Lo Schiaccianoci

Balletto di Roma

Lo Schiaccianoci
musiche Pëtr Il’ič Čajkovskij

con i Solisti e il Corpo di Ballo del Balletto di Roma

scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Emanuele de Maria

ideazione e coreografia Massimiliano Volpini

Non è Natale senza Lo Schiaccianoci ma, si sa, non è Natale solo dove splende la luce.

Il Balletto di Roma celebra un balletto che è una tra le più popolari composizioni della tradizione romantica russa, ridimensionando la misura dello sfarzo per dare valore al “dietro le quinte” del giorno più amato da tutti i bambini. La rilettura del coreografo Massimiliano Volpini ribalta l’ambientazione originale del primo atto, sostituendo alla ricca e festosa Casa Stahlbaum la strada di un’immaginaria periferia metropolitana: qui, abitanti senzatetto e ribelli senza fortuna vivono come comunità di invisibili, adattandosi agli stenti della quotidianità e agli scarti della città.

Un muro imponente separa due strati di società, chiudendo fisicamente e idealmente una fetta d’umanità disagiata in un angolo di vita nascosta. Animati da sogni di vitalità e forza (desideri che Clara e Fritz vivono affievoliti dall’agio, nei toni leggeri del racconto di Alexandre Dumas) i ragazzi di periferia non aspettano regali scintillanti da “Babbo Natale” Drosselmeyer, ma riconoscono in questo vecchio e misterioso barbone un benefattore di quartiere. Il dono più atteso è un curioso pupazzo che diventa il simbolo dell’evasione perché rappresenta la figura di colui che ce l’ha fatta, superando le barriere della povertà per catapultarsi nelle meraviglie della città.

Mossa dall’esempio di questo Eroe–Principe moderno, anche Clara immagina la fuga in una dimensione piena d’incanti; obiettivo che la porterà a ritrovarsi, imprevedibilmente, donna adulta e coraggiosa. I giovani temerari tenteranno il grande salto oltre il muro affrontando i vigilanti dei rivoluzionari fermenti: la “Battaglia dei Topi” del tradizionale Schiaccianoci si trasformerà in uno scontro di strada il cui esito sarà la salvezza di Schiaccianoci e la fuga di Clara. Dall’altra parte del muro la giovane avventurosa scoprirà un nuovo mondo che ai suoi occhi si illuminerà dei colori dello stupore e della magia. Il secondo atto riaggancia ambientazioni e personaggi della tradizione, in un viaggio tra le danze del mondo in compagnia di personaggi bizzarri: un incanto che cancellerà per un attimo gli incubi grigi di una vita nell’ombra.

Sulle note di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Massimiliano Volpini porta in scena un’originale versione del classico natalizio e invita lo spettatore ad osservare la fiaba da una nuova prospettiva che, pur nella conservazione del binomio realtà/sogno, scopre i risvolti terreni di una società contemporanea multiforme. Attraverso la mente curiosa della giovane Clara, il pubblico stesso vivrà un viaggio d’evasione che lo condurrà da una scena di scatole, mattoni, crepe e graffiti, a un mondo magico, fuori dal tempo. Una riflessione lucida e poetica insieme, che consente di realizzare, nel rispetto del repertorio, una versione moderna, fresca e vitale, ricca di ulteriori spunti stilistici e drammaturgici.

Massimiliano Volpini

Massimiliano Volpini – coreografo

Massimiliano Volpini entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala nel ’91 dove rimane fino al 2014, quando decide di dedicarsi completamente alla coreografia.

L’attività di coreografo inizia nel 1995, con la creazione di uno spettacolo dedicato al comico Buster Keaton insieme ad alcuni danzatori del Teatro alla Scala.

E’ uno dei quattro coreografi scelti per l’International Choreography Showcase 2000 in Virginia dove crea Due su musiche di Bach; sempre nel 2000 crea Sinfonia in quattro colori per la Scuola di Ballo della Scala.

Nel 2001 inizia la collaborazione con Roberto Bolle, per il quale crea un assolo per il Premio Barocco 2001, trasmesso da Rai 1; una coreografia per Notte di duelli e di magia, trasmissione ideata da Vittoria Ottolenghi sempre per Rai 1; una coreografia per Roberto Bolle e Greta Hodgkinson in occasione di una sfilata-evento per Ferragamo, tenutasi a Shanghai nel 2008 e il balletto Antonio e Cleopatra con Bolle, Myrna Kamara e Andrea Volpintesta andato in scena a Roma.

Nel luglio 2001 realizza le coreografie per Traviata, nella messa in scena di Simona Marchini per il Todi Arte Festival.

Realizza molte coreografie per i danzatori scaligeri, tra cui Lettera ritrovata (2000), Bolero (2002), File not found (2005), Ludwig Dances (2006), Darkness is about to pass (2006), Aria (2008).

Dal 2007 al 2010, in qualità di coreografo residente, crea 9 coreografie per la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, rappresentate al Teatro dell’Opera e in molti gala.

E’ stato invitato da Peter Martins a partecipare alla Fall Session 2007 e alla Summer Session 2008 del New York Choreographic Insitute.

Per il Tulsa Ballet, in Oklahoma, realizza nel 2009 Amadè, un balletto per 16 danzatori sulle musiche di Mozart.

Nel 2010 si occupa della coreografia per il videoclip della canzone Ricomincio da qui, cantata da Malika Ayane e danzata da Sabrina Brazzo, prima ballerina del Teatro alla Scala.

La stessa coreografia è stata presentata live sul palco dell’Ariston, per il 60° Festival di Sanremo.

Per la compagnia di Balletto Mimma Testa crea lo spettacolo Family Zapping, un balletto a serata intera per 5 danzatori, andato in scena a Roma e Milano.

