“La cena” di Jean-Claude Brisville a Oristano per M’Illumino di Prosa/ la Stagione del CeDAC

CeDAC

XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo

M’ILLUMINO di PROSA

stagione 2012-13

Gruppo Batisfera

La Cena

di Jean-Claude Brisville

ORISTANO/ Teatro Garau
venerdì 1 marzo 2013 – ore 21

Intrighi e giochi di potere ne “La cena” di Jean-Claude Brisville, sull’ipotetico incontro tra Talleyrand e Fouché alla vigilia del ritorno sul trono di Francia del re Luigi XVIII, dopo la parentesi dei cento giorni e la definitiva sconfitta di Napoleone. La fortunata commedia del drammaturgo francese sarà in cartellone venerdì 1 marzo alle 21 al Teatro Garau di Oristano per M’Illumino di Prosa/ la stagione 2012-13 del CeDAC nell’allestimento del Gruppo Batisfera,
con la regia di Angelo Trofa

COMUNICATO del 27.02.2013

La Storia sotto i riflettori: ricostruisce un immaginario (ma non troppo) incontro fra l’aristocratico Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord e l’ex ministro di polizia Joseph Fouché in una Parigi in tumulto, “La cena” (Le souper) di Jean-Claude Brisville, divertente e spietata commedia che disegna il duplice ritratto dell’abile diplomatico e consigliere dell’Imperatore e dell’astuto ministro di polizia, già deputato alla Convenzione, costretti a tramare congiuntamente per se stessi e nell’interesse della Francia. Due personalità a confronto nella pièce (trasportata sullo schermo da Edouard Molinaro) in scena venerdì 1 marzo alle 21 al Teatro Garau di Oristano per M’Illumino di Prosa/ la stagione 2012-13 del CeDAC – nell’ambito del XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo – nell’allestimento del Gruppo Batisfera, con Andrea Ibba Monni ed Emanuele Masillo, per la regia di Angelo Trofa.

Dopo l’epopea dei cento giorni e la definitiva sconfitta di Napoleone Bonaparte, spetta a Talleyrand preparare il ritorno dei Borboni e il reinsediamento sul trono di Luigi XVIII, anche con l’aiuto del potente e onniscente ex ministro: due individui diversissimi per nascita e cultura, per temperamento e stile di vita si ritrovano così a banchetto, per scrivere il destino di una nazione. Se l’icastica definizione di Chateaubriand che li vide avviarsi insieme verso le stanze del monarca la mattina del 7 luglio (“il vizio appoggiato al crimine”) riassume le debolezze e inclinazioni dell’uno come la ben nota e temuta ferocia dell’altro, nella conversazione tra i due inventata da Brisville emergono antichi e dimenticati delitti, tradimenti e intrighi in cui il lucido cinismo del diplomatico fa pendant con la spregiudicatezza del “poliziotto”.

Un convito tutt’altro che amichevole, ma anche un appuntamento obbligato con la Storia: il futuro della Francia, la conservazione della pace e il raggiungimento di un equilibrio tra le forze reazionarie e le istanze rivoluzionarie sono, in quel punto cruciale, emblematicamente nelle mani di Talleyrand e Fouché. Quel che è accaduto dopo è ormai noto ma la pièce si sofferma proprio sull’incontro/ scontro fra i due uomini, protagonisti entrambi di una delle più intense stagioni politiche d’Europa, tra rivoluzioni, capovolgimenti e conquiste, durante la quale si affermarono, malgrado la restaurazione dell’Ancien Régime, i principi di liberta, fraternità e uguaglianza. Nel gioco beffardo della sorte Talleyrand e Fouché, avversari naturali, si ritrovano a discutere insieme e progettare le strategie per sottrarre il Paese al caos, mentre la folla rumoreggia sotto il balcone…

Biglietti: posto unico: intero €14 – ridotto €12 – info: tel: 0783 78886

per l’Ufficio Stampa CeDAC: Anna Brotzu – cell. 328.6923069 – cedac.uffstampa@gmail.com

Gruppo Batisfera

La Cena

di Jean-Claude Brisville

traduzione Guido Almansi e Claude Béguin

con Andrea Ibba Monni ed Emanuele Masillo

regia Angelo Trofa

 

progetto nato all’interno del NDW 2010/2011

 

Lo spettacolo

Due uomini potenti e spregiudicati s’incontrano per cenare nell’oscurità di un ricco palazzo di Parigi. Sono il principe Talleyrand e il ministro della polizia Fouché ed hanno in mano il futuro del paese. La notte del 6 luglio 1815, infatti, la Francia è allo sbando. Napoleone è in fuga, Luigi XVIII è alle porte di Parigi, truppe straniere scorrazzano per gli Champs- Élysées e focolai di rivoluzionari sono ancora attivi.

I due politici che per anni si sono osservati e temuti da lontano, devono, nell’arco di poche ore, trovare un accordo che possa garantirgli la continuità nell’esercizio del potere. Il principe corrotto e il borghese violento danno vita a un duello dialettico in cui emergono vecchi scontri, tradimenti, progetti, crimini, interessi, minacce. Nonostante il clima di aperto scontro i due mangiano, ballano, bevono e s’ubriacano. Mentre il popolo di Parigi si accalca rabbioso sotto la loro finestra, il Principe e il Ministro, in fine, brindano all’accordo, al principio d’immutabilità, all’ennesimo tradimento.

