Non sarai più sola

Compagnia Bebo Storti e Anna Ammirati

Non sarai più sola

con Anna Ammirati e Bebo Storti

e tre musicisti dal vivo

testo e regia Bebo Storti

Lo spettacolo

Immaginate una donna, una ragazza, una bambina, sul palco che canta balla parla. Una Callisto, una Didone salterina. Che affonda le sue radici nella mitologia ma subito se ne affranca. Si stufa presto questa donna però di vestire panni.

Racconta la sua vita. Si veste si spoglia, cambia umore, ride piange. Commuove e diverte il pubblico. Ah già, dimenticavo.E’ una serial killer. Ha subito, da ragazzina, violenze e soprusi, la vita è stata dura con lei, lei è stata dura con gli uomini, che l’hanno perseguitata, posseduta, venduta, avuta. Tutti gli uomini.

Li cattura, li tortura, li uccide li accusa, li ridicolizza. Ma, c’è un ma, se la prende anche con le donne, che considera deboli ed inette. Non si difendono, si vendono per una tranquillità patrimoniale o sentimentale. Sono pronte a tutto. “ma sei davvero tu lo spermatozoo che ha vinto?!” chiede alle spettatrici. Ci parla col pubblico. La sua è anche una confessione pubblica. Spiega come uccidere meglio, come rendere le vittime inoffensive, come vendicarsi di tanti anni di sofferenza. Ma canta, tanto, si libera sul palco di tante offese. La sua musica è quella degli anni ’60/’70, con qualche blues e qualche nota di musica classica che spesso dice “come mi calma e mi rende umana”. Cosi si srotola il racconto della sua vita la triste genealogia della sua famiglia. C’è tanto umorismo, nero, femminino, dissacrante. Lei veste tanti panni; la bambina la femmina l’omicida seriale la comedians acida e punk che irride le donne. Terribile e affascinante.

Sul palco con lei un uomo. Padre psichiatra giudice professore. Immaginate vostro padre che vi chiama col nome che odia di più. Che vi canta canzoni boccaccesche ad un centimetro dalla faccia.

Che ha quell’aria da “vengo li?!!” e poi viene li. Che vi vende al miglior offerente…ma che in un modo sporco ed ultimo, vi ama. Mentre il professore vi spiega come la donna sia stata estromessa dalla storia dal mondo demonizzata e portatrice di lussuria.. Lo psichiatra vi liberi dai fantasmi, vi inviti a cantare e canti con voi. Il giudice vi giudichi, desiderandovi.

Dissacrante e scorretto. Ma pieno di cordoglio per “le donne che ogni giorno vengono uccise ed abusate”.

Questo è lo spettacolo. Un susseguirsi di “capitoli” pieni di orrore di morte di risate e di musica.

Un racconto che vi porterà in una terra dove tutto accade. La mente. Il teatro.

bebo storti 4

NOTE DI REGIA

Lo spettacolo verrà vissuto come un viaggio, come se sfogliassimo un diario. Una serie di capitoli, ognuno una storia, una parte della storia. Cronologicamente allineati, divisi e scanditi dalla musica, un trio; chitarra basso batteria e tastiere, come i “complessi” di una volta, che in un angolo ci accompagna. Una scrivania, grande, piena di carte e libri, dove lo psichiatra, il giudice, il padre parlano con la nostra S.K. Una grande panca come fossimo in una stazione, che si trasforma nelle porte basculanti dei bagni, nella cella frigorifera dove nascondere i corpi. Un baule, un fondale bianco in pvc dove appaiono i colori ed i fondali dello spettacolo, che cambiano di volta in volta, dove vengono proiettate le foto, che sono l’immaginario della nostra eroina nera.

Una storia, una prova d’attrice e d’attore. Una storia. Non fine a se stessa, ma che racconti il disagio e la rabbia della nostra assassina. Ma anche l’allegria la follia e la fredda determinazione di chi, trasportato dagli eventi, uccide. Come si uccide? Come ci si affranca da un passato orrendo e ci si ricostruisce una facciata rispettabile?

Ho cercato di raccontare questa storia, con la comicità. Con la rabbia, con tanti personaggi, tante donne. Molte luci e ombre, anche sul palco. Anche nella recitazione e nello scandire del testo. Un’ora e mezza di emozioni forti; il riso l’orrore lo stupore e la commozione di una storia. Che in fondo è la storia di una donna. Che potrebbe essere la tua vicina di casa, la tua collega d’ufficio.

Bebo Storti