/ Prosa

L’Avaro

31 gennaio 2018

Lanusei / Teatro Tonio Dei

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01 febbraio 2018

Palau / Cine Teatro Montiggia

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Arca Azzurra Teatro
di Molière
con Alessandro Benvenuti
adattamento, ideazione spazio, costumi, regia Ugo Chiti

Amaro e irresistibilmente comico, un’opera di bruciante modernità... L’avaro molieriano riesce a essere un classico immortale e nello stesso tempo a raccontarci il presente senza bisogno di trasposizioni o forzate interpretazioni.
Dopo il successo del nostro “Malato Immaginario” – votato dal pubblico dei teatri toscani, come miglior spettacolo della stagione 2014-15 - scegliamo ancora una volta Molière, ancora una volta nell’adattamento sempre rispettoso e spesso illuminante di Ugo Chiti, e aggiungiamo, nella parte del protagonista Arpagone, la grande cifra attoriale di Alessandro Benvenuti, al quale ci legano, oltre che una solida amicizia di lunga data, esperienze comuni di grandissimo spessore e successo quali il “Nero Cardinale” e una sempre più intensa attività di produzione dei suoi spettacoli.

Trama


L’Avaro è uno spaccato familiare e sociale. Arpagone è un capofamiglia balordo, taccagno e tirannico come tanti altri, circondato da un amabile e canagliesco intrigo di servi e di innamorati. Poi Arpagone viene derubato e l’avarizia cessa di essere un tic, una deformità, uno spunto di situazioni farsesche. La diagnosi investe la psicologia di chi ha subito un furto, di chi è stato defraudato di un oggetto di passione affettiva ed esclusiva, della sua unica ragione di vita. Proprio la fissazione affettiva di Arpagone su un oggetto miserabile sollecita un’equivoca, ma profonda partecipazione emotiva: l’avarizia redime l’avaro.
L’Avaro è una delle commedie molieriane che presuppongono uno spaccato familiare, una ‘casa’; ma la ‘casa’ di Harpagon è anche un luogo rigorosamente finto, esplicitamente e spudoratamente teatrale. Una casa che potrebbe essere, una metafora del teatro coi suoi prodigi, le sue inverosimiglianze e la sua cartapesta. Non una vera casa borghese, dove la luce filtra dalle imposte socchiuse, meridiana o mattutina ma comunque naturale; bensì una casa dove tutto si svolge a lume di candela (non fosse l’avarizia), anche se è giorno.

di Molière

con Alessandro Benvenuti
e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, ?Gabriele Giaffreda, Paolo Ciotti, Desirée Noferin

ricerca e realizzazione costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musiche Vanni Cassori
aiuto regia Chiara Grazzini

adattamento, ideazione spazio, costumi, regia Ugo Chiti

produzione Arca Azzurra Teatro
con Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Regione Toscana - Comune di San Casciano Val di Pesa
in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi
si ringrazia ARTEATRO GRUPPO – Montepulciano

Biglietterie

Lanusei / Teatro Tonio Dei

Inizio spettacoli ore 21 

Info: tel. 338 8727641 – annarosapistis@yahoo.it 

Prezzi

 Abbonamento 5 spettacoli platea primi posti: 

intero € 77; ridotto € 70 

platea secondi posti: intero € 70 ; ridotto € 60 

galleria: € 35 

 

Biglietti: 

platea primi posti: intero € 14 ; ridotto € 12 

platea secondi posti: intero € 12 ; ridotto € 9 

galleria: € 8

 


Palau / Cine Teatro Montiggia

Inizio spettacoli ore 21 

Info: tel. 328 2397198 - gianpiero@cinemaolbia.it 


Note di regia

“Il nostro Avaro occhieggia a Balzac senza dimenticare la commedia dell’arte intrecciando ulteriormente le trame amorose in un’affettuosa allusione a Marivaux. Contaminazioni a parte, Arpagone resta personaggio centrale assoluto mantenendo quelle caratteristiche che da sempre hanno determinato la sua fortuna teatrale, si accentuano alcune implicazioni psicologiche, si allungano ombre paranoiche, emergono paure e considerazioni che sono più rimandi al contemporaneo. La ‘parola’ è usata in maniera diretta, spogliata di ogni parvenza aggraziata, vista in funzione di una ritmica tesa ad evidenziare l’aggressività come la ‘ferocia’ più sotterranea della vicenda”.

Ugo Chiti