Veronica Pivetti interpreta “Mortaccia/ La vita è meravigliosa” di Giovanna Gra tra Alghero, Palau, Olbia, Nuoro e Macomer

CeDAC
XXXIV Circuito Teatrale Regionale Sardo

Questa è la nostra Stagione

Stagione di Prosa 2013/2014

 

Mortaccia Poster def A4

PIGRA

Mortaccia

La vita è meravigliosa

testo e regia di Giovanna Gra – con Veronica Pivetti

lunedì 24 febbraio 2014 – ore 21/ ALGHERO – Teatro Civico
martedì 25 febbraio 2014 – ore 21/ PALAU – Cine/Teatro Montiggia
mercoledì 26 febbraio 2014 – ore 21/OLBIA-Cine/Teatro Olbia
giovedì 27 febbraio 2014 – ore 21/ NUORO – Teatro Eliseo
venerdì 28 febbraio 2014 – ore 21/ MACOMER – Teatro Costantino


INCONTRO CON GLI ARTISTI

giovedì 27 febbraio h 18.00 – nella Casa Rosas di Nuoro

Veronica Pivetti incontra il pubblico – presenta Pietro Rudellat – ingresso libero

Mortaccia/ La vita è meravigliosa” di Giovanna Gra, ovvero un’inedita versione della nera signora interpretata con eleganza e brio da Veronica Pivetti, accanto a Sergio Mancinelli e Oreste Valente, in tournée nell’Isola per la Stagione di Prosa del CeDAC (nell’ambito del XXXIV Circuito Teatrale Regionale Sardo): dopo il debutto in prima regionale  lunedì 24 febbraio) alle 21 al Teatro Civico di Alghero (dove apre in bellezza – e ironia – il cartellone), lo spettacolo va in scena martedì 25 febbraio alle 21 al CineTeatro Montiggia di Palau e mercoledì 26 febbraio alle 21 al Cine/Teatro Olbia di Olbia per approdare giovedì 27 febbraio alle 21 (dopo l’incontro con il pubblico nuorese – sempre giovedì 27 ma alle 18 a Casa Rosas con Pietro Rudellat) al Teatro Eliseo di Nuoro e infine venerdì 28 febbraio alle 21 al Teatro Costantino di Macomer.

Viaggio immaginario e perfino divertente nell’aldilà, che si rivela non troppo diverso dal mondo dei vivi, con una trama sul filo della suspense e delle emozioni “Mortaccia” prova a sfatare l’ultimo tabù e affrontare con il sorriso l’idea della fine… inevitabile ma pur sempre allegra

COMUNICATO del 23.02.2014

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi…” scriveva Cesare Pavese; ma l’inquietante signora in nero ha ora lo sguardo scintillante e malizioso e la voce inconfondibile di Veronica Pivetti, protagonista sulla scena di “Mortaccia/ La vita è meravigliosa”, raffinata e coinvolgente commedia scritta e diretta da Giovanna Gra che lunedì 24 febbraio alle 21 inaugurerà la Stagione di Prosa 2013-14 del CeDAC al Teatro Civico di Alghero, di nuovo aperto alla città. L’originale pièce, impreziosita da musiche e canzoni, proseguirà la tournée nell’Isola sotto le insegne del CeDAC (nell’ambito del XXXIV Circuito Teatrale Regionale Sardo): martedì 25 febbraio alle 21 sarà al CineTeatro Montiggia di Palau e mercoledì 26 febbraio alle 21 al Cine/Teatro Olbia di Olbia per approdare giovedì 27 febbraio alle 21 (dopo l’incontro con Veronica Pivetti e Pietro Rudellatsempre giovedì 27 ma alle 18 a Casa Rosas) al Teatro Eliseo di Nuoro e infine venerdì 28 febbraio alle 21 al Teatro Costantino di Macomer.

Divertissement ironico su un tema scottante e sempre d’attualità come il mistero della fine, “Mortaccia” mette in luce il talento istrionico e canoro di Veronica Pivetti, dark lady «sarcastica e candida”»che insieme ai fidi Sentenza (alias Sergio Mancinelli), una falce davvero affilata e sferzante e il soave Funesto (Oreste Valente), serio e rigoroso maggiordomo, cerca di risolvere il giallo di un corpo “in esubero”. La vita – per così dire – non è troppo tranquilla neppure nell’aldilà, in cui si ritrovano umanissime debolezze e (rare) virtù, in un vivido affresco che rimanda alla Spoon River di Edgar Lee Masters, tra canti di denuncia, ballate e tarantelle, la sensualità del tango e un pizzico di pop, più classiche melodiee note trasgressive.