Nell’aprile 2011 debutta My name is Nobody, balletto a serata intera commissionato e prodotto dalla 26° Biennale di Musica Contemporanea di Zagabria. Lo spettacolo è andato in scena a Varazdin e trasmesso in diretta al cinema Tuscanaz di Zagabria e sul canale satellitare HRT+. E’ stato presentato anche al Festival Internazionale di Dubrovnik.

Nel 2012 è regista e coreografo dello spettacolo Il mantello di pelle di drago con la partecipazione della Prima ballerina della Scala Sabrina Brazzo. Lo spettacolo è andato in scena a Bologna, Milano, Firenze e Vicenza.

Con Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta realizza 3 videoclip per la casa di moda Tombolini, curandone regia, coreografia e video-editing.

Nell’estate 2013 debutta Prototype, un assolo creato per Roberto Bolle con l’apporto multimediale di Xchanges Vfx e le musiche originali di Piero Salvatori, presentato nell’ambito del tour “Roberto Bolle and Friends from American Ballet Theatre” e all’interno dello spettacolo The Kings of the dance. Prototype è stato rappresentato a New York, Londra, Shanghai, Mosca, Roma, Genova, Trieste, Sanremo.

Nel 2014, come ideale prosecuzione del precedente progetto multimediale, crea per Roberto Bolle Through the light su musica di Pachelbel.

Per il cantante Alberto Fortis firma regia e coreografia di due videoclip musicali.

Firma le coreografie del Concerto di Capodanno 2015 e 2016 della Fenice di Venezia, andato in onda su RaiUno, con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Sempre per la Scala firma le coreografie dell’Aida, con la regia di Peter Stein.

Nello stesso anno crea una coreografia per l’Accademia Nazionale di Danza, rappresentata nel Grande Teatro all’Aperto dell’Accademia.

Nel settembre 2015 va in scena a Busseto Drakula, uno spettacolo di Massimiliano Volpini e Laurent Gerber con le musiche originali di Nicola Urru.

Nell’aprile 2016 debutta uno spettacolo a serata intera al Teatro alla Scala, Il Giardino degli amanti, sulle musiche di Mozart e con la partecipazione di Roberto Bolle.

Nello stesso mese va in scena al Piccolo Regio di Torino Pirandello Suite, un trittico con le musiche di Alfredo Casella e soggetti ispirati ai testi di Pirandello (Sei personaggi in cerca di autore – Uno, nessuno e centomila – La giara), nell’ambito del festival dedicato al grande compositore torinese.

Realizza le coreografie originali del programma RAI Roberto Bolle, La mia danza libera, andato in onda in prima serata su RaiUno. Tra le coreografie curate una rivistazione di Prototype, ripensato in chiave 3D e Bang bang, dove Roberto Bolle e Anna Tsygankova hanno danzato su un brano di Asaf Avidan, che l’ha eseguito live all’interno della performance.

Sempre per RaiUno crea la coreografia del video di Prisencolinensinainciusol, con Adriano Celentano e Roberto Bolle, andato in onda all’interno del programma dedicato a Mina e Celentano.

Erika Carretta

Scenografa, Costumista e membro dell’èquipe multidisciplinare del Centro Studi Assenza di Milano.

Si forma all’Accademia di Belle arti di Brera e all’Università di Belles Arti di Barcellona.

Si perfeziona all’Accademia del Teatro alla Scala vincendo il concorso nazionale per scenografi e costumisti realizzatori del Teatro alla Scala – stagioni 2006-2008

Lavora tra la prosa e il balletto con particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea, al teatro di ricerca e alla danza contemporanea.

Dal 2008 inizia la collaborazione come scenografa e costumista con i Direttori Artistici del Teatro Filodrammatici di Milano Tommaso Amadio e Bruno Fornasari nelle produzioni dedicate alla drammaturgia contemporanea dirette da Bruno Fornasari tra cui Girotondo.com, K il processo di Kafka, N.e.r.d.s., Parassiti fotonici, Il turista, Collaborators.

Dal 2009 è membro dell’èquipe multidisciplinare del Centro Studi Assenza di Milano fondata da Paolo Ferrari nel 1984, con il quale amplia la sua ricerca in ambito teatrale intraprendendo una specifica ricerca sui linguaggi e le discipline del teatro in-Assenza in qualità di scenografa, costumista e performer.

Progetta e realizza costumi per numerose coreografie tra cui: il balletto L’altro Casanova (2011) di Gianluca Schiavoni per il Teatro alla Scala, i balletti Il mantello di pelle di Drago (2012) e Drakula (2014) nati dalla collaborazione con la Jas Art Ballet Company e il coreografo Massimiliano Volpini. Con lo stesso coreografo firma nel 2016 scene e costumi per Il giardino degli amanti per il Teatro alla Scala, etoilè Roberto Bolle.

Dal 2015 inizia la collaborazione come costumista con la regista Serena Sinigaglia per la serie teatrale 6Bianca di S. Amidon prodotta dal Teatro Stabile di Torino, nel 2015 Nudi e Crudi di Bennet, nel 2016 Tre Alberghi per Il Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia.

Sempre per il Teatro Stabile di Torino firma i costumi per L’albergo del libero scambio con la regia di Marco Lorenzi.

Collabora come costumista con la compagnia Carrozzeria Orfeo per la produzione Animali da Bar del Teatro Stabile della Toscana, vincitore del premio Hystrio Twister 2016

Conduce un appassionato lavoro sul costume e sul tessile accostando tecniche tradizionali di elaborazione, pittura e tessitura, a nuovi materiali e tecnologie digitali. Segue periodicamente progetti di docenza per il Politecnico di Milano.