Prosa
Separazione
28 febbraio 2018
Dorgali / Centro Culturale Don Milani
-----01 marzo 2018
Tempio Pausania / Teatro del Carmine
-----02 marzo 2018
Palau / Cine Teatro Montiggia
-----03 marzo 2018
San Gavino Monreale / Teatro Comunale
-----con Marina Thovez e Mario Zucca
regia e traduzione Marina Thovez
durata: 1 ora e 40 con l'intervallo
“Separazione” è la storia di Sarah, attrice newyorkese, e Joe, commediografo londinese, separati appunto, da un oceano. I due non si conoscono, ma il destino intreccia le loro esistenze.
Sarah vuole mettere in scena una famosa commedia di Joe e lo chiama al telefono per chiedergli il permesso. Tutto finirebbe qui se non fosse che lo scrittore, da tempo bloccato sulla pagina bianca, buffo malato di agorafobia, ciccione e solo, ha un forsennato bisogno di parlare con qualcuno. E Sarah ha una particolarità che la rende in grado di identificarsi con la protagonista della commedia di Joe meglio di chiunque altro. Attraverso l'oceano e i fili del telefono tra i due nasce una sorprendente amicizia, e finalmente s'incontrano…
La vita è coraggio, ci dice l'autore, e “Separazione” è in realtà la storia di un commovente, fragile avvicinamento.
di Tom Kempinski
con Marina Thovez e Mario Zucca
scene Eugenio Guglielminetti
regia e traduzione Marina Thovez
Biglietterie
Dorgali / Centro Culturale Don Milani
Inizio spettacoli ore 21
Tempio Pausania / Teatro del Carmine
Inizio spettacoli ore 21
Palau / Cine Teatro Montiggia
Inizio spettacoli ore 21
San Gavino Monreale / Teatro Comunale
Inizio spettacoli ore 21
Note di regia
Separazione è una commedia originalissima: sono 8 telefonate. 8 momenti cruciali della vita dei due protagonisti, 8 gradini di conoscenza. In una struttura a episodi l'autore ci inchioda con un'altalena di sentimenti drammaturgicamente fortissima.
Nella vita siamo tutti separati: ogni piccolo egoismo, ogni paura, ogni trauma subito sono una barriera che ci allontana dagli altri e dalla felicità.
Non possiamo eliminare le nostre debolezze, ma possiamo innamorarci dei difetti degli altri.
Kempinski usa humor e leggerezza; ho fatto tesoro degli spunti comici che il testo offre.
Nella messa in scena ho contrapposto alla fissità dell'azione, cioè la ripetitività del gesto telefonico, un'ambientazione che grazie alla fantasia magnifica del grande Guglielminetti racconta le due città: la casa di Sarah è dinamica, si trasforma nel teatro da cui una sera torna trionfante, è la finestra sul mondo, è New York con le luci dei suoi grattacieli, il sole, il cielo, la notte. Sarah è aperta alla vita, lascia che la vita entri. La casa dell'agorafobico Joe invece è un muro tagliafuoco, un diaframma con l'esterno con cui non vuole avere contatti, un rifugio dal mondo cattivo e infatti implode fino a soffocarlo comicamente nei suoi attacchi di panico.