizia la sua sfolgorante carriera dai palcoscenici di San Pietro Vernotico (Brindisi), dove ha trascorso infanzia e prima giovinezza, per approdare poi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma – seguiranno nuove scritture teatrali e i primi ruoli sul grande schermo (tra cui il soldato siciliano che canta “Ulìe ci tene ulìe” in “Carica Eroica” di Francesco De Robertis). Tra le serenate in paese e le serate al Circolo Artistico di via Margutta a Roma, Modugno dà prova del suo straordinario talento per la musica; dopo le prime incisioni e le prime esibizioni alla radio, arriva puntualmente il successo, i Festivals, le tournées internazionali.

Speculare ma con esiti assai diversi la storia parallela del personaggio inventato e interpretato da Gianfranco Berardi: aspirante attore, non esita ad affrontar disagi e incertezze e parte alla ricerca di gloria e applausi nel mondo dello spettacolo. L’entusiasmo un po’ ingenuo con cui affronta la sua emozionante avventura si scontra con il cinismo di impresari senza scrupoli e con le dure regole del mercato – in un divertente e dolceamaro resoconto della dura gavetta tra stages e incontri più o meno “importanti”, la fatica delle prove e l’ansia del debutto, il primo lavoro, le prime delusioni. Le illusioni s’infrangono sulla realtà crudele degli insuccessi, dell’esiguità dei guadagni, della quotidiana lotta per la sopravvivenza, dell’impossibilità di immaginarsi un futuro. Il ritorno a casa è una (parziale) sconfitta, la rinuncia al sogno (ma non ai ricordi): nell’alveo protettivo, anche se un po’ claustrofobico della sua cittadina il protagonista custodisce la memoria della sua personale epopea.

Io provo a volare!” è la fotografia emblematica della gioventù della provincia italiana, smarrita e disorientata tra aspirazioni forse troppo ambiziose e la pigra sonnolenza di una civiltà antica, favorita dal clima, dalla magnificenza di un paesaggio che strega e ancora alle radici. Il desiderio di farsi valere, dimostrare le proprie qualità e i propri meriti si scontra con il segreto timore di un fallimento; la paura del ridicolo, del giudizio della comunità indebolisce i propositi più senceri: occorre molto coraggio, e un pizzico di temerarietà per spiccare il volo. Ma anche, e forse più, per ritornare.

La metropoli può essere il luogo migliore per perdersi e dimenticare se stessi, magari accettando un compromesso tra ciò che si sarebbe desiderato e un’occupazione più prosaica, pur di non dover fare i conti con una mancata riuscita, e le immancabili critiche di chi avendo scelto di non osare gode o si rassicura dell’insuccesso altrui.

L’amara constatazione di quel che avrebbe potuto essere e non è stato non sminuisce l’impresa del protagonista, partito con una valigia piena di belle speranze, e tornato indietro più adulto e più disincantato, più consapevole dei propri limiti e forse dell’incomprensibile ingiustizia del mondo: solo attraverso l’errore, solo per tentativi, sbagli, correzioni si arriva a conoscere la verità su se stessi. Il giovane con animo e sensibilità d’artista, e l’entusiasmo e la forza dei suoi anni, mettendosi alla prova ha tentato di (ri)scrivere il suo destino.

Analogamente un altrettanto deciso Domenico Modugno, forte anche di un inequivocabile talento per la scena , scelse la sua strada; i suoi trionfi, ma anche (e forse soprattutto) le iniziali difficoltà ne fanno un simbolo dell’aspirazione di ogni ragazzo nato nell’ambiente riparato e soffocante della provincia: l’inestinguibile sete di libertà.

per l’Ufficio Stampa del CeDAC/ Sardegna:

Anna Brotzu – cell. 328.6923069 – cedac.uffstampa@gmail.com

INFO & PREZZI

ARZACHENA

Biglietti

Posto unico: intero €14– ridotto €11

info: tel:328 6996706

OLBIA

Biglietti

intero €15 – ridotto €13

info: tel: 0789 28773

CARBONIA

Biglietti

primo settore: intero €17 – ridotto €15

secondo settore e galleria: intero €15 – ridotto €13

terzo settore: €10

info: tel: 328 1719747 – 0781 671228

augustotolari@yahoo.it – www.cedacsardegna.it

SCHEDA DELLO SPETTACOLO

ph. Tommaso Le Pera- Io provo a volare 2

Compagnia Berardi Casolari
in collaborazione con
Festival Internazionale Castel dei Mondi
e Teatro Stabile di Calabria

Io provo a volare!

omaggio a Domenico Modugno

di e con Gianfranco Berardi

con la partecipazione di
Davide Berardi – voce solista e chitarra

Giancarlo Pagliara – fisarmonica

luci Gabriella Casolari

costumi Pasqualina Ignomeriello

regia Gabriella Casolari

 

 

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA – JoakimInterFest di Kragujevac (Serbia)

for aesthetic emotion, pure and joyful that was caused in cheerful audience”

PREMIO DEL PUBBLICO – JoakimInterFest di Kragujevac (Serbia)

 

 

Lo spettacolo

“Io provo a volare” è una drammaturgia originale, che a partire da cenni biografici di Domenico Modugno e dalle suggestioni delle sue canzoni, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia, pronti, sull’onda del mito, ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti. Ed è proprio attraverso la descrizione delle aspettative, delle delusioni, degli sforzi e degli inganni subiti da truffaldini incontri che si articola il viaggio fra comici episodi della realtà provinciale e alienanti esperienze metropolitane.

