La strana coppia

Consorzio “AD ASTRA per la Cultura” / PRAGMA S.r.l.

La strana coppia
di Neil Simon
traduzione Roberta Conti

con Claudia Cardinale e Ottavia Fusco

e con Patrizia Spinosi, Lello Giulivo, Cinzia Cordella, Nicola D’Ortona, Angela Russo

scene Bruno Garofalo
costumi Michele Gaudiomonte
contributi video Maxima Film Napoli

un progetto registico di Pasquale Squitieri
regia eseguita da Antonio Mastellone

La strana coppia” di Neil Simon segna il ritorno al teatro, dopo oltre dieci anni, di Claudia Cardinale, icona del cinema e tra le più grandi attrici italiane di tutti i tempi.

Un omaggio a Pasquale Squitieri, recentemente scomparso, che aveva fortemente creduto in questo progetto, attraverso cui raccontare la grande forza che l’amore ha di unire e non separare, che sarà messo in scena dal suo aiuto-regista prediletto Antonio Mastellone, tramite l’utilizzo dei suoi appunti di regia.

Si tratta della versione al femminile della nota pièce teatrale e porterà sul palco una vera “strana coppia” come Claudia Cardinale e Ottavia Fusco, i due grandi amori della vita di Squitieri: la sua storica compagna di vita e la sua ultima moglie.

Olivia Madison conduce un’esistenza solitaria e disillusa da quando si è separata dal marito. Disordinata e approssimativa, vive da sola in un appartamento trasandato, passando i venerdì sera a parlare di sesso, di gossip e a giocare a poker con le amiche Vera, Michi e Silvia. La routine di Olivia viene sconvolta dall’arrivo di Fiorenza, un’amica appena lasciata dal marito che è l’esatto opposto di Olivia: precisa in modo maniacale, ossessionata dall’ordine e dalla pulizia, piena di allergie e di tic, e incapace di rassegnarsi alla fine del proprio matrimonio.

Fiorenza, Olivia. Vera, Silvia e Michi sono amiche. Come tutte le amiche condividono gioie e dolori, sconfitte e vittorie. Quando Fiorenza è costretta a lasciare casa minacciando il suicidio, alla fine della relazione con Sidney, il rifugio più naturale è il gruppo, la comunità delle amiche.

Se uno si vuol suicidare qual è il posto migliore per farlo? Con le sue amiche.”

Lì si può dipanare l’elaborazione del lutto, lì il suo dolore può sposare ed essere sposato da quello di Olivia, anche lei separata irrisolta. Lì il suo dolore può guarire ed essere guarito.

Attraverso la lente strutturante dell’ironia Simon rappresenta dei piccoli drammi umani, quelli che tutti conosciamo, rendendoli gioiosi e divertenti, pacificandoli con grazia e delicatezza, costruendo cinque piccole eroine, scarsamente significative ma enormemente rappresentative delle nostre nevrosi, delle nostre manie, dei nostri piccoli desideri, dei nostri banali dolori.

Note di regia

Affrontare la messa in scena di una commedia dalla drammaturgia esile e al contempo solida come quella de “La strana coppia“ di N. Simon significa trattare alcuni dei drammi più ricorrenti nell’esistenza umana attraverso la lente strutturante dell’ironia, del divertimento e dell’umorismo.

La vicenda alla quale assistiamo, nella versione femminile scritta dall’autore negli anni ’80, prende le mosse dalla fine del matrimonio di una delle protagoniste, Fiorenza Unger, che, tra minacce di suicidio e lamenti per la felicità perduta, viene ospitata da Olivia Madison, amica di lunga data.

La stessa Olivia vive sola a seguito del fallimento del suo matrimonio e in parte per solidarietà con l’amica, in parte per colmare il vuoto della propria esistenza offre ospitalità e sostegno a Fiorenza. Fin qui nulla di particolare: un normale scenario di fine relazione sentimentale e di solidarietà amicale.

Si ricostituisce così, in breve tempo, una prigione coniugale. L’unione tra due solitudini destinata ad esplodere: una strana coppia!

Olivia, donna di successo che ha metabolizzato la fine del proprio matrimonio diventando il più ruvido dei mariti o esibendo il repertorio della più greve sciatteria maschile e Fiorenza moglie perfetta per definizione, maniaca dell’ordine e della cucina raffinata, ripropongono in toto le dinamiche matrimoniali tra esilaranti incidenti casalinghi, ritardi non annunciati e raffinate cene che, preparate da una vanno a male per il disinteresse dell’altra.

A far da cornice a questo nuovo matrimonio e al suo necessario nuovo fallimento la preoccupazione del gruppo di amiche del poker del venerdì sera, prima spaventate e preoccupate dalle dichiarazioni suicide di Fiorenza, poi infastidite dal nuovo corso della conduzione della casa.

Ad assicurare il lieto fine i due vicini di casa dall’improbabile accento castigliano che saranno felici di accogliere Fiorenza dopo la rottura di quella che a buon titolo l’autore definisce: “la strana coppia”. Un divertissement arguto, un modo per riflettere, divertendosi, sui meccanismi che regolano la vita di coppia, per ritualizzare i nostri piccoli drammi attraverso l’umorismo e l’intelligenza.

Antonio Mastellone

L’autore

Neil Simon (New York 1927) commediografo e sceneggiatore cinematografico statunitense, cresciuto nel Bronx, ha studiato ingegneria all’università di New York, lavorando successivamente per la televisione. È autore di numerosi libretti per musical (tra cui Sweet charity, 1966, liberamente tratto da Le notti di Cabiria di Federico Fellini) e di commedie di satira di costume, rappresentate con successo a Broadway, conosciute a partire dagli anni Settanta in tutto il mondo e in più occasioni adattate da lui stesso al grande schermo, spesso con i medesimi attori (J. Lemmon e W. Matthau). Da A piedi nudi nel parco (Barefoot in the park, 1963), a La strana coppia (The odd couple, 1965), Plaza suite (1968), Il prigioniero della seconda strada (The prisoner of Second Avenue, 1971), I ragazzi del sole (The sunshine boys, 1972), California suite (1976).

Nelle commedie più tarde è presente una maggiore attenzione all’elemento tragico che si nasconde sotto l’aspetto apparentemente comico dei piccoli drammi quotidiani. Questa tendenza trova conferma nei lavori successivi: la trilogia vagamente autobiografica, composta da Ricordi di Brighton Beach (Brighton Beach memoirs, 1982), Biloxi Blues (1984) e Verso Broadway (Broadway bound, 1987), e le commedie Perduto a Yonkers (Lost in Yonkers, 1991), West End (1992), Risata al 23° piano (Laughter on the 23rd floor, 1993), Dinner party (2000).

Nel 1991 ha vinto il premio Pulitzer come miglior commediografo statunitense.