Vania

Oyes

Vania

con Francesca Gemma, Vanessa Korn, Umberto Terruso, Fabio Zulli

disegno luci Marcello Falco
costumi e realizzazione scene Stefania Corretti e Maria Barbara De Marco

drammaturgia collettiva

ideazione e regia Stefano Cordella

organizzazione Valeria Brizzi
una produzione Oyes

con il sostegno di fUnder 35 e MiBACT /Regione Umbria /Comune di Gubbio /URA
NEXT – Laboratorio delle idee per la promozione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo

tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame”

A. Cechov

Tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame.”

La vicenda si svolge in un paesino di provincia e ruota attorno alla figura del Professore, tenuto in vita da un respiratore artificiale. Non vedremo mai il Professore ma le tragicomiche conseguenze che la sua condizione produce sul resto della “famiglia”: la giovane moglie Elena, il fratello Ivan, la figlia Sonia, il Dottore. Come in “Zio Vanja” anche i nostri personaggi sentono di non vivere la vita che vorrebbero. Ma la spinta al cambiamento deve fare i conti con la paura di invecchiare, le rigidità, i sensi di colpa, il timore di non essere all’altezza.

COMPAGNIA OYES - VANIA - FOTO DI MATTEO GILLI 5

IL PROGETTO

Dopo aver esplorato le conseguenze dell’abbandono in “Va Tutto Bene”, la Compagnia Oyes porta avanti la sua ricerca tra le crepe e le contraddizioni dell’animo umano. 

VANIA racconta le paure, le frustrazioni e il senso di vuoto dei nostri tempi attraverso una drammaturgia originale costruita a partire dai temi e dai personaggi principali di “Zio Vanja”, uno dei capolavori di Anton Cechov.

Tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame. A vent’anni possiamo tutto, ci buttiamo in qualsiasi impresa. E verso i trenta siamo già stanchi, è come dopo una sbornia. A quarant’anni poi siamo già vecchi e pensiamo alla morte. Ma che razza di eroi siamo? Io vorrei solo dire alla gente, in tutta onestà, guardate come vivete male, in che maniera noiosa. E se lo comprenderanno inventeranno sicuramente una vita diversa, una vita migliore, una vita che io non so immaginare”

Così scriveva Anton Cechov in una delle sue lettere. Ed è proprio dalla stessa pervasiva sensazione di stagnamento ed immobilismo che è nata la necessità di questo lavoro. Come la maggior parte dei trentenni anche noi ci ritroviamo in un limbo poco rassicurante e per non sentire il vuoto ci aggrappiamo al passato e guardiamo al futuro con poche speranze. Il rischio è quello di sopravvivere galleggiando nel “letame” di cui scrive Cechov.

E così abbiamo deciso di raccontare le paure, il senso di vuoto, la difficoltà di sognare dei nostri tempi, attraverso una drammaturgia originale costruita a partire  dai temi e dai personaggi principali di “Zio Vanja”, uno dei capolavori dell’autore russo.


PREMI E RICONOSCIMENTI

  • Progetto vincitore del premio “Giovani Realtà del Teatro” – edizione 2015

  • Progetto in residenza all’interno della rassegna “Fuoritraccia” – organizzata da Centro Teatrale Umbro – con il sostegno di MiBACT – URA –

  • Menzione speciale alla Drammaturgia – Festival Inventaria 2016 – Teatro dell’Orologio – Roma

  • Spettacolo vincitore del bando NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo (progetto di Regione Lombardia)

  • Spettacolo finalista di In box – edizione 2017