da Molière

con Alessandro Cassutti, Agnese Mercati, Federico Palumeri, Stefano Paradisi, Elia Tapognani

adattamento drammaturgico e regia Lorenzo De Iacovo

uno spettacolo CRACK24

produzione A.M.A. Factory

ALGHERO, Teatro Civico- 18 marzo ore 21.00

Nel cuore di una società ossessionata dalla performance, Jourdain è una donna sulla trentina, intrappolata nella sua incessante scalata verso il successo. Ogni giorno è una frenetica corsa all’auto miglioramento, tra lezioni di canto, danza e filosofia. In questa affannosa ricerca, Jourdain sacrifica la propria felicità e consuma chi le sta vicino, mentre il successo rimane un orizzonte irraggiungibile.La sua vita prende però una svolta quando il facoltoso Dorante le propone di invitare a cena Dorimene, la donna più bella e nobile del mondo. Da quel momento, Jourdain dedica ogni energia per essere all’altezza di quell’incontro, convinta di poter finalmente sedurre il “Successo” stesso e dimostrare di esserne degna sacrificando però ogni altra cosa presente nella sua vita.

NOTE DI REGIA DI LORENZO DE IACOVO

“Fin dalla prima lettura di questo testo, ho immaginato una Jourdain donna imprigionata in una società tutta maschile, e forse è proprio questo l’elemento di maggior contemporaneità del nostro adattamento. Tolte alcune incursioni del Malato immaginario, il tentativo è stato quello di accompagnare la drammaturgia del Borghese, nata con un indirizzo più leggero, verso le grandi commedie sociali di Molière.

Mi affascinava l’idea che la cecità di Jourdain – intesa non in senso fisico, ma come incapacità di vedere la realtà circostante – fosse il sintomo di un grande, irrefrenabile sogno che la protagonista porta nel cuore. Ma questo sogno è autenticamente suo o è il prodotto tossico dell’iperstimolazione capitalistica?

Ritengo che l’intuizione tematica originale di Molière, quella relativa all’ossessiva ricerca dell’ascesa sociale fino al ripudio delle proprie origini, sia una delle più sottovalutate e attuali nella vasta produzione del drammaturgo francese. Egli ha messo in scena, con secoli di anticipo, l’essere umano contemporaneo, quello che Bauman legge quando afferma che il consumo ha trasceso gli oggetti materiali e si è spinto oggi al consumo di se stessi, delle proprie identità, per rendersi costantemente appetibili e seducenti. Ed è la stessa società di cui scrive Baudrillard quando teorizza il concetto di iperrealtà, dove la realtà crolla di fronte al suo modello ideale. Oggi, la simulazione della felicità in pubblico è una performance sociale essenziale, più importante dell’essere felici in privato. Madame Jourdain, cercando la nobiltà, incarna perfettamente questa rottura tra essere e apparire, tra bisogno degli altri e amore non ricambiato, tra io e la società che ci circonda.”