Occidente Solitario: una commedia nera di Martin McDonagh per Claudio Santamaria e Filippo Nigro

CeDAC
XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo

M’ILLUMINO di PROSA
Stagione 2012-13

Compagnia Gli Ipocriti
OCCIDENTE SOLITARIO
di Martin McDonagh
con Claudio Santamaria e Filippo Nigro

18 e 19 febbraio 2013 – SASSARI/ Nuovo Teatro Comunale -ore 21
20-24 febbraio 2013 CAGLIARI/ Teatro Massimo
(da mercoledì a sabato alle 20.45 e domenica alle 19)

Due icone del cinema per un testo cult: debutta lunedì 18 febbraio alle 21 (in replica  martedì 19 sempre alle 21) al nuovo Teatro Comunale di Sassari “Occidente Solitario” dell’irlandese Martin McDonagh, divertente commedia “nera” interpretata da Claudio Santamaria e Filippo Nigro accanto a Massimo De Santis e Azzurra Antonacci, per la regia di Juan Diego Puerta Lopez. La pièce venata di amara e cruda ironia – nel cartellone di M’Illumino di Prosa/ la Stagione 2012-13 del CeDAC (nell’ambito del XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo) approderà poi al Teatro Massimo di Cagliari da mercoledì 20 febbraio alle 20.45 fino a domenica 24 febbraio (da mercoledì a sabato alle 20.45- turni A, B, C, D e domenica alle 19 – turno E)

COMUNICATO del 16.02.2013
Ritratto di famiglia in un inferno con “Occidente Solitario” di Martin McDonagh, in cartellone lunedì 18 e martedì 19 febbraio alle 21 al nuovo Teatro Comunale di Sassari e poi da mercoledì 20 fino a domenica 24 febbraio (da mercoledì a sabato alle 20.45- turni A, B, C e D e domenica alle 19 – turno E) al Teatro Massimo di Cagliari per “M’Illumino di Prosa/ la stagione 2012-13 del CeDAC nell’ambito del XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo. La commedia nera del pluripremiato drammaturgo britannico (nato a Londra ma di origini irlandesi) racconta il feroce antagonismo tra due fratelli in uno sperduto villaggio dell’Irlanda: uniti dall’odio reciproco, i due si contendono spazio vitale e proprietà, prigionieri nella loro difficile convivenza, in una catena infinita di sfregi e vendette.
Protagonisti sulla scena Claudio Santamaria e Filippo Nigro, entrambi noti al grande pubblico per le loro interpretazioni cinematografiche e televisive (da “Fuochi d’artificio” a “Almost Blue” e “L’ultimo bacio”, poi “Paz!”, “Agata e la tempesta” e “Ma quando arrivano le ragazze?” di Avati, fino a “Romanzo criminale” e la fiction su “Rino Gaetano”, e un film emblematico come “Diaz” per Santamaria; mentre Nigro spazia da “Le fate ignoranti” e “La finestra di fronte” di Ozpetek a “Amore che vieni amore che vai”, “Oggi sposi” e “Diverso da chi?”, alla serie “R.I.S.” in tv fino a “ACAB-All Cops Are Bastards” di Stefano Sollima) prestano corpo e voce a Coleman e Valene, fratelli in lotta, talvolta forse complici davanti al mondo esterno, ma sempre, irrimediabilmente nemici. Completano il cast, nella mise en scène della Compagnia Gli Ipocriti, per la regia di Juan Diego Puerta Lopez che mette l’accento sulla “concretezza spietata della vita”, Massimo De Santis e Azzurra Antonacci, nel ruolo rispettivamente dell’idealista e disperato Padre Welsh e dell’unica donna in questo universo maschile, una giovane venditrice abusiva di whisky, appunto Ragazzina.
Fotografia di spiriti inquieti, all’ombra del male di vivere, la caustica pièce di McDonagh (ultimo capitolo della sua “The Leenane Trilogy”, iniziata con “The Beauty Queen of Leenane” e proseguita con “A Skull in Connemara”; e infine con “The Lonesome West”, rappresentato in Italia con il titolo di “Occidente Solitario”) narra impulsi e passioni, racconta di delitti inconfessabili e segreti di famiglia, di generose aspirazioni e fallimenti. L’esistenza in un piccolo villaggio – dell’Irlanda come di ogni altra regione del mondo – può diventare insopportabile: paradigma di vizi e virtù, fragilità e abusi, “Occidente Solitario” svela attraverso i suoi personaggi, così estremi da apparire grotteschi, e maniacali nella ripetizione esasperata di gesti e azioni, quasi un rituale nell’assurda lotta quotidiana, selvaggi e brutali, la verità su comportamenti, pensieri e azioni, decisamente e anche troppo umani.
Fratelli-coltelli, avversari sotto lo stesso tetto; ma anche la figura del sacerdote, incapace di rassegnarsi a quella logica di scontri sul filo di una continua tensione; e l’unica donna, Ragazzina, attivamente impegnata nel commercio clandestino di whisky, rappresentano le diverse declinazioni di uno squilibrio, un disagio, accentuato dalla solitudine, quell’isolamento claustrofobico che dilania e riunisce tutte le anime in un unico destino. Scaturisce così un surreale equilibrio, che fa dell’astio ricambiato, dell’avidità, di un’insanabile ostilità e un’aggressività rabbiosa, la via di fuga dall’inevitabile catastrofe: la smania di possesso dell’uno, la sfacciata attitudine da parassita dell’altro si bilanciano in un pericoloso gioco a due. I fratelli si fronteggiano, fra tradimenti, insidie, aperte provocazioni, perfino ricatti. Di quel microcosmo feroce McDonagh disegna con cupa ironia il suo brillante affresco, in una commedia in nero in cui i valori appaiono capovolti e dimenticati, la fede è un abito adatto per la malinconia e il rimpianto, e l’utile immediato azzera il dilemma tra il bene e il male.
La cattiveria e quella strana giostra delle passioni, in cui perfino un tentativo di pacificazione, con la confessione dei precedenti dispetti e delitti in attesa di perdono, innesca nuove ostilità riescono però a far ridere, in un interessante contrappunto in cui ciascuno elargisce il suo veleno; in fondo come sottolinea il regista Juan Diego Puerta Lopez nelle note, citando Beckett: “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”.

