Teatro Comunale, Sassari

31 marzo ore 20.30

 Durata: 175 minuti più intervallo (100 minuti parte I + intervallo + 75 minuti parte II) 

Platea intero € 30
Platea Insegnanti e Riduz. Riconosciute € 25
Platea fuori sede € 20

Galleria Intero € 25
Galleria Insegnanti e Riduz. Riconosciute € 20
Galleria fuori sede € 15

Studenti € 15
Loggione € 15
Loggione Studenti € 10

di Wajdi Mouawad

Consulente storico Natalie Zemon Davis

Traduzione di Monica Capuani

Del testo originale Tous des oiseaux

Adattamento di Lorenzo De Iacovo e Marco Lorenzi

Regia di Marco Lorenzi

Personaggi/Interpreti: Federico Palumeri Eitan

Barbara Mazzi Wahida

Irene Ivaldi Leah

Francesca Osso Eden/Leah giovane

Rebecca Rossetti Norah / Infermiera

Aleksandar CvjetkoviEtgar

Elio DAlessandro David / Cameriere

Said Esserairi Al Wazzân

Raffaele Musella Etgar giovane / Rabbino / Medico

Assistente alla regia Lorenzo De Iacovo

Dramaturg Monica Capuani

Scenografia e costumi Gregorio Zurla

Disegno luci Umberto Camponeschi

Disegno sonoro Massimiliano Bressan

Vocal coach e composizioni originali Elio DAlessandro

Esecuzione al pianoforte de “La marcia del tempo e Valzer per chi non crede nella magia” Gianluca Angelillo

VideoFull of BeansEdoardo Palma & Emanuele Gaetano Forte

Consulente lingua ebraica Sarah Kaminski

Consulente lingua tedesca Elisabeth Eberl

Foto di scena Giuseppe Distefano

Un progetto de Il Mulino di Amleto

Spettacolo prodotto con il sostegno diA.M.A. Factory,Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Emilia Romagna Teatro ERT / TeatroNazionale, Teatro Nazionale di Genova, TPETeatroPiemonte Europa

In collaborazione con Festival delle Colline Torinesi

Con il sostegno di Bando ARTWAVES Produzioni 2022 e 2023 della Fondazione Compagniadi San Paolo

 

PREMIO UBU 2024 MIGLIOR NUOVO TESTO STRANIERO

“Ecco perché anche se è un’impresa disperata, una scommessa persa in partenza bisogna continuare a credere nel sogno di vivere insieme”

(da Tous des oiseauxCome gli uccelli)

Potente e lacerante, il capolavoro drammaturgico del franco-libanese Wajdi Mouawad, tradotto in italiano da Monica Capuani per la prima assoluta italiana diretta da Marco Lorenzi, racconta della storia d’amore tra Eitan, giovane di origine israeliana, e Wahida, ragazza di origine araba, in una realtà storica fatta di conflitti, dolore, odii, attentati. Un labirinto di storie, eredità dimenticate, lotte fratricide che dà vita a un’indagine emotiva sulla propria identità culturale e sulle proprie origini. Una riflessione toccante e profonda sull’amore, l’incontro e l’identità.

 Disperatamente giovani e innamorati, Eitan e Wahida, si conoscono a New York, in una delle scene d’incontro d’amore tra le più belle finora scritte per il teatro. A dispetto delle loro origini, il loro amore fiorisce e cerca di resistere alla realtà storica con cui i due ragazzi devono inevitabilmente fare i conti. Ma nel loro destino, qualcosa va storto sull’Allenby Bridge (Hebrew: גשר אלנבי Gesher Allenby), il fa- moso ponte che collega (ma allo stesso tempo divide (perché i controlli sono serratissimi e non a tutti è permesso il passaggio) Israele e Giordania.

Eitan rimane vittima di un attentato terroristico proprio su quel ponte (luogo e simbolo) e cade in coma. La storia personale dei protagonisti si intreccia alla Storia, con la “S” maiuscola, di attentati, conflitti, odii che ormai da troppi anni continua in quelle terre e tra le due culture di cui i protagonisti sono inevi- tabilmente esponenti. Durante il coma, in una dimensione sospesa, simbolica e potente, i piani tempo- rali si intrecciano, si sospendono e si sovrappongono. Da luoghi diversi, infatti, arrivano, i genitori e i nonni a fare visita al ragazzo. Per tutti loro sarà l’occasione di guardare negli occhi la verità più nasco- sta, di affrontare il dolore dell’identità, il demone dell’odio, le ideologie più rigide che appartengono a ognuno dei personaggi e quindi a ognuno di noi. Sarà l’occasione per capire come resistere all’uccello della sventura che si scaglia contro il cuore e la ragione di ciascuno.

Con questo testo teatrale si superano il tempo e lo spazio, percorrendo vicende familiari di diverse generazioni ambientate in diversi luoghi geografici e si percorre un’indagine emotiva sulla propria iden- tità culturale e genetica e sulle proprie origini. Cosa sappiamo dei segreti del nostro passato, della storia delle nostre famiglie? Di quanti momenti oscuri della storia e di quali violenze siamo eredi senza sa- perlo? Siamo davvero il DNA che ci scorre nelle vene oppure è tutto molto più complesso? Se nasciamo nel letto del nostro nemico, come possiamo evitare che il sangue che scorre nelle nostre vene diventi una mina antiuomo? So davvero chi sono?

In scena Aleksandar Cvjetković, Elio D’Alessandro, Said Esserairi, Lucrezia Forni, Irene Ivaldi, Barbara Mazzi, Raffaele Musella, Federico Palumeri, Rebecca Rossetti, un cast internazionale di attori, carat- terizzato da un’eterogeneità linguistica e culturale che riproduce quel percorso di “incontro” verso l’Altro che – per Mouawad come per Lorenzi e Il Mulino di Amleto – è una ragione di vita e di poetica. Agli attori è stato chiesto di immergersi in un viaggio di conoscenza non scontato e di imparare a recitare in altre lingue (italiano, ebraico, tedesco, arabo) oltre alla propria con l’aiuto di esperti linguistici e culturali.

Il 9 gennaio 2024 è uscito per Einaudi editore il testo teatrale di Come gli uccelli con traduzione di Monica Capuani.