Quarta Dimensione

Poesia delle pietre e della parola

da Yannis Ritsos

con

Pinuccio Sciola e Moni Ovadia

violino Diego Deiana

 

Qualcosa di nuovo e antico insieme unisce l’ultimo incontro della notte dei poeti, prima del festival jazz. Se nuova è l’occasione per mettere insieme lo scultore Pinuccio Sciola e le sue pietre sonore con Moni Ovadia, cantante e musicista della tradizione yiddish, antico e solenne è il mondo da cui entrambi traggono ispirazione, quello ancestrale dei popoli e delle tradizioni che li accompagnano. Il nocciolo poetico di questa produzione è incisa nelle pietre di Sciola che scopre la qualità sonora dei basalti e dei graniti sardi creando con loro un rapporto performativo rituale, ma è anche incisa nelle parole di Ritsos raccontate, stavolta, da Moni Ovadia. Quanta Dimensione raccoglie infatti la forza della Grecia antica, il suo mistero, incarnato in Crìsotemi, relitto dei tempi; Ismene, figlia d’Edipo; Fedra, folle d’amore; Elena, che fu bella e fatale; Persefone, sepolta viva. Le Signore del Mito, “quarta dimensione”, rivivono in un contesto temporale indeterminato, assoluto e mitico, assumono contorni umani nella loro sublime grandezza, fatta di dolore e di passione, di intelligenza e di coraggio, di travolgente impeto di vita. Così Quarta dimensione oltrepassa il tempo, portando con sé la bruciante attualità di un pensiero utopico forte, resistente, come i suoi protagonisti riuniti sotto la luna di Nora.