INCONTRI CON GLI ARTISTI:
Sassari: “Back stage: incontri con gli attori” – martedì 19 febbraio ore 18
Si rinnova l’appuntamento con “Back stage: incontri con gli attori”, iniziativa culturale promossa dall’Ersu, dal Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari e dall’Accademia di Belle Arti di Sassari in occasione di M’Illumino di Prosa/ la stagione del CeDAC: Claudio Santamaria e Filippo Nigro, con Massimo De Santis e Azzurra Antonacci e lo staff tecnico della Compagnia Gli Ipocriti parleranno del loro “Occidente Solitario” – martedì 19 febbraio alle 18 nella sala conferenze Ersu di via Coppino a Sassari – con gli studenti dell’Ateneo e dell’Accademia.
Cagliari: “Oltre la Scena: gli attori raccontano” – venerdì 22 febbraio alle 17.30 alla MEM
Segreti di una messinscena e tecniche di recitazione saranno anche al centro dell’incontro con il pubblico – venerdì 22 febbraio alle 17.30 alla MEM-Mediateca del Mediterraneo di Cagliari – per “Oltre la Scena: gli attori raccontano” Claudio Santamaria e Filippo Nigro, insieme a Massimo De Santis e Azzurra Antonacci narreranno della pièce e dei loro personaggi, della scelta di affrontare una drammaturgia contemporanea e di affrontare temi come la solitudine, l’incomunicabilità, i dubbi della fede, attraverso la cifra di un caustico humour nero. Ingresso libero.
per l’Ufficio Stampa del CeDAC/ Sardegna:
Anna Brotzu – cell. 328.6923069 – cedac.uffstampa@gmail.com

 

 

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CeDAC
XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo

M’ILLUMINO di PROSA
Stagione 2012-13

Compagnia Gli Ipocriti
OCCIDENTE SOLITARIO
di Martin Mc Donagh
con Claudio Santamaria, Filippo Nigro, Massimo De Santis, Azzurra Antonacci
regia Juan Diego Puerta Lopez