La cena è un testo forte e raffinato in cui nell’arco di un pasto si rivela la natura ambigua e violenta del potere: da una parte il suadente Talleyrand dall’altra il risoluto Fouché, il vizio e il crimine, la diplomazia e il controllo. Due anime in apparente conflitto che nel contrasto quotidiano non fanno altro che perpetuare la loro stessa immutabile esistenza.

 

L’autore

Scrittore e drammaturgo, autore di romanzi e libri per ragazzi, il francese Jean-Claude Brisville (classe 1922) firma anche sceneggiature – come quella del film “Beaumarchais, l’insolent” – e nel 1989 ha ricevuto il Grand Prix du Théâtre de l’Académie Française, per la summa della sua opera. Il successo raggiunge Brisville proprio in quello stesso anno per la pièce teatrale “La cena”, in cui immagina un incontro a banchetto tra Joseph Fouché e Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord nel 1815 nel quale i due uomini di potere decidono di concerto di imporre un regime monarchico alla Francia. La versione cinematografica realizzata nel 1992 da Édouard Molinaro, con un eccellente Claude Brasseur nel ruolo di Fouché e Claude Rich nei panni del principe di Talleyrand, farà conoscere l’autore al grande pubblico.

Figlio di un industriale, Jean-Claude Brisville durante l’adolescenza si forma sui romanzi marinareschi di Jose Moselli e esordisce come cronista letterario di Libération. Poeta, drammaturgo e saggista lavora prima per Hachette poi diventa lettore per le Éditions Julliard. Responsabilità familiari lo inducono a rinunciare alla rischiosa professione del drammaturgo per dedicarsi completamente all’editoria; sarà lui a far conoscere in Francia Ernst Jünger e il suo “Diario di Guerra”. Già direttore di Livre de Poche, dopo il suo licenziamento nel 1981, all’età di 60 anni, Brisville riprende la penna in mano e forte della sua conoscenza dell’ambiente editoriale scrive “Le Fauteuil à bascule”, una pièce satirica sullo scontro tra un direttore editoriale e un editore avido.

Il successo della mise en scène al Petit Odéon e TEP1, lo spinge a riprendere la struttura del dialogo fra due personaggi che incarnano opposti punti di vista: Blaise Pascal e Cartesio fra ragione e fede e la marchesa du Deffand e Julie de Lespinasse per il confronto tra antichi e moderni; Talleyrand e Fouché per il genio e l’ambizione politica, Napoleone e Sir Hudson Lowe per il destino tragico dell’eroe e l’onesta mediocrità. Ne “L’Antichambre” esprime invece il suo rammarico per un francese in via di estinzione.

Il Gruppo Batisfera

Chiamare il nostro gruppo Batisfera non vuol dire che andremo più a fondo di altri né che saremo i primi a scoprire una strada od un concetto.

La batisfera rappresenta esattamente la nostra idea di teatro: un mezzo di conoscenza.

Fare teatro per noi non significa riprodurre una maniera codificata nei secoli o stravolgerla per il puro gusto di farlo ma trovare un percorso che ci permetta di osservare e capire la realtà attraverso l’atto teatrale.

William Beebe ed Otis Barton nelle loro esplorazioni non hanno inventato né gli abissi né le creature che ci vivono, sono andati semplicemente a vederli e per far questo hanno dovuto costruire un mezzo che fosse in grado di trasportarli adattandosi alle necessità esterne.

L’andare in scena è quindi per noi una tensione in divenire che si rapporta al reale in maniera multiforme con l’unico obbiettivo di comprenderlo. Cercare di comprendere il reale non significa mettere in scena la verosimiglianza delle cose come in uno specchio né elaborare una teoria veritiera e rappresentarla con spettacoli a tesi ma credere fermamente nel valore conoscitivo dell’attore e del suo mettersi in scena.

Per noi il teatro non è una rappresentazione di virtuosismo tecnico fine a se stessa né al servizio di un messaggio preconfezionato ma è allo stesso tempo il messaggio, il modo di elaborarlo ed il mezzo di comunicarlo.

Mettersi in scena quindi è una ricerca di senso nella quale chiunque vi prenda parte aspetta di essere stupito, una batisfera quindi che attende di poter intravedere dei frammenti di senso dai suoi oblò in quarzo.

www.batisfera.com

 

 

 

 

 

 

[..] un debutto da segnalare per la qualità di un allestimento già maturo, costruito con una regia, di Angelo Trofa, senza fronzoli ed effetti speciali […] Uno spettacolo che manda più di un segnale positivo illuminando di buoni auspici anche il futuro del teatro sardo, dove per troppo tempo

sono mancate le novità delle ultime generazioni.

Walter Porcedda, La Nuova Sardegna, 31 gennaio 2012

[..] Il regista vince la prova sul testo di Brisville che mette al centro due personaggi tutt’altro che limpidi. Andrea Ibba Monni ed Emanuele Masillo gli interpreti. Dispiegano una prova dilettica tesa e convincente. La regia di Angelo Trofa é pulita e attenta. Sono applausi per lo spettacolo su una

classe politica spregiudicata che decide anche per le masse. L’inganno di pochi non è mai passato di moda.

Manuela Vacca, L’Unione Sarda, 31 gennaio 2012