Paladini di Francia

Spada avete voi, spada avete io!
Vita, morte e disavventure di Orlando
e altri strani paladini

dedicato a Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini

di Francesco Niccolini

Koreja-Teatro Stabile d’Innovazione

con
Silvia Ricciarelli, Maria Rosaria Ponzetta,
Fabrizio Pugliese, Antonella Iallorenzi,
Carlo Durante, Fabio Tinella

assistente alla regia Valentina Impiglia
ideazione scene Iole Cilento
realizzazione scene Porziana Catalano, Iole Cilento
musiche originali Pasquale Loperfido
voce di Carlo Magno Fabrizio Saccomanno
disegno luci Angelo Piccinni
tecnici di compagnia Angelo Piccinni, Mario Daniele
organizzazione Franco Ungaro
foto di scena Elisa Manta
distribuzione Laura Scorrano

regia
Enzo Toma

Associazione Nazionale Critici Teatrali Italiani

Premio della Critica 2009
Segnali 2009 – ventesima edizione
Premio EOLO AWARDS
per il miglior spettacolo di Teatro Ragazzi

Uno spettacolo colto e coinvolgente, tragicomico e metateatrale, ricco di citazioni e pure fluente: lo spettacolo Paladini di Francia di Francesco Niccolini, regia di Enzo Toma, avvince sapendo divertire, aprendo intanto spazi di commozione e delicata poesia nell’amata cornice di Cosa sono le nuvole di Pasolini, fonte d’ispirazione anche per la definizione dei personaggi, attori/pupi che tornano a sostare a lato, mutando costumi a vista. Diversi dialetti quasi ad evocare le molte lingue di una guerra lontana, con la voce di Carlo Magno fuoricampo che è insieme imperatore e regista. Le armature e le spade cozzano così come fanno le marionette siciliane in scena, i movimenti ritmati, leggeri, quasi ci fossero davvero dei fili che guidano i passi, i combattimenti. Ma si coglie insieme il piacere di evocare il gioco dei bambini, il gusto di sperimentare la guerra per finzione, con elmi e corazze realizzate con elementi di recupero, oggetti da cucina, posate e colapasta, mentre appaiono anche profili di cavallo con cui galoppare in forma ludica: tutto possiede però una speciale eleganza, perfetta anche la cura del trucco, i caratteri popolari fusi con meditato senso estetico, così anche per le luci. Battute di Amleto e Riccardo III in dialoghi fitti, spesso con il piacere ironico della rima, che vanno caratterizzando i diversi paladini, i cavalieri e gli scudieri, ma c’è anche Angelica, colei che condurrà alla follia il prode Orlando. Bravi gli interpreti Silvia Ricciarelli, Angela de Gaetano, Carlo Durante, Fabio Tinella che moltiplicano i ruoli senza distinzione tra maschi e femmine, affrontando guerre ovunque all’invito di Tutti in scena. E Astolfo – che raggiungerà il mondo della luna, un passaggio colmo d’incanto – dà la sua parola di burattino. E si nomina anche il cavaliere della Mancia: perché ogni esperienza, anche letteraria, può infine semplicemente tradursi in piacere teatrale, complice il pubblico. Ricordando ancora il film di Pisolini: sotto il cielo di morte a Roncisvalle la voce di Modugno e il sospiro di stupore e perdita per la straziante e meravigliosa bellezza del creato.

“Giochi di bambini. Giochi di guerra. Marionette. Pupi. Roba vecchia e bellissima. Da spaccare in due a colpi di spada. Sotto: corpi, metallo, amore e guerra. Sopra: fili, voci tonanti e un destino tragico.Carlo Magno e i suoi paladini. Da ragazzo li odiavo quei personaggi, prototipi di conquistatori. Invece amavo con tenerezza e batticuore le loro raffigurazioni morte, quelle marionette fatte a pezzi, legate a un cielo di carta strappato. Vent’anni dopo, quando vedo uomini e/o marionette morire sui campi di battaglia, ho capito che tutti meritano compassione e i loro corpi vanno rispettati. La storia comica e tragica dei paladini di Carlo Magno – dall’arrivo a corte della bella Angelica al massacro di Roncisvalle – racconta la bellezza e la crudeltà della vita. E se da più di cinquecento anni grandi poeti e oscuri teatranti continuano a provare un piacere immenso a raccontarla, un motivo ci deve essere. Mi pare di essere nel teatrino delle marionette dove Pasolini fa raccontare a Totò, Ninetto Davoli, Franco e Ciccio, la triste storia di Otello, Iago e Desdemona. Con quelle stesse marionette vorrei raccontare di Rinaldo, Astolfo, Angelica, Bradamante, Fiordiligi, Orlando e, da ultimo, il massacro di Roncisvalle, quella discarica assurda e insanguinata dove tutti quei corpi morirono e furono abbandonati, occhi al cielo, a domandarsi che cosa sono le nuvole”.

Francesco Niccolini