18 e 19 febbraio 2013 – SASSARI/ Nuovo Teatro Comunale -ore 21

“Back stage: incontri con gli attori” – martedì 19 febbraio alle 18 nella sala conferenze Ersu di via Coppino a Sassari Claudio Santamaria e Filippo Nigro, insieme a Massimo De Santis e Azzurra Antonacci e allo staff tecnico incontreranno gli studenti dell’Università e dell’Accademia di Sassari

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20-24 febbraio 2013 – CAGLIARI/ Teatro Massimo

mercoledì 20 febbraio2013 – ore 20.45 / Turno A
giovedì 21 febbraio 2013 – ore 20.45 / Turno B
venerdì 22 febbraio 2013 – ore 20.45 / Turno C
sabato 23 febbraio 2013 – ore 20.45 / Turno D
domenica 24 febbraio 2013 – ore 19.00 / Turno E

“Oltre la scena: gli attori raccontano”: venerdì 22 febbraio alle 17.30 alla MEM – Mediateca del Mediterraneo Claudio Santamaria e Filippo Nigro, insieme a Massimo De Santis e Azzurra Antonacci incontreranno il pubblico alla MEM – Mediateca del Mediterraneo di Cagliari

INFO & BIGLIETTI
SASSARI
Biglietti:
primi posti: intero € 18 – ridotto € 15
secondi posti: intero € 15 – ridotto € 13
Loggione: € 7

INFO: 339.1560328 – <circuitoteatralesardo@gmail.com> – www.cedacsardegna.it

CAGLIARI
Biglietti (turni A,B,C,D,E)
primo settore intero € 30 / ridotto € 24
secondo settore intero € 25 / ridotto € 19
loggione intero € 15 / ridotto € 10
Riduzioni per under 25/ over 65/ Convenzione Ersu per gli studenti universitari
INFO: Infopoint e Biglietteria del Teatro Massimo, cell. 345.4894565 – biglietteria@cedacsardegna.it
Prevendite: a Cagliari: BoxOffice-Sardegna, in viale Regina Margherita 43 – tel. 070.657428
online: Circuito Vivaticket ( www.vivaticket.it ) e

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Compagnia Gli Ipocriti
Occidente Solitario
di Martin McDonagh
traduzione di Luca Scarlini

con
Claudio Santamaria e Filippo Nigro
e con
Massimo De Santis
Azzurra Antonacci

scene Bruno Buonincontri
costumi Caterina Nardi
musica originale Riccardo Bertini (Mammooth)
disegno luci Sergio Ciattaglia

regia Juan Diego Puerta Lopez

Note di regia
“Occidente Solitario” risponde alla necessità e alla scelta di rappresentare testi contemporanei che non descrivano una realtà territoriale, ma una indefinita società, una condizione umana di solitudine e indifferenza, uno stato d’infelicità quasi compulsivo che richiama all’oggi, alla concretezza spietata della vita.
Un piccolo villaggio dell’Irlanda, due fratelli al limite del patologico, incapaci di vivere senza dispute e aggressioni. Il parassita Coleman, impegnato a scroccare liquori e patatine al fratello Valene, possessivo, maniacale, che contrassegna con la propria iniziale ogni oggetto, per sottolineare al fratello le sue proprietà. Cerca inutilmente di pacificarli un giovane prete, dedito all’alcool e frustrato dalla missione impossibile di convertire quel paesello cinico.
Solo una ragazza nel mezzo di questo triangolo bizzarro, Ragazzina, giovane venditrice abusiva di whisky a domicilio.
Una commedia nera, concentrata in una stanza, dove delirio e stravaganza s’incontrano con umorismo e cinismo, confessioni senza salvezza si alternano a suicidi e vecchi omicidi di famiglia. La crudeltà si sottrae alla morale e si manifesta come gioco, ritmo, energia e se i personaggi aprono bocca è per insultare, rivendicare o compiangersi.
La giusta chiave di lettura di questo testo ce l’ha indicata Samuel Beckett quando ha affermato: “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”.
Juan Diego Puerta Lopez

 

 

 

