Operazione Gallura: PORTARE A TEATRO, PERCHÉ, COME…

CeDAC
Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna

Operazione Gallura

un progetto pilota per la formazione del pubblico
e la specializzazione di mediatori culturali

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PORTARE A TEATRO, PERCHÉ, COME…
seminario a cura di Giorgio Testa

Palau – Palazzo Fresi
mercoledì 31 gennaio / giovedì 1 febbraio / venerdì 2 febbraio

S’intitola “PORTARE A TEATRO, PERCHÉ, COME…” il seminario a cura di Giorgio Testa (psicologo dell’età evolutiva e operatore teatrale, esperto di teatro ed educazione) che si svolgerà al Palazzo Fresi di Palau a partire da mercoledì 31 gennaio – fino a venerdì 2 febbraio con l’intento di fornire agli operatori e quindi agli spettatori gli strumenti per comprendere e decodificare un’opera d’arte.

Parte dal Nord dell’Isola – con “Operazione Gallura” – la serie di iniziative organizzate dal CeDAC per la diffusione di una cultura teatrale attraverso le figure dei mediatori che hanno il compito arduo ma fondamentale di favorire l’incontro tra artisti e pubblico, da un lato individuando le istanze personali e collettive di coloro che assistono agli spettacoli, prevenendone i desideri e le curiosità, cogliendo le sollecitazioni e modulando l’offerta in base alle specifiche esigenze dall’altro indagando la poetica degli autori e lo stile e linguaggio delle singole compagnie.

Un doppio registro per il seminario organizzato dal CeDAC in collaborazione con la Casa dello Spettatore e aperto a operatori culturali (cooperative e associazioni, organizzatori, ma anche gestori di sale e operatori museali…) oltre che a docenti, giornalisti e anche funzionari della pubblica amministrazione, quindi a quanti che per professione o inclinazione svolgono un ruolo cruciale nel mettere in relazione domanda e offerta e favorire la fruizione di eventi e spettacoli da parte di un pubblico sempre più preparato e attento, capace di apprezzare i classici e curioso delle novità.

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PORTARE A TEATRO, PERCHÉ, COME…” affronta nell’arco di tre intense giornate alcuni aspetti fondamentali per riportare il teatro al centro della vita della comunità come momento catartico ed esperienza condivisa, contrastando l’idea di un’arte elitaria, rivolta ad una ristretta cerchia di privilegiati educati ed abituati a confrontarsi non solo con i grandi capolavori del passato ma anche con la nuova drammaturgia. Se per gustare appieno e cogliere la molteplicità di significati e i simboli racchiusi un una pièce teatrale, è importante trovare la chiave per far avvicinare a testi anche complessi le diverse fasce di pubblico – dai giovani e giovanissimi agli amanti delle arti della scena.

Sottolinea la direttrice artistica del CeDAC Valeria Ciabattoni: «Senza un pubblico avvertito e appassionato, il teatro vivacchia in modo artificiale, ciononostante le cure e le risorse che si dedicano alla sequenza “creazione-produzione-distribuzione” di uno spettacolo perché arrivi al pubblico, sono minori di quelle che si dedicano a far sì che il pubblico arrivi allo spettacolo, soprattutto a far sì che ci arrivi come interlocutore vitale di una comunicazione complessa più che come acquirente-consumatore di un prodotto».

Tra gli obiettivi del seminario di Giorgio Testa, espressamente rivolto a tutti coloro che in vario ruolo e grado svolgono o desiderano svolgere, attività di mediazione tra pubblico e spettacolo, assumendosi appunto la responsabilità di “portare” a teatro (in modo diretto come gli insegnanti o indiretto come gli operatori impegnati nella comunicazione e promozione dell’offerta culturale), c’è la costituzione di un gruppo di lavoro e di ricerca intorno ai temi della formazione del pubblico e dell’educazione dello spettatore che possa operare nel territorio della Gallura.

Il corso si articola, per “scelta metodologica”, in un primo tempo di messa a punto teorica e un secondo di esemplificazione pratica di un modo di preparazione alla visione che avrà per oggetto, giovedì 1 febbraio alle 21 al Cine/Teatro Montiggia di Palau, “L’Avaro” di Molière con la regia di Ugo Chiti – e Alessandro Benvenuti nel ruolo del protagonista accanto agli attori dell’Arca Azzurra Teatro.

Operazione Gallura”, “progetto pilota per la formazione del pubblico e la specializzazione di mediatori culturali”, inaugura un ciclo di seminari, incontri e visioni incentrato sulla necessità di riportare il teatro ad una centralità e pregnanza in senso alla società, come prezioso spazio di discussione e confronto su temi anche scottanti e attuali, come a rappresentare una moderna agorà dove dibattere – e (re)immaginare – il futuro della civiltà.

PORTARE A TEATRO, PERCHÉ, COME…”

* calendario e orari

31 gennaio 2018 – ore 15-30-19, 30
(sul perché portare a teatro, cioè: per quali motivo e a quale fine occuparci del pubblico, dopotutto)

1 febbraio – ore 15-30 – 19-30 e spettacolo serale (ore 21)
(su un come, non discusso, ma provato attraverso l’esperimento di essere portarti da Giorgio Testa a vedere l’Avaro)

2 febbraio – ore 15-30 -19, 30
(bilancio del seminario nelle sue due parti, e prospettive)

Giorgio Testa

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Psicologo dell’età evolutiva, formatore, esperto dei rapporti Teatro-Educazione. Attivo dal 1960 nel Movimento di Cooperazione Educativa (MCE), di cui ha diretto la rivista “Cooperazione Educativa” dal 1980 al 1985, vi ha svolto attività di ricerca e formazione sui temi dell’inconscio nella pratica educativa, della creatività, della libera espressione, della didattica della lettura. Negli ultimi anni, tema prevalente del suo lavoro è stato l’educazione al teatro nelle sue dimensioni di: spettacolo da vedere, esperienza di comunicazione e di espressione, linguaggio istituito e forma specifica. Per “L’osservatorio dell’Immaginario” (Compagnia Stilema, Torino) ha curato il progetto “Il teatro nella mente” indagine sull’idea di teatro dei giovani. In qualità di consulente dell”Ente Teatrale Italiano (ETI) ha ideato e coordinato molti progetti di ricerca, in particolare il progetto europeo IRIDE sulle attività di mediazione necessarie ad avvicinare i bambini e i giovani al teatro e la direzione, a Roma e a Firenze, dal 1997 al 2010, del Centro Teatro Educazione (CTE), struttura stabile per l’educazione al teatro, che ha promosso la sperimentazione nelle scuole di modelli di “didattica della visione” per la formazione dello spettatore teatrale sin dalla prima infanzia e la progettazione e organizzazione di corsi per insegnanti e operatori teatrali. Dopo la chiusura dell’Eti ha proseguito ricerca e attività nell’Associazione Casa dello Spettatore, di cui è presidente, realizzando progetti nel Lazio, a Roma, a Napoli, a Pistoia e a Bari.