La storia vede lo spirito di un custode di un teatrino di provincia che, a mò di vecchio capocomico, torna in scena ogni notte, a mezzanotte, in compagnia dei suoi musicisti all’interno del teatro in cui vaga e su cui mosse i primi passi.

Così fra racconto, musica e danza, si rivivono episodi della sua vita: i sogni, gli incontri, gli stages, le prove, la fuga, la scuola, il primo lavoro e l’amaro rientro al paesino, al quale, dopo aver provato tutte le strade possibili, è costretto a tornare.

Ma come se non bastasse, il piccolo e romantico cinema in cui aveva cullato il sogno artistico, non è più quello di una volta. Così per amore dell’arte e della propria felicità, il giovane decide di entrare di nascosto nel teatro e pietra dopo pietra demolirlo.

Il lavoro quindi, utilizzando la figura di Modugno come simulacro, rende omaggio agli sforzi ed al coraggio dei lavoratori in genere e dello spettacolo in particolare, che, spinti da passione, costantemente si lanciano all’avventura in esperienze giudicate poco dignitose, solo perché meno visibili.

Poesia e comicità sono gli ingredienti principali di questa ricetta che attraverso un uso sui generis della luce trasmette atmosfere emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili cercando di risvegliare nel pubblico quel sogno di libertà di cui Modugno si fece portavoce e simbolo.

Confidenze dell’autore

Il sogno, la realtà, la percezione dell’uno e dell’altra che ognuno di noi ha e di cui si convince giorno dopo giorno sempre di più.

La presunzione, il cieco perseguimento delle proprie idee, la dura e spesso ipocrita realtà con cui scontrarsi. L’errore, base della ricerca, grande assente in una società che riconosce i prodotti finiti e competitivi piuttosto che i processi con i suoi naturali tempi d’evoluzione.

Il dolore, sola via in grado di consentire uno sviluppo della coscienza, limitata com’è ormai nella nutrizione e costretta ad una condizione di esperienza sempre più veloce e programmata.

Il buio, il mistero, l’ignoto, mete di un individuo, di un me, alla ricerca di un sé perso e confuso nelle mille tentazioni dell’Io.

L’Io, il sé, il sogno, la realtà, il teatro , portale del sentire, dell’intuire, canale per diagnosticare e guarire.

E così nasce “Io provo a volare”: il desiderio di ricostruire dentro di sé, intorno a noi, l’idea di nido per poter planare sicuri verso gioie sconosciute.

Così nasce un’indagine introspettiva che si allarga all’analisi di una condizione diffusa e condivisa; così da spunti autobiografici, biografici e da aneddotistica racimolata fra miti, colleghi e coetanei, emerge la volontà di gridare un rifiuto alla propria paura di affrontare il mondo, il desiderio di riconoscersi fragili, soli, la speranza di riscoprirsi onesti innanzitutto con sé stessi: “vedere o non vedere, questo è il problema, guardare dritto in faccia la realtà che mi circonda e mi spaventa e affrontarla con coraggio per cercare di cambiare o tenere tutto quanto dietro un velo che mi copre gli occhi ed il cuore e m’impedisce di soffrire?…”

Intanto procediamo: Co.Co.Co., collaborativi in maniera costante e continuata, come il mondo del lavoro cinico ed alienante c’insegna, nel tentativo di ristrutturare il pollaio in cui da tempo svolazziamo tronfi e litigiosi.

COraggiosi, per favore, COstanti e COnvinti per la rivoluzione che porterà a smettere di essere pollastri rantolanti, illusi di volare come falchi nel blu dipinto di blu.

Gianfranco Berardi

Estratti recensioni

Alla fine lo spettacolo migliore che io abbia visto in Andria non era certo il più innovativo. Era il più gradevole, il più simpatico, il più umanamente vicino al suo pubblico, Io Provo a Volare…..i musicisti in scena con Berardi sono bravissimi e quasi incredibile nella vocalità è suo fratello Davide

Franco Cordelli – Il Corriere della Sera

Gianfranco Berardi, sicuramente uno degli astri nascenti del nostro teatro…Era da molto tempo che non vedevo un attor giovane stare in scena con tanta sicurezza e tenere in pugno lo spettatore con tanta beffarda spavalderia ma anche con irresistibile complicità.

