Re Cervo

di Carlo Gozzi

Cajka

adattamento scenico e regia
Francesco Origo

con
Massimo Zordan, Enrico Incani,
Barbara Usai,
Stefania Manis,
Cristiana Cocco, Maria Loi, Marco Bisi

foto di scena Francesco Piras 

Magico-grottesco, commedia dell’arte, tragico-comico ed esotismo, sono gli ingredienti della fiaba di Gozzi. La storia straordinaria del Re cervo può diventare una favola contemporanea che incute una terribile paura, ambientata in un mondo orrendo, violentissimo, cattivo, in cui tutti i personaggi sono invischiati in una rete di complesse volute barocche.

All’esperienza del teatro barocco e della Commedia dell’arte arcaica Gozzi si ancora tenacemente: da alchimista clandestino, in una società che elegge Goldoni a cantore ufficiale di un mondo bottegaio e borghese di sicuro successo, Gozzi si rivolge al passato, alla tradizione orale e scritta della fiaba persiana, ai complessi artifizi che traducono la metafora in pulsione, per narrare, quasi profeticamente, di un futuro già intuibile.

In questa elaborazione al testo originale si è scelto di eleggere il plot  centrale dell’opera, scarnificato da ogni possibile orpello scenico, per ritrovare le equazioni più pure del teatro popolare nell’azione, nei corpi e nella lingua. Un ennesimo tentativo di “… cacciare il teatro dal teatro”.