L’autore
Nato nei dintorni di Londra ma profondamente legato alle proprie radici irlandesi, il regista, sceneggiatore e commediografo Martin McDonagh (Camberwell, 26 marzo 1970) continua a proiettare nella sua terra d’origine le storie e i personaggi delle sue pièces teatrali.
Dopo il fortunato esordio con “The Beauty Queen of Leenane”, con numerosi riconoscimenti internazionali tra cui l’Evening Standard Award come miglior commediografo emergente McDonagh decide di proseguire con altri due capitoli della storia – “A Skull in Connemara” e “The Lonesome West” (rappresentato in Italia con il titolo di “Occidente Solitario”), dando vita così a “The Leenane Trilogy”. Segue un altro trittico, con “The Aran Islands Trilogy”, che ne conferma il talento e il successo, conquistando premi e riconoscimenti in tutto il mondo: ormai drammaturgo affermato, Martin McDonagh nel 1997, a soli 27 anni, vede ben quattro dei suoi spettacoli in scena simultaneamente nei teatri del West-End di Londra (impresa riuscita in passato anche ad un artista di Stratford on Avon, tale William Shakespeare). Tra le altre opere, “The Pillowman” (2003), premiato con un Laurence Olivier Award, uno dei riconoscimenti più prestigiosi del teatro inglese.
Al cinema, dopo il cortometraggio “Six Shooter”, da lui scritto e diretto, grazie al quale riesce ad aggiudicarsi il suo primo Academy Award, Martin McDonagh scrive e dirige il film “In Bruges – La coscienza dell’assassino” con Colin Farrell, Ralph Fiennes e Brendan Gleeson. Il film viene scelto per aprire il Sundance Film Festival del 2008, e si aggiudica un Bafta, un British Independent Film Awards come miglior sceneggiatura, una nomination agli Oscar e un Golden Globe a Colin Farrell come miglior attore protagonista.

I protagonisti
Nato e cresciuto nel quartiere Prati di Roma, Claudio Santamaria da adolescente ha lavorato per un breve periodo nel doppiaggio, prima di iscriversi al corso triennale di Acting Training tenuto da Beatrice Bracco. Dopo un tentativo di essere ammesso all’Accademia d’Arte Drammatica, il suo debutto sul palcoscenico arriva con “La nostra città”, diretto da Stefano Molinari. In teatro ha recitato spesso in opere scritte da Lucilla Lupaioli e dirette da Furio Andreotti e fatto parte della compagnia Area Teatro, a fianco di Paola Cortellesi.
L’esordio al cinema giunge nel 1997, con “Fuochi d’artificio” di Leonardo Pieraccioni, poi i primi ruoli importanti ne l’opera prima di Gabriele Muccino “Ecco fatto”, e ne “L’ultimo capodanno” di Marco Risi, fino a “L’assedio” di Bernardo Bertolucci; il successo arriva con “Almost Blue” di Alex Infascelli e soprattutto con “L’ultimo bacio” di Gabriele Muccino, per cui ottiene una candidatura al David di Donatello. Nel 2002 interpreta Pentothal in “Paz!” di Renato De Maria, ricevendo una candidatura ai Nastri d’argento – la seconda arriverà con “Passato prossimo” di Maria Sole Tognazzi; nel 2003 il cortometraggio “Rosso”, e soprattutto, accanto a Licia Maglietta, “Agata e la tempesta” di Silvio Soldini nel doppio ruolo di Nico e Arturo. Dopo il fortunato “Ma quando arrivano le ragazze?” di Pupi Avati, il suo successo in sala si consolida definitivamente con “Romanzo criminale” di Michele Placido, sulla storia della Banda della Magliana. Perfino un’apparizione (il cattivo Carlos) in “Agente 007 – Casino Royale”, ventunesimo film della serie su James Bond, poi la fortunata fiction tv “Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu”, prodotta da Claudia Mori, sulla vita del cantautore calabrese mentre in “Fine pena mai” accanto a Valentina Cervi, interpreta un boss della Sacra Corona Unita.
Ha preso parte a tre videoclip, per gli Üstmamò, Umberto Tozzi ed Irene Grandi (Sconvolto così). Nel gennaio del 2008 ha cantato ed interpretato la canzone “Il Pendolo”, singolo di traino del nuovo album degli Equ. Nel 2009 partecipa alla realizzazione dell’album “Back In Gum Palace” dei Mammooth. Dopo “Terraferma” di Crialese “Gli Sfiorati” di Veronesi, il colpo al cuore di “Diaz” sui fatti di Genova, e intanto il ritorno al teatro con “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie Koltès, poi “Occidente Solitario” di McDonagh mentre la scorsa estate “La notte dei poeti” di Nora lo vede protagonista delle “Memorie di un folle” di Flaubert.