La pièce (con colonna sonora di Maurizio Abeni e i costumi inventati da Valter Azzini) propone così una sorta di viaggio iniziatico nell’oltretomba, tra stereotipi e miti, e sacri timori sulla sottile linea di confine tra l’esistenza e il suo opposto: un territorio tutt’altro che inesplorato, dall’epopea di Gilgamesh alle discese all’Ade di antichi eroi e semidèi, alla “Commedia” dantesca fino all’impertinente “Orfeo all’Inferno” di Offenbach. Ciascuna epoca ha avuto un suo rapporto, spesso ambiguo e complicato con la morte; nella moderna società dell’immagine l’idea stessa della fine è sovente rimossa e negata, si ambisce a un’eterna giovinezza, quasi a ogni costo, non vi è spazio per la vecchiaia, figurarsi per la morte, che diventa “oscena”, irraccontabile o al contrario epica e drammatica, dunque non reale. Fulcro della poetica dei grandi autori del Novecento, secolo di guerre e distruzioni di massa (da Carlo Michelstaedter a James Joyce, da Rainer Maria Rilke a Samuel Beckett, da André Malraux ad Albert Camus, da Thomas Mann a José Saramago) il pensiero dell’ora fatale trova nuove declinazioni in letteratura, e ispira romanzi e film “gotici”, dalle saghe sui vampiri alla recentissima “Storia d’inverno”, ma anche commedie “nere” come “Mi rifaccio vivo” di Sergio Rubini, e ancora pellicole come “La bella addormentata” di Marco Bellocchio e “Miele” di Valeria Golino. Visioni fantastiche e liriche, dark e ingenue, oppure crudeli e dolorosamente umane, che mostrano quali e quante sfaccettature possieda l’idea della morte, in bilico fra la tremenda attrazione del vuoto di fronte al male di vivere e l’ansia per ciò che verrà, il desiderio di quiete e la paura di perdere tutto, diventando nulla.

Ai mortali non è dato conoscere il proprio destino e – fortunatamente – neppure l’ora fatidica, ma l’immaginazione permette di disegnare ipotetici scenari tra giardini del paradiso e gironi infernali, città fantasma o cimiteri abitati da spiriti in cui fatalmente si ritrovano personaggi e storie, dinamiche e comportamenti che appartengono al mondo dei vivi. In fondo quel punto senza ritorno rappresenta un enigma denso di suggestioni e possibilità: “Mortaccia/ La vita è meravigliosa” di Giovanna Gra – con un ossimoro nel duplice titolo – affronta un argomento delicato e insidioso come la morte affidandosi alla verve e l’intelligenza di un’artista quale Veronica Pivetti, seducente dark lady che conquista con humour e simpatia, tanto da rendere quanto mai attraente e desiderabile perfino un non luogo come l’aldilà.

Una pièce teatral musicale, quindi per confrontarsi con i naturali timori al pensiero della fine e scoprire che, in fondo, si può ridere e scherzare con la morte, sia essa un angelo nero o il medioevale scheletro con falce, o meglio ancora una affascinante e spiritosa “Mortaccia” con i suoi improbabili assistenti che fa da guida tra i segreti sentieri di un altro mondo, specchio fantastico della vita terrena. Esile ed eterea come un personaggio alla Tim Burton, o l’eroina di un manga nipponico, l’eclettica attrice e cantante (ma è anche una bravissima doppiatrice e speaker radiofonica) interpreta una morte davvero “speciale”; la trama, trattandosi di un giallo (con una sfumatura di noir) è meglio non svelarla in anticipo, per lasciare intatto il gusto della sorpresa… fino alla…. inevitabile fine!

per l’Ufficio Stampa del CeDAC/ Sardegna:
Anna Brotzu – cell. 328.6923069 – cedac.uffstampa@gmail.com

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INFO & PREZZI

ALGHERO

Abbonamenti 5 spettacoli:

platea intero €60 – ridotto €50
palco: int. €50 – rid €40

Biglietti

Platea: €15– ridotto €13
palco: int. €13 – rid €10
loggione: €7

info: tel: 349 4127271

PALAU

Biglietti

intero €15 – ridotto €12

info 3385865992 – santino.mariani@alice.it

cedac@cedacsardegna.it – www.cedacsardegna.it

OLBIA

Biglietti

intero €15 – ridotto €13

info: tel: 0789 28773

NUORO

Biglietti

primi posti: intero €16 – ridotto €14
secondi  posti: intero €14 – ridotto €11

 Info: 0784.230784 – 329.0708812 –
nuoro.teatroeliseo@cedacsardegna.it – www.cedacsardegna.it

MACOMER

Biglietti

primi posti: intero €15 – ridotto €13
secondi posti: intero €13 – ridotto €10
studenti € 5

 info: tel: 347 8777538

SCHEDA DELLO SPETTACOLO

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PIGRA

Mortaccia

la vita è meravigliosa

testo e regia di Giovanna Gra

con

Veronica Pivetti

e con

Sergio Mancinelli
Oreste Valente

musiche  Maurizio Abeni
costumi Valter Azzini

 

Lo spettacolo

Uno spettacolo musicale nuovissimo ed interamente originale, che riesce persino a dimostrare che la Morte può essere….simpatica!

Per molti è argomento di confine.

Per alcuni è un’ossessione, per altri un pensiero che aiuta a vivere, per gli inglesi addirittura un must. Ma si può davvero ridere della morte? A questa domanda prova a rispondere Mortaccia.

