CAGLIARI – Teatro Massimo, Sala M1

27 gennaio ore 20.30 – TURNO A

28 gennaio ore 20.30 – TURNO B

29 gennaio ore 16.30 – TURNO P

29 gennaio ore 20.30 – TURNO C

30 gennaio ore 19.30 – TURNO D

31 gennaio ore 19.00 – TURNO E

 

Durata:

 

Settore I intero € 35

Settore I ridotto € 30

Settore II intero € 30

Settore II ridotto € 27

Loggione e palchi € 15

TURNO P: prezzo unico € 25 platea | € 15 loggia e palchi

 

Possessori di Carta Giovani Sardegna € 15

Universitari UNICA € 5

di Stefano Massini

uno spettacolo di Alessandro Gassmann

con Daniele Russo, Gaetano Bruno, Mauro Marino, Emanuele M. Basso, Gaia Benassi, Davide Dolores, Giuseppe Gandini, Stefano Guerrieri, Alessia Santalucia, Angelo Zampieri

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo, LOMBARDI CREATIVE STUDIOS srl

In una piccola città di provincia nei primi anni Sessanta si svolge un processo al proprietario del giornale locale, Herbert Nolan. È accusato di aver manipolato l’informazione per scopi privati. L’uccisione di un vagabondo scambiato per rapinatore o stupratore era stata montata in modo da creare una paura diffusa in tutta la contea, così che gli abitanti si armassero per difendere le loro case. La locale fabbrica di armi aveva moltiplicato i profitti. “Che c’è di strano?” chiede l’avvocato di Nolan. Da che mondo è mondo i giornali devono fare notizia. Senonché il proprietario del giornale era un importante azionista dell’azienda di armi. E così la pubblica accusa, rappresentata da un uomo molto in gamba, il procuratore Miles, cerca di inchiodare Nolan alle sue responsabilità. Il processo si snoda in modo tradizionale, fra interrogatori dell’imputato e dei testimoni. Ma al di là dello specifico conflitto di interessi, emerge il tema di un clima di paura alimentato artatamente.

NOTE DI REGIA

L’informazione vive un’era di stravolgimenti profondi, e credo che anche il teatro debba occuparsene. Stefano Massini lo fa con estrema intelligenza in questo testo che mi ha subito colpito per la sua capacità di parlare di manipolazione dell’informazione, tema così complesso, coinvolgendo ed appassionando. L’idea della messa in scena, come spesso ho fatto finora, è quella di rendere il più possibile credibile questo processo ambientato negli anni 50 nel Midwest americano. Una comunità si ritrova a discutere di un omicidio di un ragazzo nero, tirando fuori luoghi comuni, convinzioni incrollabili, rabbia, paure, religione, insomma tutti noi. Un pubblico ministero ed un avvocato, si affrontano con sublime abilità, portandoci in una piccola comunità che così tanto assomiglia a quella odierna. Immagino uno spettacolo rigoroso, drammatico visto il tema affrontato ma anche divertente, perché dove si scontrano due intelligenze scaturisce sempre ironia, perché il teatro deve assomigliare alla vita e nella vita, anche nei momenti bui, può capitare un sorriso. Con Daniele Russo ci siamo incontrati già due volte e sono stati “viaggi” teatrali molto intensi e di successo, è un attore che diventa altro e lo stimo per questo. Entrerete in un quadro iperrealista, dove potrete appassionarvi, incazzarvi, ridere e discutere. Il teatro questo deve fare, scuotere lo spettatore, produrre emozioni, almeno questo è il motivo che mi porta alla mia dodicesima regia. 

Alessandro Gassmann