Nato e cresciuto a Roma – quartiere Trieste – Filippo Nigro (1970), diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la guida di Lina Wertmüller, esordisce sul grande schermo con la commedia “Donne in bianco” (1998), per la regia di Tonino Pulci. Da “Le fate ignoranti” a “La finestra di fronte” di Ferzan Ozpetek (con cui ottiene la candidatura ai Nastri d’Argento come migliore attore non protagonista e vince il Globo d’Oro della Stampa estera come migliore attore). Nel 2004, “A luci spente” di Maurizio Ponzi e l’anno successivo la nomina dalla European Film Promotion tra le “Shooting Stars” dell’anno. Dopo le due stagioni della miniserie tv “La dottoressa Giò”, Filippo Nigro ritorna in televisione nelle serie di Canale 5 “R.I.S. – Delitti imperfetti” (2005-2007). Ancora cinema: “Un gioco da ragazze” dell’esordiente Matteo Rovere, “Amore che vieni amore che vai” e la commedia “Amore, bugie e calcetto” di Luca Lucini, con cui girerà anche “Oggi sposi”. Nel 2009 con “Diverso da chi?”, commedia brillante di Umberto Carteni, ottiene la candidatura al David di Donatello, come migliore attore non protagonista e nel 2012 è nel cast di “ACAB – All Cops Are Bastards” di Stefano Sollima. Rari ma importanti i testi teatrali: da “Camere da letto” di Alan Ayckbourn, per la regia di Giovanni Lombardo Radice, all’amaro realismo di “Una bugia della mente” di Sam Shepard fino a “Occidente Solitario” di Martin McDonagh, con regia di Juan Diego Puerta Lopez (2012), la cui interpretazione gli è valsa il Premio “Le Maschere del Teatro Italiano” 2012/ Premio Banco di Napoli come miglior attore emergente.

Classe ’71, Massimo De Santis nasce a Roma. Si unisce al gruppo teatrale “H2O” di Furio Andreotti, che nel 1999 lo sceglie come protagonista del suo spettacolo teatrale “L’anello di Erode”.
Massimo si divide quindi tra il cinema, il teatro e la televisione.
Al cinema ha lavorato con i Manetti Bros, Ivano De Matteo, Marco Ponti nel film A/R Andata+Ritorno del 2004, Notturno Bus di Davide Marengo del 2006 e quell’anno oltre a Riprendimi è stato parte del cast del film di Spike Lee Miracle at St’ Anna dove interpreta il ruolo di un prete-coraggio. I fratelli Gentili al loro debutto cinematografico lo scelgono come protagonista assoluto per Sono viva, in concorso al Noir Film Festival di Courmayeur nel 2008.
Antagonista in importanti fiction quali “Distretto di Polizia 8″ e prossimamente anche in “Squadra antimafia” e “RIS Roma 3”. Nel 2012 Massimo inoltre prosegue la sua carriera teatrale, ultimamente in scena con “Occidente solitario” con Claudio Santamaria per la regia di Juan Diego Puerta Lopez tratta dal testo di Martin McDonagh.
Attrice formatasi fin da bambina come doppiatrice, Azzurra Antonacci passa nel giro di pochissimo tempo davanti alla macchina da presa e sopra al palcoscenico. Ha girato come coprotagonista note fiction e film tv tra cui “Le ali della vita” di Stefano Reali, “Il bello delle donne”, “Distretto di polizia”, recitando anche nel cinema (“Aria” di V. D’Annunzio, “Il Cielo Cade” dei fratelli Frazzi). Dopo aver conseguito la maturità classica, si laurea con lode secondo il vecchio ordinamento in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo all’Università di Roma Tre, e in seguito si diploma con lode in un Master in Beni culturali alla Lumsa di Roma. In teatro è scritturata in numerosi spettacoli, ed è diretta tra gli altri dai registi Valerio Binasco (“L’Intervista”), Lluis Pasqual (“La Casa di Bernarda Alba”).