Schinepisci

di Ilaria Nina Zedda

con
Giulia Ledda, Angelo Trofa,
Felice Montervino, Valentina Fadda

scenografia Paolo Sprega e Valeria Sabiu
disegno luci Ermanno Atzeni
video Francesca Lixi, Ennio Madau
registrazioni audio Fabrizio Frisan
musiche a cura di Ilaria Nina Zedda
ricerca storica Cristian Urrù

regia e drammaturgia Ilaria Nina Zedda

L’Aquilone di Viviana

NOTE DI REGIA

Mi son seduta al telaio un anno fa e
ho iniziato a stendere il tappeto.

Il telaio è la compagnia di attori,
il soggetto del disegno è il vuoto.

Da tanto tempo avevo il desiderio di vedere portata sulla scena la Sardegna dei nostri giorni.
Non l’isola felice di cui parlano i mass-media per via delle frequentazioni estive dei VIP, non la spettacolarizzazione delle tradizioni che ha appiattito il rapporto col mistero dell’identità ed il legame col simbolico, ma la Sardegna dei giovani, quella da cui oggi come ieri si tende a scappare perché non c’è lavoro, né tanto meno lo spazio per poter realizzare i propri sogni.

Da tanto tempo penso ad un teatro giovane che rappresenti i giovani in scena, parli ai giovani attraverso i loro stessi linguaggi espressivi.
Schinepisci è un affresco poetico della situazione sociale e politica contemporanea, della degradazione umana, civile e del mito dei soldi facili, della paura di essere sempre dentro un “grande fratello”.

Schinepisci è una finestra sul cavedio.
Rappresenta la possibilità di guardare
il mondo attraverso il muro.

Il muro è quello della periferia, scorticato, cadente, costruito nel dopo guerra che convive perfettamente con le nuove palazzine dall’architettura americana. Ed è proprio a Quartucciu, uno dei tanti Comuni dell´hinterland cagliaritano, che si sviluppano le vicende umane dei quattro giovani protagonisti della storia.

Trent’anni fa Pasolini descrisse come “sfortunata”
la generazione dei giovani del ’68.
Le generazioni che l’hanno succeduta
oltre ad averne ereditato il disincanto,
hanno perso il legame con la propria identità.

Abbiamo smarrito le chiavi, la memoria, la speranza di poterle ritrovare. Le voci dei poeti si affievoliscono, altri sono morti o presto verranno uccisi. I nuovi “poeti” della strada hanno più che mai bisogno di spazi alternativi per confrontarsi.
Ecco che per loro si ridisegna con moderna creatività la SCENA TEATRALE!

Ilaria Nina Zedda

LO SPETTACOLO

SCHINEPISCI racconta la parabola vissuta da 4 ragazzi  nell’arco di una notte: una sorta di moderno percorso iniziatico che và dalla notte all’alba.
L’iniziazione non è il passaggio dalla giovinezza al mondo adulto, bensì dal “vuoto” culturale contemporaneo alla riscoperta  da parte di questi della propria identità e del senso comunitario.
L’impianto del testo è circolare, più piani narrativi vengono lavorati parallelamente, così che la storia non procede seguendo un andamento logico lineare ma si avvolge ripetitivamente su se stessa in forma di spirale fino al momento dello scioglimento finale.
Dal punto di vista drammaturgico  vi è  una pluralità  di stili teatrali, utilizzati insieme alla musica e all’uso del video per differenziare i vari piani narrativi.

L’Aquilone di Viviana

NOTE DI REGIA

Mi son seduta al telaio un anno fa e
ho iniziato a stendere il tappeto.

Il telaio è la compagnia di attori,
il soggetto del disegno è il vuoto.

Da tanto tempo avevo il desiderio di vedere portata sulla scena la Sardegna dei nostri giorni.
Non l’isola felice di cui parlano i mass-media per via delle frequentazioni estive dei VIP, non la spettacolarizzazione delle tradizioni che ha appiattito il rapporto col mistero dell’identità ed il legame col simbolico, ma la Sardegna dei giovani, quella da cui oggi come ieri si tende a scappare perché non c’è lavoro, né tanto meno lo spazio per poter realizzare i propri sogni.

Da tanto tempo penso ad un teatro giovane che rappresenti i giovani in scena, parli ai giovani attraverso i loro stessi linguaggi espressivi.
Schinepisci è un affresco poetico della situazione sociale e politica contemporanea, della degradazione umana, civile e del mito dei soldi facili, della paura di essere sempre dentro un “grande fratello”.

Schinepisci è una finestra sul cavedio.
Rappresenta la possibilità di guardare
il mondo attraverso il muro.

Il muro è quello della periferia, scorticato, cadente, costruito nel dopo guerra che convive perfettamente con le nuove palazzine dall’architettura americana. Ed è proprio a Quartucciu, uno dei tanti Comuni dell´hinterland cagliaritano, che si sviluppano le vicende umane dei quattro giovani protagonisti della storia.

 

Trent’anni fa Pasolini descrisse come “sfortunata”
la generazione dei giovani del ’68.
Le generazioni che l’hanno succeduta
oltre ad averne ereditato il disincanto,
hanno perso il legame con la propria identità.

Abbiamo smarrito le chiavi, la memoria, la speranza di poterle ritrovare. Le voci dei poeti si affievoliscono, altri sono morti o presto verranno uccisi. I nuovi “poeti” della strada hanno più che mai bisogno di spazi alternativi per confrontarsi.
Ecco che per loro si ridisegna con moderna creatività la SCENA TEATRALE!

Ilaria Nina Zedda

LO SPETTACOLO

SCHINEPISCI racconta la parabola vissuta da 4 ragazzi  nell’arco di una notte: una sorta di moderno percorso iniziatico che và dalla notte all’alba.
L’iniziazione non è il passaggio dalla giovinezza al mondo adulto, bensì dal “vuoto” culturale contemporaneo alla riscoperta  da parte di questi della propria identità e del senso comunitario.
L’impianto del testo è circolare, più piani narrativi vengono lavorati parallelamente, così che la storia non procede seguendo un andamento logico lineare ma si avvolge ripetitivamente su se stessa in forma di spirale fino al momento dello scioglimento finale.
Dal punto di vista drammaturgico  vi è  una pluralità  di stili teatrali, utilizzati insieme alla musica e all’uso del video per differenziare i vari piani narrativi.