Ideazione e direzione Caterina Mochi Sismondi
Performance Elisa Mutto, Michelangelo Merlanti, Vladimir Ježić, Carlos Rodrigo Parra Zavala, Simone Menichini, Jonnathan Lemos Rigging Michelangelo Merlanti
Musiche originali tratte dal balletto Coppélia Léo Delibes
Musica live ed elettronica Beatrice Zanin
Direzione luci Massimo Vesco
Foto Andrea Macchia Produzione Centro nazionale di produzione blucinQue Nice
in collaborazione con Fondazione Cirko Vertigo
♦ Ozieri, Teatro Civico Oriana Fallaci- 13 dicembre ore 21
♦ Dorgali, Teatro Comunale – 14 dicembre ore 20.30
♦ Lanusei, Teatro Tonio Dei- 16 dicempre ore 21
♦ Tempio Pausania, Teatro del Carmine – 17 dicembre ore 21
♦ Oristano, Teatro Garau- 18 dicembre ore 20.30
♦ Carbonia, Teatro Centrale- 19 dicembre ore 20.30
Bambola meccanica e illusione, corpo fuori asse, appeso e inerme, come una marionetta che cerca il modo di immedesimarsi e allo stesso tempo di liberarsi: Coppelia un ballet mécanique riporta, con questo lavoro di Mochi Sismondi, l’attenzione al tema dell’identità, della maschera che ciascuno di noi indossa, e di una donna vista nella sua fragilità, ma anche nella sua forza, grazie ai differenti ruoli che è in grado di rivestire.
Ispirata al balletto Coppelia – La ragazza dagli occhi di smalto, questa nuova creazione di compagnia unisce e armonizza tecniche della danza classica e contemporanea, della contorsione e sospensione capillare, e commistione tra oggetto, suono e immagine, per mettere l’accento sempre sul corpo e la sua frammentazione.
La musica, a partire dalle note di Delibes, è curata dalla musicista Bea Zanin e ripropone temi del balletto, con interferenze di elettronica e violoncello. Il lavoro prende spunto per un ulteriore sviluppo e segno di interpretazione dal Ballet Mécanique del 1924, opera di Fernand Léger del primo cinema cubista. Il film contiene molti segni e significati affini a questa messa in scena, riportando appunto ad un balletto dove dettagli di corpo e oggetti in movimento – su un ritmo sempre spezzato e integrato delle note del compositore George Antheil – prendono vita con continue ripetizioni, ralenti e accelerazioni, oltre a portare in luce alcuni segni inconfondibili visti da prospettive differenti, che portano a più punti di vista dell’immagine evocata.