Marco de Marinis – Cultureteatrali.org

.brilla il filone degli show pugliesi, col nuovissimo Io Provo a Volare in cui Gianfranco Berardi interpreta uno Spirito del Teatro spinto dal suo entusiasmo a risuscitare la orchestraccia che è in scena con il racconto di una vita dedicata al teatro per cui scodella battute dell’Amleto e per l’entusiasmo della sala arriva a identificarsi con Domenico Modugno.

Franco Quadri – La Repubblica

Il volo di Gianfranco Berardi, attore straordinario, è uno di quei voli quasi rasoterra, che non possono lasciare indifferenti gli spettatori.……Questo lavoro che non è solo uno spettacolo teatrale ma un piccolo sogno da regalare al pubblico che c’era e che verrà.…….E’ un teatro povero ma vivo. Poesia pura.

Francesca De Sanctis – L’Unità

Berardi va a pescare soprattutto nel varietà e nel cabaret, con efficace esagerazione spesso macchiettistica, pensando a Petrolini, Totò, Karl Valentin e Leo De Berardinis e a certe sue allucinate apparizioni.

Antonio Audino – Il Sole 24 ore

Berardi è evocativo, folgorante e dissipatorio, acceso da una luce interiore in cui è artista non vedente.

Ripassa il calvario dei poeti di provincia, degli Amleti mancati, dei sognatori respinti dalla città di quelli che provano a volare tornando alle radici, e a tratti pronuncia (o mette in danza) cose altre, ispirate,…mentre il mistero è in Berardi.

Rodolfo Di Giammarco – La Repubblica

Gianfranco Berardi

Si è formato artisticamente attraverso laboratori diretti da Mauro Maggioni e Marco Manchisi. Ha lavorato e lavora tutt’oggi con La Dama Bianca di Marco Manchisi; ha lavorato inoltre con la Compagnia delle Vigne in diverse produzioni. È attore nella produzione “Occhi Sporchi” della compagnia Sipario e Politeama della Toscana di Cascina (PI).

Direttore artistico della rassegna musicale e teatrale Sonarìa che si svolge a Crispiano (Ta).

Autore e regista dello spettacolo teatrale “Briganti” (Compagnia Berardi Casolari), è coautore, con Gaetano Colella, dello spettacolo “Il Deficiente” vincitore del Premio Scenario 2005; ed è’ coautore, sempre con Gaetano Colella, di “Popeye s.r.l.” spettacolo di cui firma anche la regia nel 2007.

La Compagnia Berardi-Casolari

Nel 2001 Gianfranco Berardi, attore pugliese, lavorando nella produzione “Viaggio di Pulcinella alla ricerca di Giuseppe Verdi” di e con Marco Manchisi, incontra sulla scena l’attrice Gabriella Casolari, emiliana, con la quale inizierà un percorso che, dopo varie esperienze con diverse realtà produttive di calibro nazionale ed internazionale nel settore teatrale, cinematografico e radiofonico, convoglierà a maggio 2008 nella Compagnia Berardi Casolari.

La poetica espressa dal gruppo appartiene a quella branca teatrale generalmente riconosciuta come teatro contemporaneo ed in particolar modo affonda le sue radici in quella corrente detta “nuova drammaturgia”.

La compagnia, infatti, fino ad oggi ha sempre messo in scena opere originali di drammaturgia contemporanea, scritte dagli stessi Berardi, Casolari ed annovera al suo attivo già due pubblicazioni di opere:

Viaggio per amoredal deficiente a Land Lover | Ubulibri Milano 2010

In fondo agli occhi | Editoria & Spettacolo – ottobre 2013

Si occupa principalmente di produzione, promozione e diffusione di spettacoli teatrali, con qualche parentesi dedicata alla formazione.

Pur considerando prioritario l’aspetto popolare di ogni singolo lavoro, lo stile del duo apulo emiliano si muove fra il teatro tradizionale ed un linguaggio più sperimentale ed innovativo, tanto da definire i propri lavori vere e proprie “Tragicommedie”, in cui la miseria del vivere diventa spunto comico e la leggerezza veicolo per la riflessione.

Tra le produzioni:

In fondo agli occhi, spettacolo per la regia di César Brie

Io provo a volare. Omaggio a Domenico Modugno, spettacolo di teatro – musica, pluripremiato allo “JoakimInterFest” di Kragujévac (Belgrado, SERBIA). Premio speciale della giuria, Premio miglior spettacolo scelto dal pubblico.

Land Lover, spettacolo vincitore del Premio ETI – Nuove Creatività e del bando “Principi Attivi” dell’ Assessorato alla Trasparenza e cittadinanza attiva della Regione Puglia

Briganti, spettacolo vincitore del “Festival Internazionale di Lugano”, sezione nuova drammaturgia – Ottobre 2005