con Pamela Villoresi, Giulio Corso, Francesco Foti, Alice Spisa

e con  Cristina Todaro, Giacomo Andrea Faroldi

musiche Mario Incudine 

scritto e diretto da Giancarlo Nicoletti

produzione Altra Scena & L’Altro Teatro In collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi

♦ Alghero, Teatro Civico – 24 febbraio ore 21.00

♦ Lanusei, Teatro Tonio Dei – 28 febbraio ore 21.00

Roma, gennaio 1944. La città vive sotto l’occupazione nazista, mentre gli Alleati avanzano lentamente e la popolazione affronta fame, bombardamenti, rastrellamenti e mercato nero. Nell’appartamento dei Verani, a Monteverde, si attende il ritorno di Flavio, lontano da casa da nove anni. Ad accoglierlo trova una famiglia profondamente cambiata. Il padre Fulvio, fascista della prima ora e poi oppositore del regime, è morto dopo il confino. Virginia, la sorella più giovane, ha perso la vita durante un’azione clandestina. Alma, rimasta vedova dopo la morte del marito sul fronte russo, si è avvicinata alla Resistenza. Velia, la madre, ha invece cercato di preservare ciò che resta della famiglia accanto a Sergio, un funzionario fascista che ha progressivamente assunto il posto lasciato vuoto da Fulvio. Anche Flavio, tornato dalla Francia dopo un lungo percorso attraverso l’Italia occupata, ha scelto la lotta antifascista. Quando lui e Alma scoprono di essersi dati i nomi di battaglia di Oreste ed Elettra, il mito antico comincia ad affiorare nel presente della casa. Valerio, amico e compagno dei due fratelli, diventa il loro Pilade. Il ritorno di Flavio rompe il fragile equilibrio costruito da Velia. Sergio tenta di imporre la propria autorità, Alma riapre il conflitto attorno alla memoria del padre e ciascun personaggio offre una versione diversa delle morti che hanno segnato la famiglia. Quella di Fulvio, in particolare, appare sempre meno naturale: dietro la versione ufficiale emergono omissioni, responsabilità e una relazione fra Velia e Sergio iniziata molto prima di quanto i figli immaginassero.
Intanto la guerra entra sempre più violentemente nella casa. Le operazioni clandestine, gli arresti, via Rasella, la rappresaglia delle Fosse Ardeatine e la minaccia che incombe su Alma rendono impossibile separare il conflitto politico dalla resa dei conti familiare. La decisione di colpire Sergio sembra coincidere con un atto della Resistenza, ma le ragioni private e quelle pubbliche diventano progressivamente indistinguibili. Di fronte alla madre, però, Flavio si arresta. Completare la vendetta significherebbe obbedire fino in fondo al destino di Oreste; interromperla significa tentare di uscire dalla legge del sangue. Dopo la Liberazione di Roma, la famiglia sopravvissuta si ritrova ancora una volta nella stessa casa: la guerra è finita, ma non tutte le ferite possono essere pacificate.