‘Mortaccia’ è uno spettacolo musicale dalle tinte gotiche e irriverenti con punte di comicità al confine con l’impegno, in cui Veronica Pivetti veste i panni di una morte moderna, dinoccolata, sarcastica e candida.

Le physique du role c’è, e fa tornare alla mente personaggi alla Tim Burton opportunamente coniugati con i Manga giapponesi.

Nei contenuti, falce alla mano, l’ombrosa signora canta e delira raccontandoci la vita dal suo punto di vista, ovvero l’aldilà.

Blindata nel suo habitat naturale, il camposanto, Mortaccia deve risolvere un piccolo giallo legato ad un cadavere che, come nelle fabbriche nostrane, le risulta in esubero.

Da dove arriva questo morto in più?

L’indagine che segue ci porterà a conoscere diverse dimensioni, spiritose e spiritate, della tanto temuta vita da trapassati. Che, in molti casi, non si rivelerà poi così differente dalla vita dell’al di qua, suggerendo ipocrisie, sorprese, meschinità e difetti delle abitudini dell’oltretomba in una sorta di novella Spoon River.

Lo spettacolo, decisamente nuovo, è un’originale affabulazione musicale candida e scandalosa che trae ispirazione da molti generi.

La prova d’attore richiede versatilità ed energia. La Pivetti, in un’ora e mezzo di spettacolo, passa dal canto di denuncia alla commozione, allo sberleffo, affiancata da due attori che seguono le orme della nera signora.

Il linguaggio estremo del testo è sapientemente condito con musiche totalmente originali che rimandano a molte citazioni di genere.

Mortaccia cinguetta e si racconta fra tanghi, musica pop, ballate e tarantelle, per poi virare verso melodie più classiche e impegnate, fino a svolte improvvise decisamente sexy e trasgressive.

Armati di sorrisi e con l’anima in tasca si può, quindi, provare ad oltrepassare quella soglia dove Mortaccia, danzando nella polvere e nel vuoto, ci aspetta per farci sorridere e pensare a uno dei pochi tabù inviolati della nostra epoca: la morte.

Naturalmente, per fare previsioni circa un sicuro ritorno e un gran finale bisogna accettare il gioco e vedere lo spettacolo dall’inizio, aspettando pazientemente…la fine!

Note di regia

 

Difficile definire Mortaccia.

Personalmente la ritengo un contagio, e se proprio dovessi indicare una lontanissima parentela andrei a cercare (sperando che il paragone non sembri presuntuoso) nella direzione di Rocky Horror Picture Show, il mito musicaltrasgressivo per eccellenza.

L’idea, o, più precisamente, la scommessa di questo spettacolo, è che tutti gli elementi (la musica, la storia, i personaggi e l’aldilà, mescolati insieme) potessero risultare accattivanti e godibili nonostante l’argomento, ardito e temuto.

Del resto, la morte sarà anche un tabù, ma i teschi sono ormai effige per il marketing e dietro alle icone quotidiane si nascondono, spesso, urgenze e desideri. Un’inconscia voglia di parlare e, quindi, di esorcizzare.

Senza dubbio la materia è delicata.

Per questa ragione le scelte musicali dello spettacolo sono state ragionate a lungo, così come il linguaggio, in ogni sua parte. Ed ecco l’intenso anno di lavoro, di ricerca, di collaborazione e di baruffe con l’ottimo Maurizio Abeni che ha realizzato le musiche che accompagnano il testo di questo ‘mini musical’.

Anche se, in verità, Mortaccia non è un musical.

Non è un film, non è nemmeno un’opera o una romanza…

Ma allora cos’è?

Forse, per capire, dovremmo partire dalla protagonista: Veronica Pivetti. Chi la conosce

bene lo sa: Veronica, è una persona sempre in cerca.

Non stupisce quindi che si sia infatuata di un progetto sperimentale come questo. Ed essendo una fra le attrici più simpatiche nel nostro panorama nazionale, ci è sembrata perfetta nei panni di un personaggio che, certo, simpatico non è.

La Mortaccia che ho voluto raccontare in questo spettacolo, ci mostra e ci canta un continuo inno alla vita.

Mortaccia è una donna irriverente, estrema, seria, burlona, amara, provocatoria, impudica e si serve dello scandalo per tentare di far riflettere chi ascolta. Per dirgli cosa?

Quanto sia importante vivere e quanto siano nocivi certi luoghi comuni del vivere.

E quanto sia importante ridere, nonostante tutto.

Sergio Mancinelli interpreta Sentenza, una falce sferzante dalle grandi capacità canore e dalla fisicità funambolica e leggera.

Il delicatissimo Oreste Valente veste i panni di Funesto, il maggiordomo vessato e rigoroso, mimo virtuoso, comico e, all’occorrenza, cantante e ballerino.

Mortaccia, ci trascina in questo aldilà musicale dove, grazie a un piccolo giallo, ci racconta la sua filosofia fra uno sberleffo e una lacrima di commozione.

Canta che ti passa, diceva quel tale e, forse, non aveva tutti i torti…

 

Giovanna Gra